Concetti Chiave

  • Il procuratore sportivo, o agente sportivo, gestisce trasferimenti e contratti degli atleti, curando aspetti economici, commerciali e legali.
  • Questa figura è emersa negli anni '90 per proteggere gli atleti da contratti sfavorevoli, guadagnando importanza negli ultimi dieci anni.
  • I procuratori offrono supporto cruciale, consigliando gli sportivi e aiutandoli a gestire la pressione mediatica e le difficoltà esterne.
  • Critiche riguardano l'eccessivo focus sui profitti, con accuse di allontanare atleti dalle loro società e l'assenza di equilibrio tra vita lavorativa e personale.
  • Per diventare procuratori sportivi in Italia, è necessario superare un esame di Stato e avere un diploma di scuola superiore, preferibilmente in economia o giurisprudenza.
Questo appunto riguarda il lavoro ed il ruolo del procuratore sportivo, dalla sua nascita fino all’arrivo ai nostri giorni. Vengono analizzati i vantaggi di questa professione sia per gli agenti che per agli atleti che rappresentano ma anche gli aspetti negativi e le difficoltà di un lavoro mai facile e banale, che negli ultimi anni sta sempre più diffondendosi anche nel nostro Paese.

Chi è un procuratore sportivo

Il procuratore sportivo, chiamato anche agente sportivo, è il professionista che si occupa dell’acquisto e del trasferimento degli atleti da una squadra all’altra.
Nel caso in cui rappresenti l’atleta (perché può rappresentare anche le società), farà in modo di far ricevere allo stesso il miglior contratto possibile sotto tutti i profili, con particolare attenzione agli aspetti economici.
Gestisce anche le problematiche commerciali (come ad esempio il rapporto dell’atleta con i vari sponsor) ed i risvolti legali che riguardano gli sportivi o le società per cui lavora.
Il procuratore sportivo si occupa anche di mediare, con la propria società di appartenenza e con la sfera sociale esterna. Il ruolo e l'evoluzione del procuratore sportivo nel tempo articoloPer il lavoro svolto, l’agente riceve una percentuale del compenso spettante al giocatore dopo la sottoscrizione del contratto, unitamente ad alcuni bonus e incentivi legati alle prestazioni dell’atleta che rappresenta, ma anche alla popolarità che ci si costruisce nel tempo. I procuratori sportivi possono lavorare in proprio e avere una propria agenzia oppure collaborare con grandi compagnie.

Storia sulla figura del procuratore sportivo

La figura del procuratore sportivo nasce verso la fine del XX secolo. Fino a quel momento i trasferimenti degli atleti in diverse società e i loro contratti venivano discussi direttamente tra il presidente della società e lo sportivo in questione. Questo causava spesso l’approfittarsi dei presidenti che, sfruttando la poca conoscenza in materia di diritto o economia degli atleti, proponevano contratti quasi sempre sbilanciati a loro sfavore. Da qui nacque il bisogno da parte dei giocatori di venire tutelati da una figura professionale, in grado di permettergli di raccogliere pienamente i frutti del proprio talento.
La figura del procuratore sportivo ha avuto successo soprattutto negli ultimi dieci anni, con particolare diffusione negli sport quali il calcio o il basket, in cui si sono contraddistinti “procuratori simbolo”. Si ricordi ad esempio la storica figura di Mino Raiola. Raiola è un procuratore italiano, celebre in tutto il mondo per l’abilità eccelsa nel contrattare con i dirigenti dei club calcistici. Negli anni di lavoro, sono passati sotto la sua “ala”, molti tra i più grandi campioni di calcio, che hanno ricevuto grazie a lui contratti faraonici e insperati.

Aspetti positivi e vantaggi procurati dall’agente sportivo

Come detto in precedenza, il procuratore sportivo svolge un ruolo chiave nella vita di un’atleta. Si può dire che a volte, per questo, rappresenti un punto di riferimento indispensabile. Infatti, oltre a curare gli aspetti chiave dei contratti, come quello economico, può influire positivamente nella vita degli sportivi (soprattutto quelli più giovani), fornendo consigli e insegnamenti importanti. Inoltre, aiuta l’atleta ad affrontare le difficoltà che potrebbero derivare dal mondo esterno, come nel caso dell’esposizione mediatica che, soprattutto dopo l’avvento dei social, è diventato un fenomeno difficile da gestire, potendo in casi estremi anche influire negativamente sulle prestazioni cui lo sportivo è dedicato.
Infine, sotto un profilo più materiale, questo tipo di lavoro oltre ad offrire notevoli guadagni, consente al procuratore di viaggiare molto e di conoscere le figure più importanti del mondo dello sport professionistico.

Aspetti negativi

Riguardo alla figura del procuratore sportivo non mancano tuttavia gli aspetti negativi. Ad esempio, sono sempre più frequenti, negli ultimi anni, i casi di atleti a cui interessa maggiormente il guadagno rispetto alla disciplina vera e propria. Molti procuratori sportivi sono accusati di aver “rovinato” sportivi, allontanandoli dalle loro società madri unicamente per scopo lucroso. Le critiche sono scaturite inoltre dalle percentuali economiche, a volte esagerate, che gli agenti sportivi ricavano dai contratti dei loro clienti.
Inoltre, questo lavoro è molto faticoso, non concede tregue, costringendo i procuratori a stare periodi molto lunghi lontani dalle famiglie e dalle città di appartenenza.

Come si diventa procuratori

In Italia, da settembre 2018, per chi vuole esercitare la professione di procuratore sportivo è obbligatorio sostenere un esame di Stato suddiviso in due fasi: la prima presso il Coni per diventare agente sportivo, la seconda presso la federazione specifica della categoria di interesse (ad esempio per il calcio sarà la FIGC).
Per poter partecipare all’esame bisogna aver svolto un tirocinio o partecipato ad un corso organizzato dal Coni o affiliato alle maggiori associazioni di categoria italiane e avere il diploma di scuola superiore.
Al termine dell’esame, se il candidato le avrà superate entrambe, potrà richiedere l’iscrizione all’Albo degli agenti sportivi tenuta dal Coni. A quel punto potrà cominciare a svolgere il suo lavoro in modo lecito e afferente alla normativa prevista per tale settore.
Per la specificità del lavoro svolto e delle materie trattate nel corso della carriera, è comunque preferibile avere una formazione di carattere economico e/o giuridica. I più noti procuratori sportivi, infatti, hanno conseguito lauree in Economia o in Giurisprudenza.
Progetto Alternanza Scuola Lavoro.
Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo principale di un procuratore sportivo?
  2. Il procuratore sportivo, o agente sportivo, si occupa dell'acquisto e del trasferimento degli atleti, cercando di ottenere per loro il miglior contratto possibile, gestendo anche aspetti commerciali e legali (testo).

  3. Come è nata la figura del procuratore sportivo?
  4. La figura del procuratore sportivo è emersa verso la fine del XX secolo, in risposta alla necessità di tutelare gli atleti da contratti sbilanciati, che spesso venivano imposti dai presidenti delle società (testo).

  5. Quali sono i vantaggi di avere un procuratore sportivo?
  6. I procuratori sportivi offrono supporto nella gestione dei contratti e possono influire positivamente sulla vita degli atleti, fornendo consigli e aiutandoli a gestire l'esposizione mediatica (testo).

  7. Quali sono alcuni degli aspetti negativi legati alla professione di procuratore sportivo?
  8. Tra gli aspetti negativi ci sono le accuse di alcuni procuratori di allontanare gli atleti dalle loro società per motivi di lucro e le percentuali elevate che ricevono dai contratti, oltre alla fatica e alla lontananza dalle famiglie (testo).

  9. Quali sono i requisiti per diventare procuratore sportivo in Italia?
  10. Per diventare procuratore sportivo in Italia è necessario superare un esame di Stato, completare un tirocinio o un corso specifico e avere un diploma di scuola superiore, preferibilmente con una formazione economica o giuridica (testo).

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community