Concetti Chiave
- Le montagne nel romanzo hanno una funzione simbolica, rappresentando malinconia e appartenenza, come nell'"addio ai monti" di Lucia.
- Il Resegone è un simbolo centrale nella descrizione geofisica del territorio di Lecco, con le sue cime frastagliate che scandiscono il tempo.
- L'addio ai monti di Lucia è poetico e collettivo, associato a protezione e fede, mentre quello di Renzo è realistico e individuale.
- Nel capitolo XXI, le montagne simboleggiano l'isolamento del castello, ma per Lucia rappresentano anche speranza e nostalgia.
- Le montagne nel romanzo riflettono lo stato d'animo dei protagonisti, legandosi ai loro affetti e alle loro emozioni.
Indice
Introduzione al tema
I passi con la presenza delle montagne ritrovano nei capitoli I, VIII, XI e XXI. Le montagne sono molto di più di un’immagine geofisica. Esse ricoprono un ruolo simbolico e anche psicologico perché sono legati ad un senso di malinconia e di appartenenza come nel caso di Lucia, nel celebre “Addio ai monti”.Descrizione geofisica del territorio di Lecco
Nel cap. I abbiamo una dettagliata descrizione dell’aspetto geofisico del territorio di Lecco Il Resegone è il simbolo di tutto il romanzo. Il nome è derivano dalle sue nove cime frastagliate che ricorda la lama dentellata di una sega. Il sole tramonta dietro di esso, per cui scandisce il trascorrere del tempo. Nello stesso capitolo è citato il Monte S. Martino, contiguo al precedente che costituisce il confine naturare della regione di Lecco, verso nord. Sono citate indirettamente altre montagne, fra cui, si presuppone, anche il Monte Barro, oltrepassato il quale il viandante si ritrova nella pianura Padana.L’“addio ai monti” di Lucia
Nel capitolo VIII, mentre Renzo, Lucia ed Agnese fuggono, su consiglio di padre Cristoforo, e in barca stanno attraversando il lago di Como, Lucia, triste e piena di commozione, si volge indietro per dare un ultimo addio alle montagne che l’hanno vista nascere e crescere “Addio monti sorgenti dalle acque…..” Le montagne hanno un elevato valore simbolico perché la loro funzione è associata alla funzione protettiva della casa e in questo sui contrappongono a Monza e alla pianura lombarda che rappresentano l’ignoto e il pericolo. Le cime dei monti sono associate ai volti delle persone amate; per questo si può dire che esse sono antropomorfizzate e quindi strettamente legate agli affetti umani.L’“addio ai monti” di Renzo
Nel capitolo XI, Renzo arriva a Milano e dopo aver percorso un sentiero ripido a scalini si ritrova davanti al duomo della città. Subito dopo si volta indietro a guardare “le sue montagne”, tra cui il Resegone. I sentimenti che prova sono gli stessi di Lucia, ma espressi diversamente. L’addio di Lucia è carico di lirismo, per Renzo invece è più intimo e silenzioso (alcuni critici hanno parlato di “addio minore”). Per Renzo il Resegone che si staglia in lontananza e visto dal duomo di Milano, è il simbolo del distacco definitivo del giovane dalla natale vita rurale e l’arrivo nel mondo urbano, una realtà a lui estranea, minacciosa e piena di pericoli. Qualche riga prima, lo scrittore ricorda le montagne quando paragona il Griso, partito alla ricerca dei fuggiaschi ad un lupo che scende dai suoi montiInteressante è confrontare l’addio ai monti di Lucia con quello di Renzo, due pagine che evidenziano una psicologia diversa dei due personaggi.
Confronto fra i due modi di rapportarsi con le montagne natali
L’addio di Lucia ha un topo poetico, elegiaco, molto intimo, ma anche collettivo perché la ragazza parla a nome di tutti e tre i fuggiaschi. Tuttavia la malinconia è accompagnata dalla fede poiché è presente il concetto secondo cui dio non turba mai la felicità di chi crede in lui se non per riservargli qualcosa di più grande.L’addio di Renzo è più realistico, si basa maggiormente sulla sensazione visiva ed ha una connotazione individuale perché il giovane prova smarrimento nel rendersi conto di trovarsi da solo in un ambiente del tutto sconosciuto. Non appare la consolazione della fede e della Provvidenza: Renzo prova solo rabbia per aver subito un’ingiustizia e forse anche desiderio di vendetta
Con Lucia, la visione delle montagne è dinamica perché esse, ma mano che la barca si avvicina alla riva opposta, essi si allontanano nell’oscurità; quella di Renzo è statica: siamo in pieno giorno e Renzo ha davanti a sé l’imponente duomo di Milano e alle spalle il Resegone
Duplice funzione delle montagne nel cap. XXI
La presenza dei monti si trova anche nel capitolo XXI con un duplice significato: da un lato sono il simbolo dell’isolamento del castello (= giogaia di monti scoscesi e nudi), dell’arroganza e della durezza di cuore del proprietario, dall’altro, la vista dei monti da parte di Lucia, rappresenta per la ragazza un barlume di speranza nel poter rivedere i suoi affetti familiari. Si crea anche un contrasto fra montagne minacciose ed ignote, con montagne accompagnate dal possessivo “suoi”, associate ad un sentimento di nostalgia e ad un richiamo affettivo. Da notare anche che se “l’addio ai monti” era collegato ad un distacco imposto da altri e quindi doloroso, la visione dei monti dal castello dell’Innominato, crea un sentimento di speranza e quindi ha una connotazione positiva.Conclusione
In conclusione si può dire che la presenza delle montagne nel romanzo non è mai soltanto una semplice descrizione geografica del luogo che fa da tela di fondo ai fatti descritti. Le montagne sono legate all’affetto dei protagonisti, rimandandoci, così, alla loro psicologia e al loro stato d’animo.Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo simbolico delle montagne nel romanzo?
- Come viene descritta geograficamente la regione di Lecco nel romanzo?
- In che modo l'"addio ai monti" di Lucia differisce da quello di Renzo?
- Qual è la duplice funzione delle montagne nel capitolo XXI?
- Come si conclude il tema delle montagne nel romanzo?
Le montagne nel romanzo non sono solo un elemento geofisico, ma rappresentano simbolicamente la malinconia e l'appartenenza, come evidenziato nell'"addio ai monti" di Lucia, dove le montagne simboleggiano protezione e legami affettivi.
Nel capitolo I, il territorio di Lecco è descritto dettagliatamente, con il Resegone come simbolo centrale, caratterizzato dalle sue nove cime frastagliate che ricordano una sega, e il Monte S. Martino che segna il confine naturale verso nord.
L'addio di Lucia è poetico e collettivo, carico di malinconia e fede, mentre quello di Renzo è più realistico e individuale, privo di consolazione divina, esprimendo smarrimento e rabbia per l'ingiustizia subita.
Nel capitolo XXI, le montagne simboleggiano l'isolamento e l'arroganza del castello, ma per Lucia rappresentano anche speranza e nostalgia, creando un contrasto tra montagne minacciose e quelle affettivamente familiari.
Le montagne nel romanzo non sono solo uno sfondo geografico, ma sono profondamente legate agli affetti e alla psicologia dei protagonisti, riflettendo il loro stato d'animo e i legami emotivi.