Concetti Chiave
- La produzione industriale si basava su fonti d'energia tradizionali, con un aumento dell'uso del carbone che portò a tecniche estrattive più avanzate.
- L'industria metallurgica si sviluppò grazie all'altoforno, che richiedeva grandi quantità di legna, portando al disboscamento di molte regioni europee.
- Il Domestic System influenzò l'industria tessile, con un passaggio dalla produzione di alta qualità a tessuti leggeri e a buon mercato, ampliando il mercato.
- I banchieri-mercanti, come i Fugger, accumularono fortune finanziando principi in cambio di diritti di sfruttamento minerario, influenzando l'economia dell'epoca.
- La scoperta di nuove rotte oceaniche portò al declino del commercio mediterraneo, ridimensionando l'importanza economica della regione a favore di Olanda e Inghilterra.
Produzione industriale e risorse
La produzione industriale di quest’epoca continuava ad utilizzare le tradizionali fonti d’energia. L’uso del carbone aumentò, provocando il perfezionamento delle tecniche estrattive. L’estrazione del carbone fu intensa nei bacini carboniferi inglesi e il suo massiccio impiego fece di Londra la città più sporca d'Europa. Il ferro era estratto in Spagna, Germania, Inghilterra, Francia, Svezia; il rame proveniva dai giacimenti svedesi e ungheresi; l’argento era estratto soprattutto in Germania e Ungheria, ma fu superato dall’argento americano, più abbondante e a buon mercato. L’allume, utilizzato per la concia dei pellami, per dissalare il baccalà, per la lavorazione del vetro e per l’industria tessile, era importato da Oriente, ma l’espansione ottomana rese il suo costo proibitivo, così si cercarono nuovi giacimenti e vennero individuati in Italia. Si espansero anche fonderie e altiforni.
Sviluppo delle industrie metallurgiche
L’altoforno consisteva in un forno murato in cui il minerale era posto su strati di carbone di legna accesso e attizzato da grossi mantici, azionati ad energia idraulica. Mediante fusione si otteneva la ghisa. Il minerale passava poi nelle fonderie dove si battevano i lingotti e le sbarre di ferro incandescente. Per alimentare gli altiforni occorrevano grandi quantità di legna, così molte regioni europee vennero disboscate. L’accresciuta produzione di ferro consentì lo sviluppo di numerose industrie metallurgiche, tra cui quelle di materiale bellico. La più grande industria dell’epoca era quella tessile: i contadini operai erano la manodopera industriale più numerosa ed organizzata, a basso costo e le cui dimensioni potevano essere ampliate o diminuite a seconda della domanda del mercato. Spesso la lavorazione dei tessuti veniva effettuata a domicilio: gli imprenditori consegnavano la materia prima a casa dei lavoratori e ritiravano il prodotto finito.
Industria tessile e domestic system
Nell’industria laniera primeggiava l’Italia, mentre l’altro centro di produzione tessile erano le Fiandre. Qui la qualità era alta e si mantenevano intatte le antiche tradizioni corporative, quando però prese spazio il Domestic System, fu colpita dalla concorrenza inglese. Questo modello d’impresa che non faceva più capo alle corporazioni ma alla manodopera contadina trovò spazio nella produzione medio-bassa, basata non su tessuti di alta qualità e costosi, ma leggeri e a buon mercato, destinati ad un pubblico più vasto. L’Italia era all’avanguardia anche nella produzione della seta, che era notevole anche in Spagna. La Germania si specializzò nei tessuti di fustagno, misto di lana o seta e cotone. Per quanto riguarda l’aumento dei prezzi, questo se da un lato danneggiò le categorie a reddito fisso, dall'altro arricchì quelle che operavano in modo dinamico nell’economia.
Ascesa dei banchieri-mercanti
Questa fu, infatti, l’epoca dei banchieri-mercanti, da cui si distinsero le famiglie tedesche dei Welser e dei Fugger. L’ascesa di questi ultimi si deve a Jakob Fugger, detto il Ricco, che finanziò principi e sovrani in cambio della concessione di territori da sfruttare. Egli ottenne così i diritti di sfruttamento di importanti miniere d'argento e rame. Con la vendita di questi minerali, Fugger costituì una fortuna senza pari. Inoltre in questo periodo i regni impegnati nella conquista coloniale organizzarono uno stretto controllo sul commercio oceanico. La Spagna nel 1503 creò la Casa de la Contractation che deteneva il monopolio commerciale con le Americhe in cambio della cessione di 1/5 degli utili alla Corona, mentre la Corona portoghese preferì la via del controllo diretto dei traffici coloniali che avevano il fulcro a Lisbona.
Commercio e declino del Mediterraneo
Aumentarono in questo periodo anche il numero dei centri di scambio, come le borse, luogo d’incontro di banchieri, mercanti e cambiavalute. La borsa di Anversa diventò capitale di questo attivismo economico e tramite degli scambi anche all’interno dell’impero. Per quanto riguarda invece il commercio, la scoperta delle rotte oceaniche per le Indie portò al declino della centralità economica del Mediterraneo, attraverso un processo lento e graduale. A metà 500 vi era ancora equilibrio tra commercio mediterraneo e oceanico, perché i portoghesi non erano riusciti a monopolizzare il commercio delle spezie nell’Oceano Indiano a causa dell’ostilità dei mercanti arabi e perché Anversa e gli altri poli del commercio come Siviglia e Lisbona, erano ancora in collegamento con Venezia e Genova. Ma a partire dai primi decenni del Seicento l’importanza del Mediterraneo si ridimensionò e il traffico marittimo sarebbe stato gestito sempre più da Olanda e Inghilterra.
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali fonti di energia utilizzate nella produzione industriale di quest'epoca?
- Come si sviluppò l'industria metallurgica durante questo periodo?
- Qual era il ruolo del Domestic System nell'industria tessile?
- Chi furono i principali banchieri-mercanti e quale fu il loro impatto economico?
- Quali furono le conseguenze della scoperta delle rotte oceaniche sul commercio mediterraneo?
La produzione industriale si basava principalmente sull'uso del carbone, il cui impiego aumentò notevolmente, rendendo Londra la città più sporca d'Europa. Altre risorse importanti includevano ferro, rame, argento e allume, con quest'ultimo che veniva importato da Oriente fino a quando i costi non divennero proibitivi (testo).
L'industria metallurgica si espanse grazie all'uso degli altoforni, che permettevano di ottenere ghisa e ferro. La crescente produzione di ferro portò alla nascita di numerose industrie, tra cui quelle di materiale bellico, e richiese grandi quantità di legna, causando disboscamenti in molte regioni europee (testo).
Il Domestic System sostituì le tradizionali corporazioni, permettendo ai contadini di lavorare a domicilio. Questo modello favorì la produzione di tessuti leggeri e a buon mercato, rendendo l'industria tessile più accessibile a un pubblico vasto, mentre l'Italia rimase all'avanguardia nella produzione di seta (testo).
I banchieri-mercanti, come i Welser e i Fugger, emersero come figure chiave dell'economia. Jakob Fugger, in particolare, accumulò una fortuna finanziando sovrani e sfruttando miniere d'argento e rame, influenzando notevolmente il commercio e l'economia dell'epoca (testo).
La scoperta delle rotte oceaniche portò a un graduale declino della centralità economica del Mediterraneo, con un crescente predominio di Olanda e Inghilterra nel traffico marittimo, mentre i centri di scambio come Anversa divennero sempre più importanti (testo).