Concetti Chiave
- La procedura sanzionatoria nel lavoro pubblico è regolata da norme di legge che non possono essere modificate dai contratti collettivi, a differenza del lavoro privato.
- In caso di infrazioni gravi, come la falsa attestazione di presenza, la sanzione prevista è il licenziamento disciplinare, con o senza preavviso.
- Le tipologie di sanzioni nel lavoro pubblico sono simili a quelle del lavoro privato, ma il limite di sospensione può arrivare fino a sei mesi.
- Il potere disciplinare nel lavoro pubblico è attribuito al dirigente competente, che ha l'obbligo legale di promuovere l'azione disciplinare.
- Il procedimento disciplinare nel lavoro pubblico presenta passaggi differenti rispetto a quello previsto per il lavoro privato.
Differenze tra lavoro pubblico e privato
La procedura sanzionatoria nel lavoro pubblico risponde a regole differenziate rispetto a quelle vigenti per il lavoro privato, con il quale per altro condivide l’applicabilità dell’articolo 2106 c.c.
In primo luogo, alcune fattispecie sanzionatorie non sono previste dai CCNL, bensì dalla legge. Esse non sono modificabili dal contratto collettivo neanche in melius per il lavoratore, a pena di nullità accompagnata dalla sostituzione automatica della clausola collettiva con la norma di legge.
Inoltre per alcune infrazioni (ad esempio la falsa attestazione della presenza in servizio) l’unica sanzione prevista è il licenziamento disciplinare, con o senza preavviso. Per altre, come il rifiuto da parte del dipendente di collaborare con l’amministrazione allo svolgimento di un’indagine disciplinare nella quale è considerato «persona informata dei fatti», è prevista la sospensione dal servizio senza retribuzione, per un importo temporale di volta in volta fissato.
Tipologie di sanzioni e obblighi
Per il resto le tipologie di sanzione sono le medesime del lavoro privato, con l’unica differenza che il limite di sospensione di dieci giorni previsto dall’articolo 7 è protratto fino a un massimo di sei mesi. Ancora, l’affissione del codice disciplinare è realizzata mediante la pubblicazione dello stesso nel sito istituzionale dell’amministrazione
Ruolo del dirigente nel lavoro pubblico
Mentre nel lavoro privato il potere disciplinare è esercitato dal datore di lavoro, in quello pubblico esso spetta al dirigente competente. Questi ha un vero e proprio obbligo legale di promuovere l’azione disciplinare, la cui violazione è configurata come fonte di responsabilità contrattuale, con conseguenze disciplinari (licenziamento) o retributive (sospensione dello stipendiamento).
I passaggi del procedimento disciplinare previsti per il lavoro pubblico sono diversi da quelli richiesti nell’ambito del lavoro privato.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali differenze nella procedura sanzionatoria tra lavoro pubblico e privato?
- Come si differenziano le tipologie di sanzioni nel lavoro pubblico rispetto a quelle del lavoro privato?
- Qual è il ruolo del dirigente nel lavoro pubblico rispetto al datore di lavoro nel lavoro privato?
La procedura sanzionatoria nel lavoro pubblico segue regole specifiche, con alcune fattispecie sanzionatorie previste dalla legge e non modificabili dai CCNL. Ad esempio, per infrazioni gravi come la falsa attestazione di presenza, l'unica sanzione è il licenziamento disciplinare (senza preavviso) (testo).
Sebbene le tipologie di sanzioni siano simili, nel lavoro pubblico il limite di sospensione è esteso fino a sei mesi, rispetto ai dieci giorni previsti per il lavoro privato. Inoltre, il codice disciplinare deve essere pubblicato sul sito istituzionale dell'amministrazione (testo).
Nel lavoro pubblico, il dirigente ha l'obbligo legale di promuovere l'azione disciplinare, mentre nel lavoro privato questo potere spetta al datore di lavoro. La violazione di tale obbligo da parte del dirigente può comportare responsabilità contrattuale e conseguenze disciplinari (testo).