Il debito pubblico
Problema di misurazione: l'inflazione
Tra le molte questioni legate al mismatch D-D-F la meno controversa è la correzione per inflazione.
Il deficit deve essere misurato in termini reali non nominali.
Supponiamo che il debito pubblico sia stabile in termini reali, ovvero che il bilancio sia in pareggio. In questo caso il debito nominale aumenta allo stesso tasso di inflazione, cioè:
ΔD / D = π
π = tasso inflazione
D = stock debito pubblico
Questo implica che ΔD = πD.
Il governo, registrando una variazione del debito nominale ΔD, riflette l'esistenza di un deficit di bilancio πD.
La maggior parte degli economisti ritiene che il deficit sia così sovrastimato di πD.
Problema di misurazione: i beni patrimoniali
Nel misurare il debito pubblico si devono sottrarre le attività alle passività.
Debito come differenza tra la variazione debito e variazione attività patrimoniali.
La procedura che tiene conto tanto delle attività che delle passività → contabilità patrimoniale.
Il debito pubblico
Problema di misurazione: inflazione
Tra le molte questioni legate alla misura del deficit la meno controversa è la correzione per inflazione.
Il deficit deve essere misurato in termini reali non nominali.
Supponiamo che il debito pubblico sia stabile in termini reali, ovvero che il bilancio sia in pareggio.
In questo caso il debito nominale aumenta allo stesso tasso di inflazione, cioè:
ΔD/D = π
π = tasso inflazione
D = stock debito pubblico
Questo implica che ΔD = πD.
Il governo, registrando una variazione del debito nominale ΔD, rileverà l'esistenza di un deficit di bilancio πD.
La maggior parte degli economisti ritiene che il deficit sia così sovrastimato di πD.
Problema di misurazione: i beni patrimoniali
Nel misurare il debito pubblico si devono sottrarre le attività alle passività.
Debito come differenza tra la variazione debito e variazione attività patrimoniali.
La procedura che tiene conto tanto delle attività che delle passività → contabilità patrimoniale.
Problema di misurazione 3: passività non contabilizzate
Le pensioni non vengono contabilizzate.
Problema di misurazione 4: ciclo economico
Molte nazioni si deteriorano automaticamente in reazione alle fluttuazioni cicliche economiche.
Queste variazioni rendono difficile monitorare i cambiamenti politico-fiscali con deficit di bilancio.
Alcune nazioni risolvono con deficit di bilancio aggiustato per il ciclo economico.
Stimando a quanto ammonterebbero la spesa pubblica e le entrate tributarie se l'economia si trovasse al tasso naturale di disoccupazione e al livello naturale di prodotto aggregato.
Interpretazione ricardiana del debito pubblico
I consumatori sono previdenti, prendono le decisioni di spesa non soltanto sulla base del reddito attuale, ma anche del reddito futuro atteso.
Equivalenza ricardiana
Il principio generale è che il debito pubblico è concettualmente equivalente a un futuro aumento delle imposte.
Bilancio in pareggio o ottimizzazione della politica fiscale
La maggior parte degli economisti si oppone alla regola cogente che obblighi il governo al pareggio di bilancio pubblico.
Ci sono 3 ragioni per cui una politica fiscale ottimale possa a volte giustificare deficit o surplus di bilancio pubblico.
1) Stabilizzazione
Un deficit o un surplus possono contribuire a stabilizzare l’economia.
Un vincolo di bilancio in pareggio annullerebbe le opzioni di stabilizzazione automatica implicite nel sistema delle imposte e dei trasferimenti.
Quando l’economia entra in recessione, le imposte diminuiscono e i trasferimenti aumentano automaticamente.
Questi automatismi stabilizzano l’economia ma spingono il bilancio pubblico verso il deficit.
Un vincolo stringente al pareggio del bilancio pubblico in un caso del genere imporrebbe al governo di aumentare le imposte e ridurre la spesa.
Ma questi provvedimenti deprimerebbero ulteriormente la domanda aggregata.
2) Perequazione fiscale
Deficit e surplus possono essere utilizzati per correggere distorsioni degli incentivi provocate dal sistema fiscale.
Aliquote fiscali elevate sono un costo per la società → scoraggiano attività economica.
Per mantenere le aliquote inalterate in anni di recessione o di spesa elevata, un bilancio pubblico in deficit è necessario.
3) Ridistribuzione intergenerazionale
Il deficit di bilancio può essere utilizzato per traslare il carico fiscale dalle generazioni attuali a quelle future.
Gli effetti sulla politica monetaria
Uno dei modi che lo Stato ha per finanziare il debito pubblico è stampare moneta, il che aumenta l'inflazione. La tipica causa dei fenomeni di iperinflazione è una politica fiscale che si affida ad un'imposta di inflazione per finanziare la spesa pubblica.
Inoltre alcuni economisti ipotizzano che un elevato indebitamento dello Stato possa incoraggiare il governo a creare inflazione.
Poiché la maggior parte del debito pubblico è specificato in termini nominali il valore reale del debito diminuisce se aumenta il livello dei prezzi.
Un alto livello di indebitamento potrebbe incoraggiare il governo a stampare moneta, provocando aumento dei prezzi e riducendo il valore reale del debito.
La dimensione internazionale
Il debito pubblico può condizionare il ruolo di un paese nell'economia mondiale.
Sostenibilità fiscale, deficit di bilancio
Rapporto debito / PIL
Un sistema economico è "immortale": non c'è alcuna ragione per la quale deve rimborsare interamente il suo debito.
Ciò che è invece importante per un sistema economico è la sostenibilità fiscale.
La capacità dello Stato di onorare il debito.
Affinché questo si verifichi è necessario che il rapporto tra il debito pubblico e il PIL rimanga costante a un certo livello.
Il debito pubblico e il PIL devono crescere allo stesso tasso.
Se il valore del debito pubblico è D, la variazione di D può essere scritta come segue:
ΔD = iD + G - T con i(G - T)
La variazione del debito pubblico è pari alla somma degli interessi corrisposti sul debito e della differenza tra spesa pubblica e entrate.
Quindi il deficit di bilancio totale è pari agli interessi su debito più la parte di spesa pubblica eccedente le entrate fiscali.
La differenza tra spesa pubblica e entrate fiscali è il disavanzo primario.
Il disavanzo totale è uguale al disavanzo primario + interessi sul debito.
Se ΔD = B la crescita del debito nominale è data da ΔD/D = B/D.
Affinché il debito sia sostenibile il rapporto tra debito nominale e PIL nominale D/Y deve restare costante intorno a un valore di lungo periodo.
Ma se D/Y è costante, numeratore e denominatore crescono allo stesso tasso.
Un rapporto debito/PIL di equilibrio costante nel tempo è una condizione necessaria, ma non sufficiente.
Una economia può avere un rapporto debito/PIL costante, ma tale rapporto potrebbe essere talmente elevato che nell'evenienza di un forte shock lo Stato potrebbe improvvisamente trovarsi nella condizione di non poter estinguere il debito.
Per tale ragione è necessario fissare il rapporto debito/PIL a un livello prudenziale. Questo permette poi di determinare il livello di disavanzo appropriato al quale mirare.
Supponiamo che sia considerato probabilmente un rapporto debito/PIL pari a d.
Dato questo valore possiamo risolvere l'equazione per il livello del disavanzo di bilancio che permette di raggiungere l'equilibrio di lungo periodo dai tassi di crescita del PIL e inflazione.
B - (x + π) d
___ - = ___________
Y d
(D - πi)
D___ = 1 (1)
_____Y( g + π) Y
D B__ (1___ = ___ –
YY (α+π)
Per un dato rapporto debito/PIL = d.
Il disavanzo totale può essere più elevato in corrispondenza di tassi di crescita del PIL nominali più elevati.
I quali tendono a far aumentare il valore del denominatore rapporto debito/PIL, e di conseguenza permettono di accumulare un maggior debito per un dato livello del rapporto debito/PIL.
Possiamo interpretare la sostenibilità fiscale in termini di disavanzo primario (G - T).
Riscrivendo l'equazione della sostenibilità fiscale usando la definizione del disavanzo totale:
B = iD + G - T
iD + G - T = (x + π) D
Y Y
Riordinando:
G - T = (x + π - i) D
Y Y
Ma (g + π - i) = g - r → dove r è il tasso di interesse reale.
Per cui G - T = (g - r)D
Y Y
G - T = (g - r) d - Questa equazione esprime la
Y condizione di sostenibilità fiscale in termini di disavanzo primario.
Affinché si abbia una condizione di sostenibilità fiscale, il disavanzo primario espresso in proporzione del PIL deve essere uguale alla differenza tra la crescita del tasso del PIL (g) e il tasso di interesse reale moltiplicata per il rapporto debito/PIL di equilibrio.
G - T/Y = (g - n) d
- Supponiamo che g = n, in ultima istanza G - T = 0. Il che implica che la sostenibilità fiscale deve essere in pareggio nel bilancio primario.
- g < n, in ultima istanza G - T < 0. La sostenibilità fiscale impone al governo di generare un avanzo primario (G < T).
- G > n, G - T > 0. La sostenibilità fiscale può essere mantenuta anche con un disavanzo nel bilancio.
Teoria delle aree valutarie ottimali
Area valutaria: area geografica nell'ambito della quale circola ed è accettata una unica moneta.
Benefici della moneta unica
Uno dei benefici diretti è la:
- Riduzione dei costi di transazione associati agli scambi commerciali tra i paesi della stessa area valutaria.
Naturalmente il settore bancario perde le commissioni sui cambi, ma la diminuzione dei costi di transazioni sulle valute rappresenta un beneficio netto.
Infatti le commissioni sulle transazioni valutarie costituiscono una perdita secca nel senso che le imprese pagano le commissioni senza riceverne alcunché in cambio.
La Commissione europea stima che tali benefici siano in un ordine compreso tra 0.25% e 0.50% PIL dell'area euro.
Non si tratta di guadagno realizzabile in un singolo anno ma di un beneficio che si accumula anno dopo anno.
2) Riduzione della discriminazione di prezzo
Se i beni hanno prezzi espressi nella stessa moneta è più difficile praticare prezzi diversi in paesi diversi.
Gli individui acquisterebbero i beni dove sono meno costosi, facendone aumentare i prezzi in quella zona, e ridurrebbero la domanda di beni dove sono più costosi, facendo diminuire i prezzi.
In generale questo non è accaduto nell'UEM.
3) Riduzione della variabilità del tasso di cambio
Riduzione della variabilità del tasso di cambio e diminuzione dell'incertezza che deriva dall'adozione della moneta unica.
I costi della moneta unica
Un paese che aderisce a una unione monetaria rinuncia alla possibilità di determinare la propria politica monetaria e di sfruttare le variazioni del valore esterno della moneta per gli aggiustamenti macroeconomici attraverso flessibilità del tasso di cambio.
Esempio
I beni prodotti in Francia diventano meno appetibili di quegli prodotti in Germania.
Francia
Questo sposta la domanda aggregata verso SX. In Francia, i punti di equilibrio saranno in corrispondenza di un reddito più basso.
Considerando che prima di questo shock l'economia era a un livello naturale.
Economia in recessione.
Germania
In Germania la curva DA si sposta verso DX. Avremo un punto di equilibrio corrispondente a un reddito più alto.
Prima livello naturale.
Economia in espansione.
Possiamo esprimere attraverso l'equazione:
y=ȳ+α(P-Pe)
Livello atteso prezzi.
Livello naturale.
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