Concetti Chiave
- Durante l'umanesimo si sviluppa la distinzione tra il mondo umano (humanitas) e il mondo divino (divinitas), un concetto assente nel medioevo.
- Vengono introdotti nuovi concetti come l'individualismo, la rivalutazione del corpo e la ricerca dell'armonia assoluta, oltre all'Humanitas.
- La riscoperta dei classici segna la fine del Medioevo, con un rinnovato interesse per i valori antichi e una nuova concezione della natura come forza dinamica.
- Pico della Mirandola, con la sua orazione "De Hominis Dignitate", esalta le virtù umane, sottolineando la capacità dell'uomo di eguagliare Dio.
- Marsilio Ficino traduce le opere di Platone, contribuendo alla rivalutazione del pensiero filosofico greco in Europa durante il Rinascimento.
Qual è la nascita dell'umanesimo?
Durante il periodo dell’umanesimo si sviluppa la concezione della differenza tra mondo umano (humanitas) e mondo divino( divinitas). Questa distinzione non era presente nel medioevo perché si tendeva a giudicare il mondo unicamente secondo la prospettiva religiosa. Già nel 13° secolo si avvertono delle tendenze alla laicizzazione della cultura, volta a sottrarre gli intellettuali dal volere del clero o dei mecenate, inoltre questa tendenza sorge anche grazie a Petrarca e Boccaccio, i quali riportano alla luce anche lo studio del greco e del latino. Il concetto di Humanitas, presente fin dalla cultura antica è riscontrabile nel personaggio di Enea, sempre presente nella cultura umana e che contraddistingue soprattutto l’uomo saggio.
Concetti chiave dell'umanesimo
Oltre al concetto dell’Humanitas durante l’umanesimo vengono introdotti altri concetti, quali l’individualismo, il carattere naturale della vita , la rivalutazione del corpo e la ricerca dell’armonia assoluta.
Riscoperta dei classici e natura
Uno dei passaggi fondamentali del Rinascimento è la riscoperta dei classici, il mondo antico viene infatti rivalutato, si verifica la morte del Medioevo e si cerca in tutti i modi di tornare ai valori antichi per far “rivivere” l’età classica. La figura umana del Quattrocento è l’uomo motivato a confrontarsi con le epoche classiche, da ciò muta anche il rapporto con la natura, esse inizia ad essere concepita come una forza in perenne movimento, la quale è strettamente collegata all’esistenza umana. Inoltre si cerca di trovare una mediazione tra i piaceri terreni e i valori religiosi: si giunge quindi alla conclusione che le virtù dell’uomo non sono pericoli da evitare ma fini da perseguire con tenacia.
Centralità dell'uomo e Dio
Nella concezione del 400-500 l’uomo è considerato come figura al centro del mondo, capace di imporsi sulla natura. Questa visione non è irreligiosa, essa infatti include implicitamente Dio in quanto creatore dell’uomo e donatore delle caratteristiche che contraddistinguono l’uomo come libero e pieno di qualità.
Pico della Mirandola e Platone
Pico della Mirandola, nella sua orazione “ De Hominis Dignitate” , considerata manifesto dell’Umanesimo, esalta l’uomo e le sua virtù, giudicandolo in grado di eguagliare Dio e opporsi al passare del tempo , imponendosi sia sugli avvenimenti che sulle cose. Nel quattrocento Platone viene preso come modello di riferimento, poiché sosteneva che il miglior metodo per arrivare alla conoscenza fosse il dialogo e il confronto tra visioni differenti , motivo per cui, per ricalcare le orme di questo grande manifesto a Firenze viene fondata nel 1462 l’accademia platonica.
Dottrine ermetiste e gnostiche
Nella seconda metà del ‘400 a Platone vengono affiancate anche le dottrine ermetiste e gnosticiste,quella ermetista è una corrente mistico filosofica diffusasi in Grecia tra II e III sec d.C., essa rivendicava la fede nella magia e l’influire degli astri nelle vicende umane. Questa corrente prende il nome da Ermenete Trimegistro, il quale viene identificato sia con il dio greco Hermes sia con Thoth, dio egizio. La dottrina gnostici sta invece è una forma di conoscenza religiosa che si sviluppò tra il II e il III secolo d.C. nel Mediterraneo Orientale, esso concepiva il mondo in termini dualistici e contrari, motivo per cui divenne un movimento ereticale all’interno della chiesa cristiana. , oltre a questo si afferma anche l’insegnamento di Plotino che si distacca notevolmente da concetti umanistici della prima metà del Quattrocento.
Marsilio Ficino e Platone
Inoltre, nei medesimi anni Cosimo de’Medici incaricò Marsilio Ficino di tradurre i codici comprendenti le opere di Platone, ciò implica una rivalutazione europea del filosofo greco.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della distinzione tra mondo umano e mondo divino nell'umanesimo?
- Quali sono i concetti chiave introdotti dall'umanesimo?
- Come avviene la riscoperta dei classici durante il Rinascimento?
- Qual è il ruolo di Pico della Mirandola nell'umanesimo?
- Qual è l'importanza di Marsilio Ficino nella traduzione delle opere di Platone?
Durante l'umanesimo, si sviluppa la concezione della differenza tra humanitas e divinitas, una distinzione assente nel medioevo, che permette agli intellettuali di allontanarsi dal controllo del clero e dei mecenate (testo).
L'umanesimo introduce concetti come l'individualismo, il carattere naturale della vita, la rivalutazione del corpo e la ricerca dell'armonia assoluta, ampliando la visione dell'essere umano (testo).
La riscoperta dei classici segna la fine del Medioevo e un ritorno ai valori antichi, con l'uomo del Quattrocento motivato a confrontarsi con le epoche classiche e a rivalutare il rapporto con la natura (testo).
Pico della Mirandola, con la sua orazione "De Hominis Dignitate", esalta l'uomo e le sue virtù, considerandolo capace di eguagliare Dio e di influenzare il corso degli eventi, ponendo l'accento sulla centralità dell'uomo (testo).
Marsilio Ficino, incaricato da Cosimo de’ Medici, traduce i codici delle opere di Platone, contribuendo così a una rivalutazione europea del filosofo greco e alla diffusione del pensiero platonico nell'umanesimo (testo).