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Concetti Chiave

  • Gabriello Chiabrera, orfano e inviato a Roma, ricevette un'educazione che influenzò profondamente la sua formazione letteraria.
  • Costretto all'esilio a Savona per dissidi, Chiabrera visse un periodo di ozio e lettura, prima di riassumere cariche civili e dedicarsi alla poesia.
  • Le sue opere, in particolare le Rime, si ispirano a poeti greci ed ellenistici e alla poesia francese del '500, trattando temi vari con strofe brevi.
  • La raccolta "Vendemmie di Parnaso" contiene canzonette conviviali, mentre "Damigella" è una fantasia bacchica che esprime gioia e leggerezza.
  • L'autobiografia di Chiabrera offre un ritratto di vita semplice e soddisfacente, con un tono autocommemorativo e un ricordo vivace della Roma tardo-umanistica.

Qual è l'Infanzia e Formazione a Roma?

Biografia: orfano del padre e risposata la madre, a nove anni fu mandato a Roma presso uno zio materno che ne curò l’educazione facendogli frequentare i corsi di retorica e filosofia presso il collegio dei gesuiti.

Esilio e Vita a Savona

Entrato presto al servizio del cardinal Cornaro, ministro delle finanze papali, in seguito a dissidi con un nobile romano, fu costretto ad abbandonare la città ed a rifugiarsi a Savona. Qui dimorò nell’ozio e si diede a leggere libri di poesia per sollazzo. Fra il 1579 e il 1581 fu coinvolto in una serie di risse, ferimenti e omicidi che lo costrinse nuovamente all’esilio. Tornato a Savona nel 1585, ricoprì qualche carica civile, andando però spesso come ospite gradito da prelati e principi genovesi, torinesi, mantovani, fiorentini e romani. Sul finire della sua vita si dedicò più stabilmente alla composizione e limatura delle sue numerosissime opere.

Opere e Influenze Letterarie

Le opere. Le Rime: Chiabrera attinge i suoi soggetti dai poeti greci ed ellenistici o dalla poesia francese del ‘500. Tratta di religione, d’encomi, di lutti, di amore e di conviti. Le sue poesie sono destinate alla musica: rifiuta dunque i metri classici per aderire alle strofe brevi delle odelette francesi.

Critiche e Poesie

Belle rose porporine: dal contenuto ellenizzante (la lode del sorriso malizioso di due labbra femminili, paragonato a quello della terra, del mare e del cielo nella stagione primaverile), fu attaccata da Croce per la genericità degli aggettivi ripetuti (belle rose, bei tesori, bei denti, bello sguardo, bel sorriso) e l’improprietà del lessico poetico (ministre degli amori, rose preziose, rose amorose).

Raccolte e Fantasie Bacchiche

Vendemmie di Parnaso: sono una fortunatissima raccolta di canzonette, di argomento prevalentemente conviviale.

Al signor Giovan Battista Pinelli (letterato genovese): è una graziosa fantasia bacchica del genere classico.

“Damigella / tutta bella, / versa, versa quel bel vino; / fa che cada / la rugiada, / distillata di rubino”.

“Ogni noia / vien che moia / annegata, quando io bevo”.

“Io m’appresto / a lasciar sei coppe vote. / Se di mia diva io soglio / nel cordoglio / sempre dir si suo bel vanto; / maggiormente / al presente / n’ho da dir, che rido e canto”.

“Viva rosa / rugiadosa / di costei la guancia infiora”.

Autobiografia e Riflessioni Finali

Vita di Gabriello Chiabrera scritta da lui medesimo: è un breve consuntivo, steso in terza persona, di una esistenza sostanzialmente priva di fatti eclatanti, ma vivace e ricca di soddisfazioni e onori letterari. Il tono è autocommemorativo ed eroico, e lo stile è percorso da un ritmo malinconico.

Gli inizi: il poeta ultraottantenne vi sintetizza gli anni turbolenti della sua gioventù, segnati da vari trasferimenti a causa di lutti familiari, e la serena vecchiaia. E’ vivissimo il ricordo della Roma tardo-umanistica, splendida ed irriverente, che lo ospitò giovanissimo. Si tratta comunque generalmente della “vita di un comune cittadino”.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata l'infanzia di Gabriello Chiabrera e come ha influenzato la sua formazione?
  2. Chiabrera, orfano del padre e con una madre risposata, fu mandato a Roma a nove anni per essere educato dallo zio materno, dove frequentò corsi di retorica e filosofia presso il collegio dei gesuiti.

  3. Quali eventi hanno segnato l'esilio di Chiabrera a Savona?
  4. Dopo dissidi con un nobile romano, Chiabrera fu costretto a rifugiarsi a Savona, dove visse nell'ozio e si dedicò alla lettura di poesia, ma fu coinvolto in risse e omicidi che lo portarono nuovamente all'esilio.

  5. Quali sono i temi principali delle opere di Chiabrera?
  6. Le opere di Chiabrera, in particolare le sue Rime, trattano temi come religione, amore, lutti e conviti, attingendo a influenze dalla poesia greca, ellenistica e francese del '500.

  7. Quali critiche ha ricevuto la poesia "Belle rose porporine"?
  8. "Belle rose porporine" è stata criticata da Croce per la genericità degli aggettivi e l'improprietà del lessico poetico, evidenziando la ripetizione di frasi e immagini.

  9. Come Chiabrera descrive la sua vita nella sua autobiografia?
  10. Nella sua autobiografia, Chiabrera si presenta in terza persona, descrivendo una vita priva di eventi eclatanti ma ricca di soddisfazioni e onori letterari, con un tono autocommemorativo e malinconico.

Domande e risposte

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