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Concetti Chiave

  • La Prima guerra mondiale rappresentò una rottura epocale, essendo la prima guerra totale con un coinvolgimento di paesi che possedevano l'84% dei territori mondiali.
  • La mobilitazione della popolazione e la propaganda statale giocarono un ruolo cruciale, coinvolgendo anche chi lavorava nelle industrie per sostenere lo sforzo bellico.
  • L'uso di nuove tecnologie militari, come armi chimiche, carri armati e sottomarini, accelerò l'avanzamento tecnologico e il coinvolgimento dello Stato nell'economia.
  • L'Italia inizialmente dichiarò neutralità nel 1914, ma l'opinione pubblica e il Patto di Londra del 1915 portarono alla decisione di entrare in guerra contro l'Austria.
  • Le posizioni politiche in Italia erano divise: mentre alcuni sostenevano l'intervento, Giolitti e i cattolici preferivano mantenere la neutralità, evidenziando le tensioni interne.

La prima guerra totale

La Prima guerra mondiale fu sicuramente la prima guerra totale che segnò nella storia dell’umanità una rottura epocale, dopo di essa non sarà facile decidere di entrare in guerra contro Hitler, poichè la Prima guerra mondiale fu dura.

Fu una guerra totale sotto vari aspetti: in primo luogo quello geografico, in quanto i Paesi europei coinvolti possedevano l’84% dei territori mondiali ed erano tutti coinvolti nelle operazioni di guerra. Altro aspetto era la posta in palio: la redistribuzione del mondo che fu un motivo che spingeva molti Paesi (tra cui l’Italia) ad entrare in guerra. Gli uomini mobilitati per le azioni militari erano tanti e molti furono anche i morti e i feriti.

Mobilitazione e propaganda

Importante fu anche la mobilitazione della popolazione nel fronte interno, la quale sentiva la guerra quanto i soldati in trincea: chi lavorava nelle fabbriche in alcuni casi non era richiamato a ricoprire la leva militare, perché serviva il lavoro degli operai nelle industrie per i rifornimenti ai soldati, ma soprattutto chi era coinvolto nel settore bellico (siderurgico, meccanico e chimico) assistette a un notevole sviluppo del proprio ambito lavorativo che quindi richiedeva un grande impegno.

Lo Stato, ormai primo cliente di queste industrie, non badava a spese pur di avere risposte veloci in tema di armi. Perfino la manodopera industriale fu sottoposta ad una disciplina militare o semimilitare. I governi risentirono della guerra e molti si trasformarono in dittature militari. La popolazione non direttamente coinvolta negli scontri era sottoposta ad una forte propaganda dal governo che curava molto l’opinione pubblica per paura che si diffondessero idee contrarie alla guerra. Tutti questi fattori contribuirono a rendere la Prima guerra mondiale una guerra totale sotto tutti i punti di vista e a fare in modo che questa determinasse una spaccatura temporale che è tutt’ora molto sentita.

Avanzamenti tecnologici

La Prima guerra mondiale fu di sicuro un forte impulso per l’avanzamento tecnologico di tutti i Paesi coinvolti, in particolar modo quelli che avevano scatenato la guerra. Fondamentale si rivelò l’uso di armi quali fucili a ripetizione, mitragliatrici e artiglieria pesante, relativamente nuove in quanto già esistenti, ma prese in considerazione durante la grande guerra. Completamente nuovo invece si rivelò l’uso di armi chimiche, i gas che venivano lanciati nelle trincee soffocando i soldati.

Ricevettero forte impulso anche i mezzi motorizzati, come le automobili, fino ad allora riservate a pochi e gli aerei. Questi erano già stati inventati nel 1903 ad opera dei fratelli Wright, ma avevano fatto limitati progressi, con l’avvento della guerra furono costruiti 200.000 aeroplani e furono perfezionate le tecniche di volo, erano sempre più veloci, ma ancora non troppo affidabili per essere utilizzati in tutti gli scontri: ebbero il loro maggior impiego nella ricognizione, negli attacchi contro altri aerei e contro obiettivi mobili. Altra importante rivoluzione furono i carri armati e le autoblindo soprattutto dopo l’introduzione dei cingoli che permettevano di muoversi non solo su strada. Molto più influente fu l’utilizzo di sottomarini, soprattutto da parte dei tedeschi: colpivano le navi militari, ma anche i mercantili che portavano rifornimenti; l’azione fu stroncata nel 1915, sotto minaccia americana, quando fu affondato un mercantile inglese con a bordo 140 americani. Nel 1917 i tedeschi ritornarono a bordo dei sottomarini e ciò diede conferma all’America per la sua discesa in campo. Sicuramente fu di grande rilievo l’intervento dello Stato in economia: i governi non si facevano fermare dalle alte spese degli armamenti e ciò permise alle fabbriche di produrre molto più di quanto non avessero fatto fino al 1914.

Neutralità e decisioni italiane

Il 2 Agosto del 1914 il governo Salandra aveva dichiarato la neutralità italiana, giustificandola con il fatto che la Triplice Alleanza era un accordo difensivo ed era stata l’Austria ad attaccare per prima. Inoltre l’Italia era stata completamente scavalcata dall’Impero austro-ungarico e dalla Germania nella decisione di attaccare la Serbia. Esclusa quindi la possibilità di allearsi con gli Stati centrali, iniziò a essere maturata l’idea di poter prendere parte alla guerra al fianco dei Paesi della Triplice Intesa da parte dell’opinione pubblica che premeva per riavere Trento e Trieste. Molti esponenti della sinistra democratica erano a favore dell’intervento italiano. Anche le frange estremiste dei movimenti operai speravano di poter rivoluzionare gli equilibri sociali.

Un altro gruppo a favore della guerra era quello dei nazionalisti che speravano di vedere l’Italia come potenza imperialista. Non avevano ancora preso una decisione Salandra e Sonnino (liberal-conservatori) che però consideravano a rischio, in caso di neutralità, la posizione internazionale del Paese e il prestigio della monarchia. Giolitti era per la neutralità in quanto credeva che l’Italia non fosse pronta ad un conflitto tanto importante e pensava che Germania e Austria avrebbero potuto ripagare la sua neutralità. Contrari alla guerra erano invece i cattolici che non volevano combattere contro l’Austria cattolica; insieme a loro vi erano i socialisti (PSI) e la CGIL con a seguito le masse operaie e contadine.

Patto di Londra e dichiarazione di guerra

Mussolini, direttore dell’ “Avanti!”, dopo una serie di campagne pacifiste, si dichiarò favorevole alla guerra e fu espulso dal partito socialista. Altra spinta per l’intervento era la speranza che finisse la “dittatura” giolittiana. Il 26 Aprile 1915 Salandra (Capo del Governo), Sonnino (ministro degli Esteri) e il re firmarono il Patto di Londra in segreto senza ascoltare il Parlamento (in maggioranza neutrale) che tuttavia avrebbe dovuto firmare il Patto. Giolitti intanto, non sapendo ciò che era successo, ricevette l’appoggio del Parlamento nella sua linea neutrale. Dopo questo fatto Salandra si dimise, ma il re rifiutò le sue dimissioni, dandogli il suo appoggio: il Parlamento fu costretto a firmare anche in seguito a forti manifestazioni in piazza. Il 23 Maggio 1915 l’Italia dichiarò guerra all’Austria.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le caratteristiche che resero la Prima guerra mondiale una guerra totale?
  2. La Prima guerra mondiale si distinse come una guerra totale per il coinvolgimento geografico di gran parte dei Paesi europei, la mobilitazione della popolazione e l'uso intensivo della propaganda governativa, che mirava a mantenere il supporto pubblico per lo sforzo bellico.

  3. In che modo la mobilitazione industriale influenzò l'economia durante la guerra?
  4. La mobilitazione industriale portò a un notevole sviluppo dei settori bellici, con lo Stato che divenne il principale cliente delle industrie, richiedendo un impegno significativo da parte della manodopera, che fu anche sottoposta a disciplina militare.

  5. Quali innovazioni tecnologiche emersero durante la Prima guerra mondiale?
  6. La guerra stimolò significativi avanzamenti tecnologici, come l'uso di armi chimiche, mitragliatrici, carri armati e sottomarini, che cambiarono radicalmente le modalità di combattimento e le strategie militari.

  7. Quali furono le posizioni politiche italiane riguardo alla guerra all'inizio del conflitto?
  8. Inizialmente, l'Italia dichiarò la neutralità, ma l'opinione pubblica e vari gruppi politici, tra cui nazionalisti e socialisti, iniziarono a spingere per l'intervento, sperando di riacquistare territori e migliorare la posizione internazionale del Paese.

  9. Come si sviluppò il Patto di Londra e quale fu il suo impatto sulla decisione italiana di entrare in guerra?
  10. Il Patto di Londra, firmato segretamente il 26 aprile 1915, portò l'Italia a dichiarare guerra all'Austria il 23 maggio, nonostante la maggioranza del Parlamento fosse contraria, evidenziando le tensioni politiche interne e la pressione pubblica per l'intervento.

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