Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • L'occupazione araba in Sicilia ha avuto un impatto duraturo sulla cultura, lingua, architettura ed economia dell'isola, introducendo numerosi arabismi.
  • Francesca Maria Corrao ha curato l'antologia "Poeti arabi di Sicilia", che raccoglie poesie significative della scuola poetica arabo-siciliana tradotte da poeti italiani contemporanei.
  • La poesia "Gioisci delle arance che raccogli" di Ali-al-Ballanubi esprime la fugacità della gioia attraverso metafore che descrivono le arance come simboli di bellezza e abbondanza.
  • Nella poesia "La civettuola, eccola" di Ibn Hamdis, la figura femminile è rappresentata in modo complesso, con contrapposizioni emotive e sociali che riflettono dinamiche relazionali.
  • Le traduzioni nell'antologia di Corrao svolgono un'importante funzione interculturale, creando un ponte tra culture diverse e reinterpretando temi poetici antichi.

In questo appunto viene introdotta l'antologia di Francesca Maria Corrao con un breve excursus storico sull'occupazione araba in Sicilia, per comprendere in che modo questo gruppo etnico influenzò l'isola anche da un punto di vista culturale. Oltre a parlare del progetto interculturale messo a punto dall'autrice, ci si sofferma su due poesie tratte dall'antologia e tradotte da Valerio Magrelli e Andrea Zanzotto, due italiani contemporanei.
L'influenza araba sulla cultura siciliana e la poesia arabo-siciliana articolo

Arabi in Sicilia: l'occupazione araba dell'isola raccontata in breve

La Sicilia per come la conosciamo oggi si deve anche alla conquista dell'isola da parte degli arabi, che avvenne in tempi diversi: i primi contatti cominciano tra il VII e il VIII secolo per raggiungere la conquista definitiva tra il IX e il X secolo.
Una dominazione che durò almeno fino al 1492, anno durante il quale il re di Spagna Ferdinando "Il Cattolico" decise la diaspora per chiunque non fosse di religione cristiana, dunque ebrei e arabi. La permanenza degli arabi nel territorio non influenzò solamente l'architettura e l'economia del territorio, ma anche la cultura e la lingua; basti pensare ai numerosi arabismi presenti nella nostra lingua (darsena, libeccio, tariffa, scirocco, elisir, zenit, sofà, ecc.).
Il periodo di maggior fioritura artistica e culturale della Sicilia musulmana coincise con la terza dinastia Kalbita, quando Palermo divenne capitale di arti, lettere e soprattutto poesia; ma già durante la dominazione aghlabita, la dinastia che iniziò la colonizzazione dell’isola, si ebbe una prima attività di componimenti poetici.
Il merito della riscoperta della poesia arabo-siciliana si deve all'arabista Michele Amari. Più recentemente fu invece l'arabista Francesca Maria Corrao a racchiudere all'interno della sua antologia Poeti arabi di Sicilia le principali poesie dei maggiori esponenti della scuola poetica arabo-siciliana.
Per ulteriori approfondimenti sull'espansione e le conquiste del mondo arabo vedi qui

L'antologia Poeti arabi di Sicilia: un'operazione doppiamente interculturale

Attorno all’anno Mille, in Sicilia nacque un’importante scuola poetica araba che, con i suoi quasi tre secoli di attività, lascerà preziose tracce di una florida produzione offerta dalla miscela di differenti culture. Nel 1987, a circa un millennio di distanza, l'arabista Francesca Maria Corrao rinnovò quella profonda relazione curando un'antologia in cui vengono proposti i versi più significativi dei massimi esponenti della scuola poetica arabo-siciliana, tradotti e interpretati da alcuni tra i più importanti poeti italiani del Novecento.
Un'operazione doppiamente interculturale: per la conoscenza dell'ambiente arabo-siciliano, ponte tra la cultura araba e quella romanza, e per il tipo di traduzione, affidata a poeti italiani contemporanei che sono riusciti a recuperare i temi e i linguaggi di quell'antica poesia.
In quest'opera di traduzione (anche se in realtà è spesso di rifacimento), poeti come Luzi, Fortini, Sanguineti, Zanzotto, Giudici, Magrelli e altri hanno tentato di gettare un ponte tra testi di diversa provenienza culturale; un collegamento che permette il transito di parole e di esperienze.
È questo, d'altra parte, uno dei compiti delle traduzioni, le quali costituiscono un prodotto intimamente interculturale.
Per ulteriori approfondimenti sulla scuola poetica siciliana vedi qui

Gioisci delle arance che raccogli: poesia di Ali-al-Ballanubi tradotta da Valerio Magrelli

La poesia di Ali-al-Ballanubi, poeta arabo-siciliano vissuto a cavallo tra l'XI e il XII secolo, viene qui presentata nella traduzione di Valerio Magrelli.
Ciò che ispira quest'opera sono la fugacità della gioia e del piacere, rappresentata dalle arance viste come dono naturale di bellezza.
Nella poesia le arance vengono rappresentate con alcune metafore: "guance dei rami" per la loro forma tondeggiante; "stelle" e poi "oro" per il loro rilievo cromatico.
Gioisci delle arance che raccogli:
dalla loro presenza viene gioia.
Oh, siano benvenute
queste guance dei rami,
benvenute le stelle di quest'albero.
Si direbbe che il cielo abbia versato oro,
e che per noi la terra abbia forgiato pomi.

La civettuola, eccola: poesia di Ibn Hamdis tradotta da Andrea Zanzotto

La poesia di Ibn Hamdis, poeta arabo in lingua siculo-araba e massimo esponente della poesia arabo-siciliana a cavallo tra l'XI e il XII, viene qui presentata nella traduzione di Andrea Zanzotto.
Da questi versi si può intuire la raffigurazione di una fanciulla che si diverte a tormentare il suo spasimante, e che richiama l'intensità emotiva e la semplicità dei lirici greci antichi.
Quasi ogni coppia di versi presenta una contrapposizione: fra l'indole della donna e quella del poeta (vv. 1-2, 5-6); su aspetti diversi della donna stessa (vv. 3-4); tra la dura realtà presente e la possibile felicità futura (vv. 7-8); tra la colpa della donna e la sua impunità (vv. 11-12).
L'influenza araba sulla cultura siciliana e la poesia arabo-siciliana articolo
La civettuola, eccola, che non molla dal far giocare
la sua indole asprigna contro la mia dolce indole
Com'è slanciata nel suo muovere, col rametto di salice che le dà grazia,
ma nel muovere è pur flessuosa con la duna di sabbia
Quando persiste nel non darmi bado, né inclina
al trepidare che unisce, persisto io nel voler unire
E mi dico forse al disdegno seguirà almeno uno sguardo
e quanta mai verzura crebbe dopo lo sterile secco
Tu che annullasti il mio sonno e il mio sangue versasti,
che il nodo scorsoio stringesti dicendo "sì" alla mia morte
Con il tuo raggiante occhio volutamente m'hai messo a morte
e non c'è nemmeno taglione per chi d'occhi uccide.
Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza storica dell'occupazione araba in Sicilia?
  2. L'occupazione araba in Sicilia, iniziata tra il VII e l'VIII secolo e culminata tra il IX e il X secolo, ha avuto un impatto significativo sulla cultura, l'architettura e la lingua dell'isola, con influenze che si possono ancora riscontrare oggi.

  3. Chi ha contribuito alla riscoperta della poesia arabo-siciliana?
  4. Il merito della riscoperta della poesia arabo-siciliana è attribuito all'arabista Michele Amari, mentre Francesca Maria Corrao ha curato un'antologia che raccoglie le principali poesie dei maggiori esponenti di questa tradizione.

  5. Qual è il significato dell'antologia "Poeti arabi di Sicilia"?
  6. L'antologia "Poeti arabi di Sicilia" di Francesca Maria Corrao rappresenta un'operazione interculturale, poiché presenta versi significativi tradotti da poeti italiani contemporanei, creando un ponte tra la cultura araba e quella romanza.

  7. Quali temi emergono dalla poesia "Gioisci delle arance che raccogli"?
  8. Nella poesia "Gioisci delle arance che raccogli" di Ali-al-Ballanubi, si esplora la fugacità della gioia attraverso la bellezza delle arance, descritte con metafore che evocano la loro forma e colore, simboleggiando un dono naturale.

  9. Come si caratterizza la poesia di Ibn Hamdis?
  10. La poesia di Ibn Hamdis, tradotta da Andrea Zanzotto, si distingue per la rappresentazione di una fanciulla che gioca con le emozioni del suo spasimante, utilizzando contrapposizioni che richiamano l'intensità dei lirici greci antichi.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community