Concetti Chiave
- Pio XI, salito al pontificato nel 1922, cercò di ripristinare il ruolo della Chiesa nel mondo moderno, ponendo particolare enfasi sul coinvolgimento dei laici nell'apostolato.
- Potenzio notevolmente l'Azione Cattolica come strumento per coinvolgere i laici, supportato da numerose encicliche sociali che affrontavano temi come matrimonio e economia.
- I rapporti con il fascismo si consolidarono con i Patti Lateranensi del 1929, nonostante tensioni legate all'influenza dell'Azione Cattolica e all'ideologia fascista.
- Pio XI condannò i nazionalismi e il razzismo in Europa, criticando apertamente il regime di Hitler e preparando un'enciclica contro l'antisemitismo prima della sua morte.
- Pubblicò l'enciclica Divini Redemptoris nel 1937, definendo il comunismo un "flagello satanico" e opponendosi a qualsiasi compromesso con tale ideologia.
L'inizio del pontificato di Pio XI
Pio XI salì al trono pontificio nel 1922 e nella sua prima enciclica “Ubi arcano Dei” dello stesso anno, delineò il programma del suo pontificato che si può riassumere con questa frase: “la Chiesa deve riprendere il suo ruolo di guida del mondo contemporaneo, interessandosi di economia, di politica e di costume. La sua priorità era il coinvolgimento dei laici nell’apostolato della Chiesa, mentre vedeva diffidenza l’iscrizione ad un partito da parte dei cattolici. L’associazione in grado di raggiungere questo suo obiettivo fu l’Azione Cattolica che egli potenziò notevolmente e la promosse in molti paesi. Come guida per tutte le iniziative di apostolato laici, egli emanò numerose encicliche sociali come la Casti connubi in cui sintetizzò la dottrina della chiesa sul matrimonio e la procreazione o la “Quadragesimo Anno”, in cui egli affronta problemi economici e sociali.
L'azione diplomatica di Pio XI
Per garantire il funzionamento delle organizzazioni cattoliche, si impegnò a stipulare dei trattati diplomatici con la Polonia, la Cecoslovacchia, l’Italia, la Jugoslavia e la Romania. Gli accordi bilaterali con la Germania nazista furono gestiti dal Cardinale Eugenio Pacelli che, più tardi, diventerà papa Pio XII e che a lungo aveva ricoperto l’incarico di nunzio apostolico negli stati tedeschi.
I rapporti con il fascismo
In Italia restava in sospeso la “questione romana” e Mussolini, per accattivarsi la simpatia della gerarchia cattolica, emise alcuni provvedimenti a favore del cattolicesimo come il ripristino del crocifisso nei locali pubblici. Nel 1926, il Partito Popolare non alterò i rapporti con il regime, anzi tre anni dopo, fu siglato il Concordato fra Stato e Chiesa, con la firma dei Patti Lateranensi. Questi ultimi comprendevano un trattato relativo alla sovranità del pontefice all’interno della città del Vaticano, una convenzione finanziaria con cui l’Italia si impegnava a rimborsare la Santa Sede per l’espropriazione territoriale ed infine u concordato che regolava i rapporti fra Stato e Chiesa, dichiarando anche la religione cattolica religione di Stato. Nel 1931, il Concordato si incrinò proprio sul ruolo dell’Azione Cattolica di cui Mussolini voleva ridurre l’influenza. Pio XI rispose con l’enciclica Non abbiamo bisogno, una chiara denuncia dell’idolatria fascista. Nonostante questo episodio, i rapporti fra Chiesa e Stato italiano si mantennero amichevoli a tal punto che in occasione dell’occupazione dell’Etiopia, la gerarchia ecclesiastica non esitò a manifestare la propria solidarietà al regime fascista.
Condanna dei nazionalismi e del razzismo
Diverso fu l’atteggiamento di Pio XI nei confronti dei nazionalismi che si stavano diffondendo in Europa. Fu il caso della condanna dell’Action française o del regime di Hitler. Quest’ultimo fu condannato con l’enciclica Mit brennender Sorge.
Pio XI prese anche una posizione ben decisa contro le posizioni razziste assunte dal governo fascista, posizione amplificata, per volere dello stesso pontefice dalla stampa cattolica. Gli studiosi hanno accertato che negli ultimi anni della sua vita (morì nel 1839), il Papa stava preparando proprio un’enciclica di condanna dell’antisemitismo. Invece, si dimostrò favorevole nei confronti del colpo di Stato di Francisco Franco in Spagna, con cui vennero stabilite delle relazioni diplomatiche regolari. Nel 1937, pubblicò l’enciclica Divini Redemptoris con cui il Comunismo veniva definito” flagello satanico” e condannava ogni forma di compromesso con tale ideologia.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il programma principale del pontificato di Pio XI?
- Come si è impegnato Pio XI nella diplomazia con altri stati?
- Qual è stata la posizione di Pio XI riguardo al fascismo in Italia?
- Come si è espresso Pio XI contro il razzismo e i nazionalismi?
- Qual è stata la posizione di Pio XI nei confronti del Comunismo?
Pio XI, nella sua prima enciclica “Ubi arcano Dei”, delineò il programma del suo pontificato, sottolineando che “la Chiesa deve riprendere il suo ruolo di guida del mondo contemporaneo”, con un focus sul coinvolgimento dei laici nell’apostolato.
Pio XI stipulò trattati diplomatici con vari paesi, tra cui Polonia e Italia, per garantire il funzionamento delle organizzazioni cattoliche, gestendo anche gli accordi con la Germania nazista tramite il Cardinale Eugenio Pacelli.
Pio XI mantenne rapporti amichevoli con il regime fascista, nonostante la tensione sul ruolo dell’Azione Cattolica, culminata nell’enciclica “Non abbiamo bisogno”, che denunciava l’idolatria fascista.
Pio XI condannò i nazionalismi e il regime di Hitler, evidenziando la sua opposizione al razzismo del governo fascista, e stava preparando un’enciclica contro l’antisemitismo negli ultimi anni della sua vita.
Pio XI definì il Comunismo un “flagello satanico” nell’enciclica “Divini Redemptoris” del 1937, condannando ogni forma di compromesso con tale ideologia.