Concetti Chiave

  • La distinzione tra personaggi storici e di invenzione è fondamentale: alcuni, come l'Innominato, trovano riscontro nella storia, mentre altri, come don Rodrigo, sono simboli del loro tempo.
  • La tecnica di presentazione dei personaggi combina descrizioni fisiche e psicologiche con dialoghi, rivelando le loro caratteristiche interiori.
  • I personaggi possono evolvere nel corso del romanzo; per esempio, Renzo diventa più maturo e riflessivo, mentre don Rodrigo rimane coerente fino alla fine.
  • La folla agisce come un personaggio collettivo, irrazionale e mutevole, coinvolta nel tumulto di San Martino, criticata da Manzoni per la violenza delle rivolte.
  • Il punto di vista varia tra quello dei personaggi, come Renzo, e l'intervento ironico dell'autore, che spesso offre giudizi morali sulla narrazione.

Indice

  1. Personaggio storico o di invenzione?
  2. Tecnica di presentazione
  3. Evoluzione del personaggio
  4. Presenza di un personaggio all’interno del romanzo
  5. Antagonista vs protagonista
  6. La folla
  7. Il punto di vista

Personaggio storico o di invenzione?

Per analizzare un personaggio, innanzitutto dobbiamo verificare se esso è vissuto realmente o se è frutto della fantasia dello scrittore. Per esempio:
• L’Innominato (Francesco Bernardino Visconti), la Monaca di Monza (Marianna de Leyva), don Antonio Ferrer, don Gonzalo de Cordoba, Ambrogio Spinola, il Cardinale Federigo trovano un riscontro nella storia milanese del Seicento
• Sono oggetto di finzione: donna Prassede, don Rodrigo, don Abbondio padre Cristoforo non trovano alcun riscontro nella realtà. Tuttavia, in questi casi, essi rispondono al verosimile storico è assurgono al ruolo di simbolo. Per esempio, don Abbondio rappresenta una figura di prete comune nel XVII secolo: per garantirsi una vita tranquilla e protezione dei nobili, molti uomini sceglievano di abbracciare la carriera scolastica
• Donna Prassede è l’esempio di nobildonna milanese, bigotta, retrograda e caparbia, che usa la carità cristiana in modo autoritario, come ne esistevano molte nella Milano del XVII.
• Don Rodrigo è l’esempio di signorotto locale che si diverte a vessare gli umili, orgoglioso della casta a cui appartiene e che per difendersi, ricorre a dei loschi individui. Tuttavia in certi casi deve contare sull’appoggio di signorotti più potenti di lui. Alcuni critici lo identificano con Paolo Orgiano, ma non ci sono certezze in proposito.
• Padre Cristoforo non è esistito nella realtà e pare che lo scrittore si sia ispirato a personaggi storici diversi
• Ovviamente tutti i personaggi di umile estrazione non hanno alcun riscontro storico

Tecnica di presentazione

Per presentare un personaggio, uno scrittore può fare una descrizione dell’aspetto esterno e fisico e poi mettere in luce le sue caratteristiche psicologiche. E quindi il carattere. Può seguire anche una tecnica diversa: senza alcuna descrizione esterna, introduce nella vicenda il personaggio e gli dà la parola.; in pratica lo fa auto presentarsi. Quasi sempre,, lo scrittore fonde le due tecniche, alternando il ritratto esterno con la presentazione del personaggio attraverso il dialogo e il comportamento. Occorre anche precisare che mai la descrizione esterna è fine a se stessa poiché lo scrittore coglie soprattutto quegli elementi che serviranno poi per mettere in luce alcuna caratteristiche psicologiche ed è la strada che Manzoni segue normalmente.

Evoluzione del personaggio

Succede che un personaggio subisca un’evoluzione nel corso del romanzo che può essere positiva o negativa e che altri, invece si mantengono coerenti con la propria personalità Per esempio, Renzo che all’inizio del romanzo ci appare come un giovane baldanzoso, pronto ad impugnare un’arma per difendersi da cui lo vessa, spesso ingenuo e curioso e poco prudente, alla fine del romanzo è cambiato. È diventato più riflessivo e le vicissitudine che attraversato lo hanno maturato-. Tutto sommato anche don Abbondio, dopo il colloquio con il cardinale Federigo sembra aver cambiato il suo rapporto con la vita. Don Rodrigo resta lo stesso fino in punto di morte e il tono supplichevole e non di comando con cui si rivolge al Griso è dettato dalla situazione e dalla coscienza di essere stato contagiato. Padre Cristoforo, dopo aver preso l’abito di cappuccino, si mantiene ben solido sulla retta via della carità cristiana e anche Lucia è sempre la stessa ragazza che ha fede in Dio e nella sua Provvidenza. Il caso più noto di evoluzione è quello che porta l’Innominato alla conversione.

Presenza di un personaggio all’interno del romanzo

Alcuni personaggi sono sempre presenti all’interno dell’opera ed altri scompaiono o altri intervengono sono negli ultimi capitoli. A quest’ultima categoria appartengono il cugino Bortolo, e donna Prassede e il Cardinale Federigo il cui intervento, nell’economia del romanzo è finalizzata alla conversione dell’Innominato e a far cambiare stile di vita a don Abbondio. Quest’ultimo insieme a Perpetua compaiono ogni tanto per dare all’opera un tocco di bonaria comicità Padre Cristoforo scompare dalla scena quando in accordo col Conte Zio, il Padre Provinciale decide di trasferirlo a Rimini, ma ricompare con l’arrivo della peste per darci un esempio di Chiesa Militante. Invece, il cugino Attilio e il dottor Azzecca-garbugli scompaiono ben presto dalla scena: alla fine veniamo a saper che entrambi sono morti di peste.

Antagonista vs protagonista

Nei romanzi, accanto al protagonista (nel caso de “I Promessi Sposi”, i protagonisti sono due: Renzo e Lucia), esiste un antagonista che con il suo comportamento impedisce al protagonista di realizzare i propri progetto. Nel romanzo l’antagonista di Renzo è don Rodrigo (che trascina altri personaggi con funzione indiretta di coi-antagonista, come il conte Attilio e il conte Zio) il quale, però, è anche l’antagonista di Padre Cristoforo.

La folla

Ne “I Promessi Sposi” ha un ruolo fondamentale anche la folla, presente nei capitoli XII e XIII, durante il tumulto di San Martino. L’autore ce la descrive come un personaggio collettivo mosso da irrazionalità e dal comportamento spesso mutevole. Di essa, lo scrittore non esprime un giudizio positivo: si lascia travolgere dai manipolatori e ignorano le voci che predicano la prudenza. Manzoni riconosce che la protesta è legittima, ma non accetta che le richieste siano accompagnate da violenza poiché la giustizia non può essere garantita con le rivolte popolari.

Il punto di vista

Le situazioni, come quella della folla in rivolta, vengono descritte attraverso gli occhi di Renzo, ancora contadino ingenuo la cui mancanza di esperienza diventa causa di tante vicissitudini oppure tramite l’abilità diplomatica del Cancelliere Ferrer. Il punto di vista dei personaggi può alternare con quello dello scrittore che, con sottile ironia, spesso interviene per esprimere il suo giudizio morale sui fatti descritti.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la distinzione tra personaggi storici e di invenzione ne "I Promessi Sposi"?
  2. Nel romanzo, alcuni personaggi come l'Innominato e la Monaca di Monza hanno un riscontro storico, mentre altri come don Rodrigo e don Abbondio sono frutto della fantasia dello scrittore, ma rappresentano figure simboliche del XVII secolo.

  3. Come viene presentato un personaggio nel romanzo?
  4. Manzoni utilizza una tecnica mista per presentare i personaggi, alternando descrizioni fisiche e psicologiche con dialoghi e comportamenti, per mettere in luce le loro caratteristiche interiori.

  5. In che modo i personaggi evolvono nel corso del romanzo?
  6. Alcuni personaggi, come Renzo, subiscono un'evoluzione positiva, diventando più maturi e riflessivi, mentre altri, come don Rodrigo, rimangono coerenti con la loro personalità fino alla fine.

  7. Qual è il ruolo della folla ne "I Promessi Sposi"?
  8. La folla è descritta come un personaggio collettivo irrazionale e mutevole, protagonista del tumulto di San Martino, e Manzoni critica la violenza delle rivolte popolari pur riconoscendo la legittimità delle proteste.

  9. Come viene utilizzato il punto di vista nel romanzo?
  10. Le situazioni sono spesso descritte attraverso gli occhi dei personaggi, come Renzo, o tramite l'intervento ironico dell'autore, che esprime giudizi morali sui fatti narrati.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community