Concetti Chiave
- L'incontro tra il poeta e Laura avviene nel terzo cielo, dove la donna appare più bella e meno distante, promettendo un ricongiungimento futuro.
- Laura riconosce di essere stata la causa delle sofferenze del poeta e lo invita a unirsi a lei in cielo, sottolineando l'importanza della loro connessione.
- Il sonetto segue uno schema di rime tradizionale e riflette la profondità dei sentimenti del poeta, evidenziando l'assenza in terra di Laura.
- La presenza di Laura è descritta come una beatitudine inaccessibile all'intelletto umano, che trova significato solo nella speranza di un ricongiungimento eterno.
- Il gesto finale di Laura, che allarga la mano, simboleggia la transizione dal sogno alla realtà, lasciando il poeta con una dolce speranza di rincontro.
L'incontro celeste con Laura
Levommi il mio penser in parte ov’era
quella ch’io cerco, et non ritrovo in terra:
ivi, fra lor che ’l terzo cerchio serra,
la rividi piú bella et meno altera.
Per man mi prese, et disse: - In questa spera
sarai anchor meco, se ’l desir non erra:
i’ so’ colei che ti die’ tanta guerra,
et compie’ mia giornata inanzi sera.
La promessa di un ricongiungimento
Mio ben non cape in intelletto humano:
te solo aspetto, et quel che tanto amasti
e là giuso è rimaso, il mio bel velo. -
Deh perché tacque, et allargò la mano?
Ch’al suon de’ detti sí pietosi et casti
poco mancò ch’io non rimasi in cielo.
La mia immaginazione mi solleva in un luogo dove si trova (= il cielo)
colei che io cerco, ma non trovo più in terra:
qui, fra coloro che sono collocati nel terzo cielo (il cielo degli spiriti amanti),
la rividi ancora più bella e meno sdegnosa.
Mi prese per mano, e disse – In questo cielo
tornerai a starmi vicino, se il desiderio non fa sì che io sbagli:
io sono colei che ti fece tanto soffrire,
e che morì prima che arrivasse la sera della mia vita.
La mia beatitudine non può essere capita dall’intelletto umano:
ormai aspetto te soltanto, e quello che tanto hai amato,
cioè il mio corpo, è rimasto laggiù, in terra.
Oh perché smise di parlare ed allargò la mano?
Nell’udire parole pure, ispirate dalla pietà per chi soffre,
ci mancò poco che io non rimanessi in cielo (= morissi)
Il sonetto e l'immaginazione del poeta
Il sonetto, strutturato dal punto di vista delle rime secondo lo schema tradizionale ABBA, ABBA, CDE, CDE,‘ ruota intorno all’immaginazione del poeta, che descriva la sua salita in cielo e l’incontro con Laura, ormai morto. La contemplazione celeste della donna ha, però, tutti i connotati di un affettuoso incontro terreno. Dopo un accenno all’inconsolabile assenza di Laura sulla terra che il poeta cerca ma non trova, appare la donna nella sua beatitudine. L’atteggiamento di Laura è del tutto umano: meno “altera”, gli tende la mano, gli preannuncia che. presto, salirà anch’esso in cielo per starle vicino, riconosce di essere stata la causa delle sue sofferenze terrene. Con una sensibilità tutta femminile, essa ricorda anche che il suo corpo, che i poeta ha tanto amato, è rimasto sulla terra. Alla fine, la donna lascia la mano del poeta e il sogno svanisce.
Dal sonetto, si capisce che Petrarca non può concepire una beatitudine eterna senza la presenza della donna amata ed egli arriva a consolarsi soltanto quando essa lo fà sperare in un ricongiungimento, in cui Dio si fa garante del carattere eterno degli affetti terreni.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale dell'incontro tra il poeta e Laura nel cielo?
- Come si manifesta il desiderio di ricongiungimento del poeta?
- Qual è la reazione del poeta alle parole di Laura?
- Qual è la visione di Petrarca sulla beatitudine eterna?
Il tema centrale è l'incontro affettuoso tra il poeta e Laura, che, pur essendo morta, appare nel cielo più bella e meno distante, promettendo un futuro ricongiungimento (come descritto nel testo).
Il desiderio di ricongiungimento si manifesta attraverso la speranza del poeta di tornare a stare vicino a Laura, che riconosce di essere stata la causa delle sue sofferenze terrene (come evidenziato nel testo).
Il poeta è profondamente toccato dalle parole pietose di Laura, tanto che quasi svanisce in cielo, evidenziando la potenza emotiva del loro incontro (come riportato nel testo).
Petrarca non può concepire una beatitudine eterna senza la presenza di Laura, e trova conforto solo nella speranza di un ricongiungimento, dove Dio garantisce l'eternità degli affetti terreni (come si evince dal testo).