Concetti Chiave
- La politica di neutralità, nota anche come non-impegno, è stata osservata da alcuni Stati del Terzo Mondo durante la Guerra Fredda per evitare schieramenti tra i blocchi occidentale e comunista.
- La prima Conferenza dei paesi non allineati si è tenuta a Belgrado nel 1961 e ha visto la partecipazione di 25 paesi, con l'obiettivo di distaccare il Terzo Mondo dal confronto tra USA e URSS.
- I criteri di ammissione includono il sostegno ai movimenti di liberazione nazionale e il rifiuto di alleanze militari e basi straniere, applicati in modo flessibile per includere nuovi Stati africani.
- La Conferenza di Algeri del 1973 ha visto l'ingresso di molti paesi latinoamericani e ha posto l'accento sulla divisione tra paesi ricchi e poveri, insieme al consolidamento dell'indipendenza culturale ed economica.
- Dopo la Guerra Fredda, il Movimento dei Paesi Non Allineati ha cercato di ridefinire il proprio ruolo, come evidenziato al vertice di Giacarta nel 1992, superando una crisi di identità.
Politica di neutralità
Con questo termine, indichiamo una politica di neutralità nei confronti dei due blocchi antagonisti, occidentale o comunista, osservata durante la guerra fredda da alcuni Stati del Terzo Mondo. (Sinonimo: non-impegno.) Si parla anche di paesi non allineati che sono soliti riunirsi regolarmente per affrontare determinati problemi politici ed economici e dar seguito a nuove richieste di ingresso.
Conferenze e criteri di ammissione
La prima Conferenza dei paesi non allineati si tenne a Belgrado nel settembre 1961. Vi partecipano 25 paesi. Per i suoi promotori, Tito, Nehru, Nasser, il non allineamento avrebbe consentito di rimuovere i paesi del Terzo Mondo dal confronto dei due blocchi (USA e URSS)
Cinque sono i criteri per l'ammissione al gruppo:
– sostenere i movimenti di liberazione nazionale;
– non appartenere ad alcuna alleanza militare;
– non stipulare alcuna alleanza bilaterale con qualsiasi altra potenza;
– rifiutare l'istituzione di basi militari straniere sul territorio (un'eccezione è fatta per Cipro, che ospita una base britannica).
La seconda conferenza, quella del Cairo, è stata segnata dall'ingresso in massa di nuovi Stati africani indipendenti, altri rappresentati da movimenti di liberazione. I criteri di ammissione sono stati quindi applicati in modo flessibile. Altrimenti, infatti, la maggior parte dei paesi dell'Africa nera – vincolati da accordi con la Gran Bretagna o la Francia – o alcuni stati che ospitano basi americane, verrebbero rifiutati. Vi parteciparono quarantasei paesi; altri dieci hanno inviato osservatori.
Espansione e radicalizzazione
54 partecipanti, 9 paesi osservatori e molti movimenti di liberazione invitati parteciparono alla Conferenza di Lusaka nel settembre 1970. Il movimento divenne più radicale, tanto che i ministri degli esteri riuniti a Georgetown nel 1972 poterono dargli strutture come il Comitato permanente – con sede a New York – che distribuiva i diversi settori d'azione tra i paesi coordinatori.
Conferenza di Algeri e nuove divisioni
La Conferenza di Algeri è stata caratterizzata dall'ingresso di un gran numero di paesi latinoamericani. In totale hanno partecipato centocinque delegazioni. La controversia sulle relazioni un tempo privilegiate tra Mosca e il Terzo Mondo domina questa conferenza e crea una divisione. La maggior parte dei partecipanti, senza negare la divisione tra paesi socialisti e capitalisti, ritiene che i due campi opposti nel mondo siano ora quello dei paesi poveri e quello dei paesi ricchi, compresa l'URSS. Il vero criterio di ammissione al movimento, quello di appartenere al mondo sottosviluppato, riflette questo nuovo stato d'animo.
Allo stesso tempo, la Conferenza di Algeri ha affermato una duplice volontà: il consolidamento dell'acquisizione dell'indipendenza nazionale, ma, soprattutto, il consolidamento dell'indipendenza culturale e dell'indipendenza economica.
Conferenze successive e nuovi temi
Le conferenze di Colombo (1976) e dell'Avana (1979) hanno approfondito i temi della precedente conferenza, sottolineando la necessità di un nuovo ordine internazionale, economico e culturale.
La conferenza di Nuova Delhi si concentra sulla Cambogia, la guerra in Iraq e in Iran, l'Afghanistan, il Ciad e il dialogo Nord-Sud.
Al centro delle discussioni della Conferenza di Harare vi sono i problemi del disarmo, del debito e del conflitto del Golfo.
La conferenza di Belgrado (settembre 1989) esamina essenzialmente i problemi economici e in particolare gli equilibri Nord-Sud.
Riorientamento post-Guerra Fredda
L'orientamento più moderato e pragmatico del movimento, già evidente al vertice di Belgrado, è stato confermato al decimo vertice di Giacarta nel settembre 1992). Superando una grave crisi di identità, dopo la disgregazione dell'URSS e la fine di un ordine mondiale bipolare sottoposto alla Guerra Fredda, il Movimento dei Paesi Non Allineati (scosso anche dalla crisi jugoslava) sta cercando di ridefinire il suo ruolo e i suoi obiettivi.
Al suo undicesimo vertice, il Movimento dei Paesi non Allineati ha riunito 113 Stati.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della politica di neutralità durante la Guerra Fredda?
- Quali sono i criteri per l'ammissione ai paesi non allineati?
- Come è cambiato il movimento dei paesi non allineati nel tempo?
- Qual è stata la principale controversia durante la Conferenza di Algeri?
- Come si è riorientato il Movimento dei Paesi Non Allineati dopo la Guerra Fredda?
La politica di neutralità, o non-impegno, si riferisce all'approccio di alcuni Stati del Terzo Mondo che rifiutavano di schierarsi con i blocchi occidentale o comunista durante la Guerra Fredda.
I cinque criteri per l'ammissione includono il sostegno ai movimenti di liberazione nazionale, l'assenza di alleanze militari, il rifiuto di alleanze bilaterali, e il rifiuto di basi militari straniere, con un'eccezione per Cipro.
Il movimento è diventato più radicale nel tempo, come evidenziato dalla Conferenza di Lusaka nel 1970, dove si è strutturato in un Comitato permanente per coordinare le azioni tra i paesi.
La Conferenza di Algeri ha visto una divisione tra i partecipanti riguardo alle relazioni tra Mosca e il Terzo Mondo, evidenziando una nuova divisione tra paesi poveri e ricchi, inclusa l'URSS.
Dopo la Guerra Fredda, il movimento ha adottato un orientamento più moderato e pragmatico, cercando di ridefinire il suo ruolo e obiettivi, come dimostrato al decimo vertice di Giacarta nel 1992.