Concetti Chiave
- Platone nasce ad Atene nel 427-428 a.C. in una famiglia aristocratica, con antenati illustri come re Codro e Solone.
- Dopo un'iniziale carriera nelle tragedie, Platone si dedica alla filosofia, influenzato profondamente da Socrate e dalla situazione politica di Atene.
- Le sue delusioni politiche lo spingono a cercare un'alternativa filosofica, culminando nella convinzione che i filosofi debbano governare per realizzare ideali politici.
- Nel 387 a.C. fonda l'Accademia ad Atene, un centro di studi per la formazione di filosofi e politici, con un forte focus sul dibattito e l'oralità.
- Platone compie viaggi significativi, tra cui in Magna Grecia e Sicilia, dove tenta di applicare le sue idee politiche, ma affronta sfide e fallimenti.
Quali sono le origini aristocratiche di Platone?
Anche Platone come Socrate nasce ad Atene, fra il 427-428 a.C., da una famiglia decisamente aristocratica.
Il padre vantava re Codro fra i suoi antenati e la madre non da meno poteva annoverare una parentela con Solone.
Alla nascita gli viene imposto il nome di Aristocle, mentre Platone è un soprannome dato dai maestri, probabilmente a scuola, derivato dalla sua prestanza fisica in quanto rimanda a qualcosa di ampio, grande. Forse il soprannome deriva non dall’ampiezza delle spalle ma dal suo stile. Prima ancora di dedicarsi alla filosofia si dedica alla scrittura, soprattutto di tragedie, cosa che gli risultava facile e a detta dei suoi insegnanti con risultati stupefacenti. La sua bravura nella scrittura è da considerare in rapporto al corpo di scritti ampio e straordinario lascia torci. Fra questi il Fedro, il Simposio e la Repubblica, dialoghi in cui si nota questa straordinaria capacità di filosofo-scrittore. Molti critici oggi pensano che questa capacità si sia affinata in anni di esercitazioni scritte.
L'influenza di Socrate e la politica
Fin da giovanissimo dunque Platone vedeva nella vita politica il proprio futuro. Del resto, la nascita, l’intelligenza, e anche le attitudini personali lo spingevano verso una carriera politica, ma noi sappiamo che nell’’Atene del tempo per diventare politici bisognava ben prepararsi. Platone dunque deve affidarsi a dei maestri e qui è Aristotele che ci informa di due figure particolarmente importanti che l’hanno segnato: Cratilo l’Eraclideo e Socrate. Dopo essersi formato, p., deve aver avuto un primo contatto diretto con la politica attiva, in un periodo per nulla facile (403-404 periodo dei 30 tiranni).
Il punto di collegamento fra il governo aristocratico e il giovane Platone è la discendenza di sangue nobile, tanto che nel governo c’erano 2 congiunti in ruoli molto importanti, quali Carmide e Crizia. P. viene naturalmente inserito ma la cosa interessante è chiedersi che esperienza sia stata questa per lui.
Delusione politica e ricerca filosofica
Sorprendentemente è devastante e fallimentare. P. viene colto da profonda delusione soprattutto a causa dei metodi brutali e violenti usati contro gli avversari dell’oligarchia e che andavano a distruggere la stessa arte della politica. Si potrebbe pensare che P. sia un idealista, e bisogna considerando che per tutta la sua vita filosofica sarà sempre concentrato sulla teoria politica. L’ideale politico e la sua pratica concreta sono due binari paralleli, nella testa di Platone, che costruisce speculativamente la propria filosofia politica, ma anche che la cercherà per tuta la vita quella città reale nella quale poter fare un esperimento di trasformazione e concretizzazione dei suoi ideali.
Perché fa tutto ciò? Innanzitutto perché la sua prima esperienza lo porta a non demonizzare ma a analizzare e a ricercare un’alternativa. Queste intenzioni sono ancora più rafforzate quando ad Atene viene restaurata la democrazia. Ma qui la morte del maestro Socrate che ormai era diventato qualcosa di più lo sconvolge nuovamente.
Platone cerca di defilarsi dalla vita politica ma questo non comporta un definitivo allontanamento mentale dal tema, poiché sceglie di essere filosofo, e non politico. Nella sua dottrina politica il filosofo diventerà uomo politico.
2l a vera filosofia, la sola disciplina che può aiutare gli uomini a capire cosa sia la giustizia, negli affari pubblici e in quelli privati.”
“i problemi della città secondo Platone non si sarebbero mai risolti fino a che i filosofi non fossero diventati governanti”
Tutto ciò che aveva visto fino a quel momento l’aveva deluso: dovevano ragionare, speculare per formare persone nuove, più adatte.
Il governante modello sarà il filosofo, un uomo nuovo, educato in un training lunghissimo, di più di 50 anni.
Viaggi e influenze filosofiche
Proprio nell’anno della morte del maestro (339) lascia per un periodo Atene con degli altri allievi per scampare al rischio di rappresaglie, andandosi a stabilire a Megara. Deve abbandonare la città ancora una volta per questioni politiche. Intorno ai 40 anni P. compie un viaggio lunghissimo recandosi per la prima volta in magna Grecia, dove entra a contatto con la scuola Pitagorica, a Taranto, incontro importante che in qualche modo gli darà un’indicazione per costruire lui stesso una scuola, quando fosse ritornato ad Atene. Viene molto interessato anche dalle pratiche orfiche e da quel momento inizia ad approfondirne le tematiche. Questo non significa che le due scuole abbiano elementi comuni, fuorché riunione di persone con interessi comuni e che vogliono fare ricerca. Platone riceve dunque l’invito a recarsi in Sicilia, ma in particolare a Siracusa, dove diventa molto amico di Dione, parente e consigliere del tiranno Dionigi I il vecchio. I due insieme tentano di mettere in pratica una riforma politica. Platone spera di vedere realizzare le sue idee, ma viene catturato, incarcerato, fatto schiavo e liberato da un suo amico.
Platone scrive, e non poco: uno dei dialoghi che scrive è Gorgia, dove riflette sulla possibile struttura politica e trova l’occasione ideale per metterle in pratica a Siracusa. L’esito però purtroppo non va a buon fine. Non aveva calcolato il tiranno, che si rifiuta di mettere in pratica le idee e inoltre diventa sospettoso del rapporto fra cugino e Platone. Decide di schiavizzarlo e per fortuna l filosofo viene riscattato.
L'Accademia di Platone
Nel 387 torna ad Atene. In quest’anno inoltre fonda la sua importante scuola, detta Accademia, perché costruita in un parco di Atene dedicato all’ero Accademo.
Prima di tutto l’accademia era centro di studi per la formazione di uomini politici, sapienti o filosofi.
Qui si svolgevano anche ricerche di natura sicuramente etica, poi politica e anche scientifica. Sul frontone dell’accademia c’era un monito. “ qui non metta piede chi non sa di matematica e geometria”.
Si offriva un’istruzione ampia e moderna, di carattere non solo umanistico, ma anche scientifico. Il dibattito era molto importante, ed era un elemento che fa capire l’evoluzione rispetto alle scuole viste in Italia, dove vigeva l’ipse dixit. La scuola di Tubinga, in Germania, che si è molto concentrata su Platone ha riflettuto sul ruolo giovato non solo dai testi scritti ma anche da un nucleo di dottrina platonica che fa riferimento alle cosiddette “dottrine non scritte” l’oralità e il dialogo che richiamano certamente a Socrate. Pare che proprio le dottrine non scritte siano importantissime per compravendere il pensiero e gli scritti di Platone.
Lo stesso Platone sembrava aver detto su alcune questioni che per lui erano fondamentali l’unica cosa che valeva, cioè che permetteva la trasmissione, era l’oralità. L’importanza del dibattito era la ricerca. L’Accademia dura moltissimo, perché sopravvive e vive bene fino al 529 d.C., l’anno nel quale un editto imperiale determinerà la chiusura della scuola. L’imperatore Giustiniano decide che tutte le scuole filosofiche ( e ci aggiungiamo pagane) dovevano chiudere i battenti perché l’impero di fondava oramai sul cristianesimo. Fa prosperare la sua accademia, dunque, dove Aristotele resterà per 20 anni, ma inoltre Platone compie due viaggi, nuovamente in Italia. Uno nel 367 e l’altro nel 361. Entrambe le volte elabora on Dione ogni possibilità di realizzare concretamente un nuovo governo (nel frattempo Dionigi il vecchio era stato succeduto da Dionigi il Giovane). Viene nuovamente incarcerato e liberato per intercessione di amici e nel 370 ritorna deluso e sconfitto ad Atene dove rimarrà fino alle morte nel 347.
Domande da interrogazione
- Quali sono le origini familiari di Platone e come influenzano la sua vita?
- Qual è l'impatto di Socrate sulla filosofia di Platone?
- Come reagisce Platone alla sua esperienza politica ad Atene?
- Quali influenze filosofiche riceve Platone durante i suoi viaggi?
- Che ruolo ha l'Accademia nella vita di Platone e nella filosofia?
Platone nasce ad Atene da una famiglia aristocratica, con antenati illustri come re Codro e Solone. Questa discendenza nobile lo spinge verso una carriera politica, ma le sue esperienze lo porteranno a dedicarsi alla filosofia.
Socrate ha un'influenza profonda su Platone, che lo guida nella sua ricerca di una filosofia politica. La delusione per la politica attiva, accentuata dalla morte di Socrate, lo porta a rifugiarsi nella filosofia, dove cerca di unire teoria e pratica.
Platone vive una profonda delusione per i metodi brutali della politica ateniese, che lo spingono a cercare un'alternativa attraverso la filosofia. La sua esperienza lo porta a concludere che solo i filosofi possono governare giustamente.
Durante i suoi viaggi, Platone entra in contatto con la scuola Pitagorica e le pratiche orfiche, che influenzano il suo pensiero. Tuttavia, i suoi tentativi di applicare le sue idee politiche a Siracusa si rivelano fallimentari.
Fondata nel 387 a.C., l'Accademia diventa un centro di studi per la formazione di filosofi e politici. Qui si promuove un'istruzione ampia e moderna, enfatizzando l'importanza del dibattito e dell'oralità, elementi fondamentali per la trasmissione del pensiero platonico.