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Concetti Chiave

  • Platone attribuisce un ruolo fondamentale alla bellezza come mediazione verso il bene, nonostante la sua condanna dell'arte e della poesia.
  • Secondo Platone, l'arte imitativa è da rigettare poiché produce solo copie di copie, allontanandosi dalla verità delle idee.
  • La bellezza è vista come un modo naturale di manifestarsi del valore, legata indissolubilmente al concetto di bene nella filosofia greca.
  • L'ispirazione artistica è paragonata a una "divina follia", in cui il poeta crea sotto l'influenza di una forza divina piuttosto che tramite conoscenza razionale.
  • L'eredità filosofica di Platone ha influenzato scuole minori come la cinica, che enfatizza il distacco dai bisogni, e la cirenaica, che pone il bene nel piacere sensibile.

Che cosa dice Platone sulla bellezza?

Può meravigliare che Platone, mentre assegna alla bellezza una così alta funzione, di mediare l'ascesa al bene, dia poi un giudizio negativo dell'arte e della poesia in genere, a cui la sua teoria politica impone restrizioni severe.

Condanna dell'arte imitativa

La Repubblica condanna l'arte "imitativa", affermando che essa non ci offre i modelli delle cose, cioè le idee, ma piuttosto una copia della loro copia, cioè delle cose.

Bellezza e bene

La verità è che Platone condanna un'arte che abbia per solo scopo il diletto, e non sente il problema di quella che noi chiamiamo "autonomia dell'arte", appunto perché la bellezza è per lui il modo di presentarsi, naturale e spontaneo, di tutto ciò che ha valore: non solo dei begli oggetti, ma anche e soprattutto dei bei pensieri, delle belle azioni, ecc. Il bello e il buono, nella concezione greca, sono strettamente connessi; e ne è quasi un emblema la crasi, anche linguistica, della kalokagathìa. Parimenti il "turpe" è, insieme, il brutto e il cattivo.

Ispirazione artistica e divina follia

E poiché il bello è un manifestarsi del Bene trascendente, non meraviglia trovare paragonata, in Platone, l'ispirazione artistica a una sorta di "divina follia", non troppo dissimile dalla follia dell'amore.

L'ispirazione artistica è una follia grazie a cui (aveva detto il Jone) il poeta, più che per scienza propria, parla come invasato dal dio che lo ispira.

Eredità filosofica di Platone

L'insegnamento di Platone, e di Socrate, fu raccolto da alcune scuole minori, tra cui le principali sono la cinica, che pone il bene dell'uomo in un distacco dai bisogni e dalle relazioni sociali, e la cirenaica, che pone il bene nel piacere sensibile ("edonismo").

Domande da interrogazione

  1. Qual è il paradosso del pensiero di Platone riguardo alla bellezza e all'arte?
  2. Platone assegna alla bellezza un ruolo fondamentale nell'ascesa al bene, ma condanna l'arte imitativa, considerandola una copia imperfetta delle idee, e quindi non in grado di rappresentare la verità (come indicato nella Repubblica).

  3. Come si collega la bellezza al bene nella filosofia platonica?
  4. Platone sostiene che la bellezza e il bene sono strettamente connessi, evidenziando che il bello non è solo esteriore, ma si manifesta anche in pensieri e azioni virtuose, come dimostra il concetto di kalokagathìa, che unisce il bello e il buono.

  5. In che modo Platone descrive l'ispirazione artistica?
  6. Platone paragona l'ispirazione artistica a una "divina follia", suggerendo che i poeti, ispirati da una forza divina, esprimono verità non attraverso la loro scienza, ma come se fossero posseduti da un dio, evidenziando la natura trascendente del bello.

Domande e risposte

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