Concetti Chiave
- L'Italia inizialmente non entrò in guerra nonostante fosse parte della Triplice Alleanza, poiché le motivazioni iniziali erano venute meno.
- Un accordo tra l'Italia e la Francia stabiliva che l'Italia si sarebbe occupata della Libia, mentre la Francia avrebbe gestito il Marocco, cambiando le dinamiche coloniali.
- Il vero nemico per l'Italia era l'Austria-Ungheria, che deteneva territori considerati italiani, come Trento e Trieste.
- L'opinione pubblica italiana era divisa, con una forte presenza di neutralisti che si opponevano all'entrata in guerra, in contrasto con gli interventisti favorevoli al conflitto.
- I neutralisti utilizzavano il motto “né aderire né sabotare” per esprimere la loro posizione neutrale rispetto alla guerra.
L'Italia e la triplice alleanza
Allo scoppio della guerra, l’Italia decise di non entrare in guerra, questo perché l’Italia faceva parte della Triplice Alleanza, ma in realtà le condizioni che precedentemente avevano spinto il governo italiano ad aderire alla Triplice Alleanza e ad allearsi con essa ormai erano venute meno.
Accordi con la Francia
Il governo italiano aveva infatti aderito alla Triplice Alleanza al fine di contrastare la Francia, questo perché la Francia aveva occupato la Tunisia sulla quale anche l’Italia aveva delle mire coloniali, ma successivamente, negli anni del governo di Giovanni Giolitti, si venne a creare un accordo con il governo francese, secondo cui l’Italia doveva occupare la Libia, mentre la Francia doveva occupare il Marocco).
Il vero nemico: Austria-Ungheria
Il nemico reale del governo italiano non era dunque la Francia, ma l’Austria-Ungheria, perché quest’ultima era ancora in possesso dei territori ritenuti italiani, come per esempio Trento e Trieste. Proprio per questo motivo, l’Italia decise di non entrare in guerra facendo leva sul fatto che la triplice alleanza fosse un’alleanza di tipo difensivo, quindi visto che era stata l’Austria-Ungheria ad attaccare, secondo l’Italia non c’era alcun motivo di continuare a sostenere l’impero asburgico.
Opinione pubblica e neutralismo
L’altro motivo per cui l’Italia decise di non entrare subito in guerra riguardava anche e soprattutto l’opinione pubblica, la quale non era assolutamente concorde sull’ingresso dell’Italia in guerra, infatti non c’erano stati in Italia quell’euforia collettiva e quel patriottismo che invece avevano caratterizzato gli altri Stati. In Italia, infatti, i ragazzi non erano per niente entusiasti ed euforici all’idea di prendere parte alla prima guerra mondiale.
Interventisti e neutralisti
L’opinione pubblica italiana era infatti caratterizzata da una buona parte di neutralisti, ma vi erano anche gli interventisti.
Gli interventisti erano a favore della guerra, del combattimento, quindi appoggiarono l’entrata dell’Italia in guerra. Contrariamente agli interventisti, i neutralisti preferivano che l’Italia non entrasse a far parte della guerra, essi infatti scelsero di rimanere in una posizione del tutto neutrale, non schierandosi né a favore e né contro l’entrata in guerra dell’Italia. I neutralisti infatti utilizzarono il famoso motto “né aderire né sabotare”, anche perché sabotare e quindi ostacolare la guerra sarebbe significato schierarsi contro la propria patria.
Domande da interrogazione
- Perché l'Italia decise di non entrare in guerra nonostante fosse parte della Triplice Alleanza?
- Quale accordo fu raggiunto tra Italia e Francia durante il governo di Giovanni Giolitti?
- Qual era la posizione dell'opinione pubblica italiana riguardo all'entrata in guerra?
L'Italia scelse di non entrare in guerra perché le condizioni che avevano portato alla sua adesione alla Triplice Alleanza erano venute meno, e il vero nemico era l'Austria-Ungheria, non la Francia, con cui aveva raggiunto un accordo (testo).
L'accordo prevedeva che l'Italia occupasse la Libia mentre la Francia occupava il Marocco, modificando così le precedenti tensioni coloniali tra i due paesi (testo).
L'opinione pubblica era divisa tra neutralisti, che preferivano non entrare in guerra, e interventisti, favorevoli al combattimento. Tuttavia, la maggioranza non mostrava entusiasmo per la guerra, contrariamente ad altri Stati (testo).