Indice

  1. Ospitalità offerta dagli umili e dai potenti
  2. Diverse connotazioni dell’ospitalità

Ospitalità offerta dagli umili e dai potenti

Nel romanzo, sono numerosi i passi in cui viene trattato il tema dell’ospitalità.
Occorre, però, fare una precisazione. L’ospitalità è l’unità di misura che serve per verificare la morale di un personaggio e si contrappone all’egoismo e alla violenza della nobiltà. Se gli umili aprono la porta della loro casa ai propri simili è per carità cristiana, è per offrire rifugio di fronte ad un pericolo, è per condividere. Invece, i potenti ospitano per fare sfoggio della loro ricchezza e della loro vanità (cfr. banchetto don Rodrigo), per creare un ambiente favorevole al raggiungimento dei propri obiettivi (cfr. banchetto organizzato dal Conte Zio, in vista di ottenere dal Padre Provinciale, il trasferimento di padre Cristoforo), perché mossi dal moralismo bigotto e dal desiderio autoritario di fare del "bene" a tutti i costi (cfr. Donna Prassede nei confronti di Lucia). Fortunatamente, esistono anche dei potenti che offrono ospitalità senza alcun interesse, come l’Innominato dopo la conversione e il Marchese, successore di don Rodrigo che apre le porte del suo castello per organizzare il banchetto di nozze.

Diverse connotazioni dell’ospitalità

L’ospitalità ha diverse sfaccettature:
1) Ospitalità di ispirazione cristiana nei confronti dei più umili che stanno attraversando un periodo di difficoltà.
• Questo è il caso del sarto che accoglie Lucia calorosamente oppure che accoglie Agnese, Perpetua e don Abbondio, che finito il pericolo dei lanzichenecchi, sono sulla via di ritorno verso il paese natale
• Abbiamo anche il cugino Bortolo che accoglie a braccia aperte Renzo, in fuga da Milano mettendo tutto a sua disposizione
• Da aggiungere Tonio che accoglie Renzo in casa e gli propone di condividere la parca cena (gli effetti della carestia si fanno già sentire)
• Infine l’amico d’infanzia che accoglie fraternamente Renzo che, finita la peste, ritorna al paesello per aver notizie e gli propone di condividere la povera cena
2) Ospitalità ambigua
È quella che Renzo trova nell’ osteria della Luna Piena e in quella di Gorgonzola. Si tratta di una falsa ospitalità, legata ovviamente ad un’attività commerciale, ma anche molto pericolosa poiché crea le condizioni ottimali per l’arresto di Renzo.
In questa categoria rientra anche l’ospitalità offerta da alcuni potenti il cui scopo non ha nulla a che vedere con la solidarietà e la carità fraterna
3) L’ospitalità che si trasforma
È quella dell’Innominato. Il suo castello, prima covo della violenza e del terrore, dopo la conversione, si trasforma in luogo sicuro per coloro che sono costretti a fuggire per salvarsi dalla calata dei Lanzichenecchi
4) L’ospitalità in senso figurato
Si tratta de l’ospitalità offerta dalla Provvidenza a Renzo e Lucia, alla continua ricerca di un tetto sicuro. Nei momenti più critici, quando tutto sembra ormai fallire, arriva la Provvidenza divina che rassicura e fornisce la forza necessaria per continuare. Essa permette così ai protagonisti di sopravvivere in mezzo a tante tempeste (Cfr. Renzo nel bosco, in fuga verso il bergamasco o Lucia che non perde mai la fiducia nella Provvidenza divina, nonostante coinvolta in tante avversità).

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