Lesson 1 – 2.11.2021
Introduzione
Nascita della disciplina
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, nuovi mezzi di comunicazione portarono il mondo a percepirsi attraverso nuovi paradigmi: società, paesi e nazioni ricche e povere. Questo creò preoccupazioni e problemi nuovi, che necessitavano di nuove risposte.
Cosa c’era di nuovo?
In 10 anni dalla fine della Guerra, ci fu un profondo processo di decolonizzazione con la nascita di molti nuovi paesi indipendenti. Contestualmente, i risultati impressionanti che l'URSS dimostrava con i primi piani di industrializzazione portavano i paesi nella sfera occidentale a proporre alternative. La novità dei sistemi di contabilità nazionali mostrava una profonda divisione tra nazioni ricche e povere, fornendo per la prima volta dati necessari a formulare nuove teorie sulle loro ragioni.
Necessaria una nuova disciplina?
- Giustizia: visto che la tecnologia è a disposizione, perché non la usano tutti?
- Le élite nei nuovi paesi richiedevano una guida su come avviare il processo di crescita.
- La divisione tra ricchi e poveri generava profonde preoccupazioni che potesse sfociare in nuove guerre (le due guerre mondiali erano ancora fresche nella memoria).
Di cosa si occupa?
- Analisi positiva: Ragioni dietro la divisione tra paesi ricchi e poveri. Visto che siamo tutti esseri umani, com'è successo?
- Analisi normativa: Cosa possiamo fare per migliorare le condizioni dei poveri (malattie, alimentazione, istruzione, ecc.)? Quali sono i fattori della crescita economica? Come possiamo ridurre la disuguaglianza?
Tante ipotesi...
- Decolonizzazione: “La povertà è una conseguenza diretta dello sfruttamento coloniale”. Quando i popoli saranno in grado di usare le loro risorse per il loro bene, lo sviluppo seguirà automaticamente.
- Controllo delle nascite: Ci sarà povertà finché un aumento della torta verrà eroso dal numero di bocche da sfamare. Se un'economia cresce, ma allo stesso tempo cresce anche la popolazione, questo porterà a un momento di stagnazione. Con politiche di controllo delle nascite, lo sviluppo seguirà automaticamente.
- Libero scambio: Il sottosviluppo è una conseguenza di politiche autarchiche e protezionismo. Connetti un paese al libero scambio mondiale (riducendo dazi e altre limitazioni al commercio), e tutti i vantaggi della specializzazione emergeranno nell'economia locale.
- Fair trade: Se riuscissimo a far in modo che una proporzione equa del profitto resti nelle mani dei produttori (primi anelli nella catena di produzione), i paesi poveri in via di sviluppo ne trarranno giovamento. Molti consumatori dei paesi ricchi sono disposti a pagare il prezzo maggiore, magari non in momenti di crisi.
- Commercio “Sud-Sud”: Intensificare il commercio tra i paesi in via di sviluppo (al limite anche escludendo quelli sviluppati). I benefici degli scambi sarebbero divisi solo tra paesi che più lo necessitano, invece di disperderne parte nei paesi ricchi.
- Pianificazione: L'esperienza sovietica dei primi anni dava risultati impressionanti. Anche gli esperti dell'Ovest consideravano la pianificazione come una pratica seria e utile nell'implementare politiche economiche.
- Riforma agraria: “Dai la terra non usata a chi ne ha bisogno”. Questo porterebbe ad un aumento della produttività e quindi a crescita.
- Altre ipotesi includono la nazionalizzazione delle imprese a capitale straniero, privatizzazione, ingenti aiuti allo sviluppo, microcredito e prestiti di gruppo.
C’è qualcosa di buono in ognuna di queste ricette, ma nessuna di loro ha risolto il problema.
Com'è andata finora?
Nonostante i 70 anni di ricerca nell'economia dello sviluppo, il mondo è ancora diviso in paesi ricchi e paesi poveri. Possiamo dividere gli anni 1950-2000 in 3 periodi (Maddison 2006):
- 1950-1973 – “Modest Golden Age”: Regime di cambi fissi e grossi investimenti di US e URSS nelle aree di influenza hanno garantito una continua crescita in Europa e un aumento del commercio internazionale. Con benefici anche per i paesi in via di sviluppo che sono cresciuti a tassi di crescita modesti. Il commercio dei PVS era soprattutto in beni primari. Molti paesi dopo la loro indipendenza hanno sperimentato con forme di pianificazione dell'economia (es: India).
- 1974-1989 – Turbolenza e le tigri asiatiche: Enorme aumento del prezzo del petrolio deciso dall'OPEC ha eroso il reddito reale e aumentato il deficit dei paesi importatori. Contrazione della domanda ha indotto una recessione globale e una diminuzione dei prezzi dei beni primari (metalli e altre materie prime), con conseguenze negative per le economie produttrici, generalmente paesi in via di sviluppo (tassi di crescita negativi per molti paesi africani negli anni 80). Iperinflazione e crisi di debito hanno impoverito diversi paesi dell'America Latina. La crescita strabiliante delle tigri asiatiche (Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong e Singapore) a partire dagli anni 70, e della Cina dopo le riforme cominciate dal 1978, sono stati dei successi.
- 1990-2000 – Transizione dal socialismo e crisi economiche: Il collasso del blocco comunista è seguito da una ripresa lenta nei paesi coinvolti. Recessione globale ai primi anni 90. Nel 1990 collassa la borsa giapponese e inizia un periodo di crescita lenta per il paese. Crisi finanziarie in Messico (1994-5), nel Sud Est asiatico (1997 - Indonesia, Malesia, Tailandia, Corea del Sud), in Argentina (2001), crisi globale nel 2007-9, pandemia nel 2020. Conflitti: ex-Iugoslavia, Ruanda, Kosovo, Congo, Sierra Leone, Liberia, Costa d’Avorio, Sudan, Syria, Iraq, Afghanistan. In anni recenti in Africa crescita sostenuta ma anche alta crescita demografica e tassi di povertà.
Come misuriamo lo sviluppo?
Come si misura e come possiamo paragonare il grado di sviluppo di due paesi? La misura più usata è il Prodotto Nazionale Lordo o il Prodotto Interno Lordo (PIL). I dati sono raccolti e forniti dalle grandi organizzazioni internazionali (FMI, BM, ecc.). La Banca Mondiale classifica i paesi in:
- Basso reddito: sotto $1,045
- Reddito medio-basso: $1,046 - $4,095
- Reddito medio-alto: $4,096 - $12,695
- Reddito alto: oltre $12,696
Misure di sviluppo
Problema: come otteniamo misure di PIL di diversi paesi nella stessa unità di misura (valuta)? La cosa più naturale è usare il tasso di cambio ufficiale. Ma il potere di acquisto delle valute non segue da vicino il tasso di cambio. Dire che il PIL in Messico è US$ 7,800 non ci dice se un dollaro in Messico ci permette di acquistare la stessa quantità/qualità di beni che potremmo comprare in US.
Soluzione: usare il tasso di cambio PPP (Purchasing Power Parity – parità del potere d’acquisto). Il tasso di cambio PPP è il numero di US$ che servono per comprare lo stesso paniere di beni di un’unità di valuta locale nel paese di interesse.
Tasso di cambio vs PPP: le misure aggiustate con PPP riducono il gap, visto che in genere i servizi (per es. un taglio di capelli) non sono scambiati nel commercio internazionale e costano meno nei PVS.
Measuring development
Una critica più recente sostiene che bisognerebbe dare più attenzione ad altre dimensioni dello sviluppo (non solo PIL). Dagli anni 80 l’ONU produce l’Indice di Sviluppo Umano (ISU), una misura composta da reddito pro capite, livelli di istruzione e aspettative di vita. “Sviluppo non può essere solo crescita economica!” È una critica molto ben radicata che ha cambiato il mondo dell’economia dei paesi di sviluppo.
Guardando solamente il reddito pro capite non si capisce com’è distribuita la ricchezza. Di seguito le relazioni tra livello pro capite e aspettativa di vita, livello di alfabetizzazione e mortalità infantile. Anche se la critica è molto rilevante in pratica, la maggior parte delle contribuzioni teoriche in economia dello sviluppo si concentra a determinare la crescita economia come obiettivo fondamentale.
Caratteristiche dei PVS (paesi in via di sviluppo)
- Forte crescita della popolazione
- Gran parte della forza lavoro occupata in agricoltura
- Distribuzione della popolazione rurale/urbana
- Esportazioni di materie prime e beni primari
- Governance debole
Tratti demografici
- I paesi poveri di solito hanno: Fertilità alta, Mortalità alta.
- Durante il processo di sviluppo: Fertilità resta alta, Mortalità si riduce.
- La combinazione di questi due fattori porta ad una crescita della popolazione e ad un’età media bassa.
- Due conseguenze importanti: Più persone contribuiscono al processo di crescita, ma ci sono più bocche da sfamare con la stessa torta. Non è chiaro quale effetto domini.
- Una popolazione giovane può portare a problemi di lavoro minorile e livelli di istruzione modesti.
Il ruolo dell'agricoltura
Costituisce una grossa fetta della produzione totale. Per i paesi a basso reddito (seguendo la definizione della BM) rappresenta il 30%, mentre solo l’1-7% nei paesi sviluppati.
Distribuzione urbana/rurale
In paesi a reddito basso circa il 70% della forza lavoro è nel settore rurale. Di contro, l’80% della forza lavoro vive nelle aree urbane nei paesi sviluppati. Non dovrebbe sorprendere che le prime teorie di sviluppo si siano concentrate sulla transizione dall’agricoltura all’industria. La distribuzione della forza lavoro tra settore rurale e urbano sta cambiando rapidamente. Le periferie si stanno riempiendo di individui in cerca di una vita migliore, dando vita ad un settore informale crescente.
Esportazione materie prime
I PVS esportano spesso beni primari (per es. materie prime, generi alimentari). Questo è dovuto all’esistenza di un vantaggio comparato in questi settori che necessitano di lavoro non specializzato abbondante.
Governance debole
I PVS sono più a rischio di conflitti, e i loro governi sono spesso fragili e corrotti.
Sommario
- Quando è nata la disciplina? Dopo la seconda guerra mondiale.
- Perché una nuova disciplina? Decolonizzazione, politiche in URSS e i nuovi dati a disposizione contribuivano a una maggiore domanda di giustizia, nuove risposte e stabilità globale.
- Di cosa si occupa? Analisi positiva: le ragioni della disuguaglianza. Analisi normativa: ricette per crescere e ridurre disuguaglianza.
- Cosa sappiamo? Tante idee ed intuizioni utili, ma il problema è ancora presente.
- Com'è andata? Dopo un inizio incoraggiante, non troppo bene (a parte l'est asiatico).
- Come misuriamo lo sviluppo? Reddito pro capite resta la misura più usata, ma l’ISU è molto influente nel mondo dello sviluppo.
- Quali sono le caratteristiche base dei PVS? Crescita della popolazione, importanza dell’agricoltura, settore rurale che impiega la gran parte della popolazione, esportazione dei beni primari, governance debole.
Lesson 2 – 3.11.2021
Modelli di crescita: il ruolo del capitale
Come cresce un'economia?
Crescita come accumulazione di K (a spese del consumo). Cosa genera l'aumento di capitale delle imprese? Tenendo lo stesso numero di lavoratori, l'impresa che ha più capitale produce di più, quindi ha un reddito maggiore, pagherà più salari e profitti, e risparmierà di più. La crescita è consumare di meno per permettere un'accumulazione di capitale.
Harrod-Domar
Modello semplice e diretto, usato ampiamente in economia dello sviluppo. “Data la tecnologia in uso nell'economia, si può derivare il livello di risparmio e investimento necessari per ottenere un certo tasso di crescita”.
Un esempio
Considera un'economia molto semplice:
- Un solo prodotto (maglia) venduto a $1.
- La gente risparmia il 10% del reddito (s=0.1).
- Tutto il risparmio è investito in macchine per produrre maglie.
- Ogni macchina produce 200 maglie/anno e costa $1000.
- Quindi una nuova macchina produce $200/anno.
- Ogni $1 investito (macchina) genera $0.20 extra output/anno.
- La proporzione capitale/output (= livello della tecnologia disponibile nell’economia, v) è uguale a 5.
Qual è il tasso di crescita (g)?
- Visto che tutti i risparmi sono investiti in macchine che producono maglie, e sono necessari $5 per produrre $1 di output extra:
- g = s/v = 0.1/5 = 0.02.
Facciamo due conti:
- Assumiamo Y = £100,000.
- S = sY = 0.1 * 100,000 = £10,000.
- Totale risparmio S ci permette di investire in 10 nuove macchine che producono 10 * 200 = 2000 maglie/anno.
- Per un valore complessivo di ΔY =.
Ne deduciamo che:
- H-D assume una funzione di produzione con ritorni di scala costanti.
- Che implica: v = ΔK / ΔY.
- Dividendo entrambi i lati per Y, otteniamo: v/Y = ΔK / YΔY.
- Riarrangiando i termini: ΔY/Y = ΔK / (vY).
- A sinistra abbiamo il tasso di crescita, e ricordando che ΔK = I = S: g = S/vY = s/v.
Conoscendo la tecnologia a disposizione dell’economia (v), possiamo derivare il risparmio necessario per raggiungere il tasso di crescita desiderato. Se il tasso di risparmio nell’economia è troppo basso, si può identificare il gap che può essere colmato con:
- Interventi governativi.
- Incentivi ad incoraggiare il risparmio privato.
- Risparmio direttamente da parte del governo.
- Prestiti dalle banche multilaterali (FMI, Banca Mondiale).
Critiche
- Proporzione capitale/output costante è difficile da difendere, in particolare nel lungo periodo (ritorni marginali decrescenti?).
- Il v marginale è probabilmente diverso da quello storico.
- Stimare in maniera accurata v per l’intera economia sembra molto ambizioso.
- L’efficienza degli impianti produttivi realizzati può essere diversa da quelli progettati.
- Inputs complementari potrebbero non essere disponibili (materie prime, energia, competenze critiche).
- Investimenti complementari e necessari potrebbero non aver luogo (istruzione, capitale umano, ecc.).
- I=S è un'assunzione forte, in genere non realistica:
- Prestiti possono essere usati per altri scopi.
- Ritardi di realizzazione sono endemici nei PVS.
- Assume che la crescita della popolazione e il tasso di risparmio siano esogeni rispetto all’andamento dell’economia: inverosimile. Non c’è un feedback effect.
Teoria degli stadi di Rostow
- Il processo di sviluppo come una replica dell’industrializzazione e crescita dei paesi sviluppati.
- Tutti i paesi passano attraverso un percorso e delle fasi specifiche nella traiettoria dello sviluppo per crescere.
- Quindi i paesi poveri sono solamente ad uno stadio precedente rispetto a quelli già sviluppati – in un percorso storico lineare.
- Di nuovo un fattore fondamentale è l’accumulazione di capitale.
I diversi stadi sono:
- Società tradizionale
- L’economia è caratterizzata da attività di sussistenza, nelle quali il produttore consuma il suo prodotto invece di commercializzarlo.
- Gli scambi avvengono di solito con il baratto.
- L’agricoltura è il settore dominante e utilizza il lavoro come fattore produttivo (>75% della popolazione lavora nel settore agricolo).
- Il potere politico è nelle mani dei proprietari terrieri o di un’autorità centrale a loro collegata e supportata dall’esercito.
- Non c’è crescita, ma solo eventi saltuari di buone annate di raccolto legate a condizioni favorevoli del clima (cultura dominata dalla superstizione e dal fatalismo e non su sviluppo scientifico).
- Fare preliminare al decollo
- Si creano condizioni per il decollo.
- Aumenta l’efficienza nella produzione agricola.
- Si crea l’infrastruttura necessaria al trasporto dei beni commercializzati.
- Maggiore specializzazione genera surplus che può essere commercializzato.
- Si espandono i mercati e il commercio internazionale, soprattutto di materie prime necessarie all’industria.
- Con l’aumento del reddito, del risparmio e degli investimenti emergono gli imprenditori (la classe “moderna” dei commercianti).
- La possibilità di un processo sostenuto di crescita economia guadagna credibilità tra le classi dei commercianti e le élite al potere.
- Decollo
- Rappresenta lo stadio critico del processo di sviluppo.
- Risparmio ed investimenti vanno oltre il 10% del PIL (da circa 5%).
- Industrializzazione aumenta e il lavoro si sposta dall’agricoltura al settore manifatturiero.
- La crescita è concentrata in alcune regioni del paese e in un paio di settori trainanti grazie all’adozione di nuove tecnologie “moderne”.
- Si sviluppa un apparato politico sociale capace di favorire la crescita economica.
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