Indice

  1. Renzo trova il mezzo per far recapitare ad Agnese la prima lettera
  2. Inizio degli scambi epistolari
  3. Ironia del Manzoni
  4. Il contenuto della prima lettera di Lucia
  5. Risposta di Agnese
  6. Risposta di Renzo, in collera

Renzo trova il mezzo per far recapitare ad Agnese la prima lettera

Renzo vorrebbe avere notizie di Agnese e Lucia, ma l’impresa è assai faticosa perché nessuno dei due è in grado di leggere e scrivere, per cui devono ricorrere a degli intermediari. Bisognava rivolgersi non solo ad un uomo capace di tenere la penna in mano, ma che fosse anche fidato, cosa non facile da ottenere in un paese che non si conosce. Inoltre, era necessario trovare qualcuno che recapitasse ad Agnese la missiva. La ricerca fu lunga, ma alla fine Renzo raggiunse il suo obiettivo. Inoltre, non sapendo se le due donne fossero ancora a Monza, pensò bene di inviare una lettera dello stesso tenore anche a padre Cristoforo. Non ricevendo risposta, Renzo ne fece scrivere una seconda dal contenuto simile alla prima, da recapitare, inserita in un’altra busta, ad un amico di Lecco. La lettera fu recapitata a Maggianico, il paese dove si trovava Agnese.

Inizio degli scambi epistolari

La donna corse immediatamente da Alessio, suo cugino, per farsela leggere e scrivere la risposta, indirizzata, ovviamente ad Antonio Travolta. Iniziò così uno scambio epistolare, non certamente rapido e nemmeno regolare, viste le difficoltà che lo stesso scrittore spiega al lettore. E che fanno parte di una breve disgressione.
Disgressione sulle difficoltà nell’inviare una lettera per le persone analfabete: i vari passaggi
A quel tempo, fra le persone modeste, come i protagonisti principali, quelle che sapevano leggere e scrivere erano pochissime. Il contadino analfabeta trovandosi nella necessità di inviare una missiva a qualcuno, doveva, innanzitutto trovare una persona alfabeta che però fosse fidata, per cui cerca fra le sue amicizie di paese. Prima di iniziare la stesura, quest’ultimo deve essere informato dell’antefatto ed è possibile che egli capisca una cosa per un’altra. Poi, dà qualche consiglio oppure propone di fare dei cambiamenti, tralasciando quei particolari che gli sembrano superflui. A questo punto, la lettera parte e arriva nelle mani del destinatario, che si presuppone, sia anch’esso analfabeta. Si rende quindi necessaria la presenza di un altro intermediario letterato. Di nuovo sorgono delle difficoltà perché il mittente avendo una conoscenza molto particolareggiata e diretta dell’antefatto, dà al testo scritto un significato, mentre il nuovo scrivano, alla luce dell’esperienza acquisita, è propenso a darne una differente. Alla fine, occorre che la persona che non sa, si metta totalmente nelle mani di colui che sa e a cui ha dato l’incarico della risposta. Ma i problemi non sono finiti, legati al contenuto dello scritto che, in alcuni deve restare più segreto possibile, sia nei confronti dello scrivano, sia nel caso in cui la missiva capitasse, per caso, in mano di terzi. Per questo motivo, le cose non vengono mai dette chiaramente e la discussione fra i due può diventare lunga e complessa.

Ironia del Manzoni

A questo punto, interviene il Manzoni, con il consueto spirito ironico che paragona le due parti a due filosofi della Scolastica che sono coinvolti in sottili discussioni. L’immagine è resa più viva dall’aggiunta di qualche scappellotto e da un’allusione alle contemporanee politiche classico-romantiche.

Il contenuto della prima lettera di Lucia

Alla luce di quanto detto sopra, ci possiamo chiedere quali notizie trasmette Renzo ad Agnese. La prima lettera è piene di avvenimenti, indicati, però in modo confuso: la fuga, la situazione attuale nel bergamasco, espressi però in modo tale che né Agnese, né il suo scrivano sanno trarre informazioni chiare. Trattandosi di notizie che potrebbero compromettere Renzo, il linguaggio è cifrato, allusivo e perciò oscuro. Il Manzoni interviene con tono ironico, indicando l’intermediario a cui si rivolge Agnese col termine “turcimanno”, ossia l’interprete presso le ambasciate occidentali nei paesi orientali. La parola, usata scherzosamente, sta ad indicare che la lettera era stesa proprio in un linguaggio di difficile traduzione.

Risposta di Agnese

Ricevuta la missiva, Agnese si dà da fare per organizzare la risposta, accludendo 50 scudi. Con una perifrasi, viene poi a parlare del voto e con parole più esplicite consiglia a Renzo di mettersi l’animo in pace e di non pensarci più.

Risposta di Renzo, in collera

Renzo risponde immediatamente; andando su tutte le furie, sottolinea che questi non sono consigli da dare ad un giovane onesto come lui e che la Madonna è sempre pronta ad aiutare che attraversa momenti difficili, ma non per creare ostacoli e per aiutare coloro che intendono mancare alla parola data. Riconosce che ora sta attraversando un periodo di difficoltà, ma tutto rientrerà ben presto nella normalità (forse crede che il rifiuto di Lucia sia dovuto alla mancanza di una situazione stabile). La corrispondenza fra Renzo e Agnese andò così avanti per qualche mese a fasi alterne.

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