Analisi legislativa
D.lgs. n. 29/1993 1° periodo. - D.lgs. n. 286/1999 - Direttive Presidenza del Consiglio dei Ministri - Riforma Brunetta - Delibere Civit (Anni ’90 – deficit interni “Tangentopoli” e vincoli comunitari)
D.lgs. n. 29/1993
D.lgs. n. 29/1993: “Razionalizzazione dell’organizzazione delle AA.PP. e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego”.
Primi germi di cambiamento, si passa da una amministrazione burocratica a una amministrazione ispirata a criteri di “aziendalizzazione”.
(Ancora non si parla di programmazione e controllo).
Art. n. 1
Il fine del decreto è il miglioramento dell’efficienza nelle AA.PP.
Lett. A) “accrescere l’efficienza delle amministrazioni in relazione ai corrispondenti servizi e uffici della comunità europea”.
Efficienza (costi – produttività fisico tecnica dipendenti) delle amministrazioni interne viene messa a confronto con gli uffici della comunità europea.
Vantaggi:
- Crea concorrenza – se l’efficienza delle AA.PP. migliora, migliora anche la competitività del Paese.
Lett. B) “razionalizzare il costo del lavoro pubblico, contenendo la spesa complessiva per il personale diretta e indiretta, entro vincoli di finanza pubblica”.
Secondo la lettera B, la ricerca dell’efficienza deve avvenire attraverso una diminuzione dei costi.
A tal fine le amministrazioni pubbliche devono trasmettere, secondo quanto disposto dall’art. 64 comma 1:
- Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri suddivisione relativa al ‘93.
- Al Ministero del Tesoro.
- Al Ministero del Bilancio e della Programmazione economica.
Gli elementi necessari per rilevare e controllare i costi.
Lett. C) “realizzare la migliore utilizzazione delle risorse umane nelle AA.PP.”
Sembrerebbe riferita alla produttività del lavoro, attraverso la cura e la formazione dei propri dipendenti.
Mission decreto: migliorare la produttività e il costo del lavoro, quindi l’efficienza del lavoro.
Art. n. 2
“Le AA.PP. ispirano la loro organizzazione ai criteri di funzionalità rispetto ai compiti e ai programmi di attività nel perseguimento degli obiettivi di E E E”.
Obiettivi sottoposti a controllo manageriale.
Funzionalità: criterio di sostanza del comportamento del management.
Introduce criteri che introducono una visione aziendalistica, all’interno di un modello prettamente burocratico.
Art. n. 18
Criteri di rilevazione e analisi dei costi e dei rendimenti.
Comma 2: “Il Dipartimento della funzione pubblica può chiedere all’Istat l’elaborazione di norme tecniche e criteri per le rilevazioni e le analisi dei costi e dei rendimenti e può chiedere all’Autorità per l’informatica, l’elaborazione di procedure informatiche standardizzate per analizzare gli scostamenti di costi e rendimenti rispetto ai valori medi e ai valori standard.
Il D.lgs. n. 29/1993 inserisce il concetto di programmazione nel settore pubblico, attraverso l’affermazione del Principio di Distinzione (separazione tra l’organo politico e l’organo gestionale).
Art. n. 3
Indirizzo politico e amministrativo. Funzioni e responsabilità.
Potere di indirizzo politico attribuito a organi politici e di governo.
Come si esercita il potere di indirizzo politico?
Si esercita …
- Definendo gli obiettivi e i programmi da attuare.
- Adottando gli atti rientranti nello svolgimento di queste funzioni.
Art. n. 14
Funzioni svolte dal Ministro.
Il Ministro si occupa della “definizione di decisioni strategiche” attraverso:
- La fissazione obiettivi strategici; (mezzi/fini)
- L’individuazione delle risorse. (mezzi/fini)
Per fare ciò il Ministro si avvale degli uffici di sua diretta collaborazione (esperti nelle diverse materie), i quali ricoprono la funzione di staff rispetto al Ministro stesso.
Ministro uffici di (staff) diretta collaborazione vice ministro one.
Potere gestionale organi amministrativi, composti da dirigenti di:
- I fascia (dirigenti generali).
- II fascia.
Dirigenti I fascia e dirigenti II fascia
Dirigenti I fascia:
- Formulano proposte e pareri al Ministro, su materie di propria competenza.
- Curano l’attuazione di piani, programmi e direttive*.
- Definiscono obiettivi e distribuiscono risorse ai Dirigenti di II fascia.
- Coordinano i propri Dirigenti di II fascia.
Dirigenti II fascia:
- Formulano proposte e pareri al Dirigente di I fascia.
- Curano progetti e gestioni.
- Gestiscono le risorse loro assegnate.
I Dirigenti di II fascia coordinano i propri uffici.
Direttive*: Documento di programmazione annuale ministeriale.
Non distingue tra obiettivi strategici e ordinari.
I Ministeri si concentrano sugli obiettivi strategici, tralasciando la gestione ordinaria.
SECIN
Il D.lgs. n. 29/1993 introduce un altro organo (servizio di controllo interno o nuclei di valutazione).
Svolge compiti di valutazione in merito a:
- Efficienza: si occupa della struttura amministrativa, quindi dei Dirigenti.
- Efficacia interna.
- Economicità.
- Equità.
Questi compiti di valutazione hanno una cadenza annuale, e servono per determinare i parametri di controllo delle AA.PP.
Composizione SECIN: direzione ufficio e struttura di supporto.
Quindi:
Il D.lgs. n. 29/1993 introduce concetti manageriali: (Programmazione Controllo - E E E - Organi di controllo (SECIN) - Produttività - Costi).
Ma l’oggetto è un altro, quindi non c’è una sistematizzazione dei concetti manageriali.
Per ovviare a questo problema..
Legge delega n. 59/1997
Art. n. 11. Lett. C) Questa legge delega mira a riordinare e potenziare gli strumenti di monitoraggio e dare una valutazione dei costi, dei risultati e dei rendimenti delle AA.PP.
A questa legge delega segue..
D.lgs. n. 286/1999
Attua una legislazione ad hoc sui controlli:
Sistematizza e migliora efficacia (risultati) – efficienza (costi – rendimenti).
Struttura decreto:
- Disposizioni generali.
- Strumenti di controllo interno.
- Qualità dei servizi pubblici e della Carta dei Servizi.
Art. n. 1
Al comma 1 introduce una serie di principi generali indispensabili per la formazione dei 1 controlli interni nella amministrazioni pubbliche.
Ciascuna AA.PP. nella propria autonomia deve dotarsi di strumenti adeguati ad effettuare:
- Controllo di regolarità amministrativa e contabile.
- Controllo di gestione.
- Valutazione dirigenziale.
- Valutazione e controllo strategico.
Critica Prof.
- Il controllo amministrativo contabile è affidato al Collegio dei revisori (Professionisti esterni all’amministrazione). È un controllo di tipo burocratico, in quanto deve garantire la legittimità, la regolarità, la correttezza dell’azione amministrativa.
- Valutazione Dirigenti: non è un controllo ma è l’attribuzione dei risultati del controllo ad una specifica categoria.
1 Il professore è critico sul termine “interni”, poi vedremo perché!
Ora volendo sistematizzare il D.lgs. n. 286/1999 (torniamo all’art. 1) possiamo dire che si occupa di:
- Burocratico legali (forma) - controllo amministrativo contabile.
- Controlli manageriale (sostanza) - controllo di gestione – controllo strategico.
- Dirigenti (valutazione gestionale).
- Valutazione Strategica (valutazione strategica).
Quindi all’articolo 1, comma 2 vengono riportati i principi guida nella progettazione del sistema dei controlli:
- L’attività di valutazione/controllo strategico supporta l’attività di:
- Programmazione strategica.
- Indirizzo politico amministrativo (attività politica no gestionale).
Questa attività viene svolta da strutture che rispondono all’organo d’indirizzo politico.
Critica: affidare il controllo a delle autorità indipendenti avrebbe avuto più senso.
Organo politico D.G./S.G. Dir. I fascia Dir. II fascia pers. non dirig.
Queste strutture aiutano l’organo politico alla valutazione del D.G./S.G.
- Controllo di gestione e valutazione dirigenti sono effettuati da strutture poste al vertice dell’unità organizzativa interessata. (controllo e valutazione sono svolti da strutture separate).
- Tutte le funzioni sono svolte in modo integrale.
- La verifica di regolarità amministrativa contabile è affidata a strutture differenti dalle precedenti.
(Ogni tipologia di controllo viene svolta da una struttura differente).
Art. n. 4
Controllo di gestione (verifica E – E – E degli organi gestionali).
“Verifica E – E - E nell’azione amministrativa, al fine di ottimizzare anche mediante tempestivi interventi il rapporto tra costi e risultati”.
Per fare ciò A.P. deve definire:
- L’unità o le unità preposte alla progettazione del siste
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Programmazione e controllo nelle P.A - privatizzazioni
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Programmazione e controllo nelle P.A - Appunti primo modulo
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Programmazione controllo
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Programmazione web