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Scuola di architettura, urbanistica e ingegneria delle costruzioni

Corso di Laurea in Ingegneria dei Sistemi Edilizi A.A. 2020/2021

Patologia & diagnostica edilizia

Docenti: Prof. Ing. Matteo Paolo Giovanni Fiori Prof. Ing. Giulia Volontè

Sommario

1. Introduzione all’edificio e al contesto 3

1.1 Analisi climatica 3

Valori estremi mensili delle temperature quotidiane 3

1.2 Edificio 1. Ex Fabbrica Borletti 4

Localizzazione 4

Descrizione 5

Ipotesi tecnica costruttiva 5

1.3 Edificio 2. Casa di cortile 5

Localizzazione 5

Descrizione 6

Ipotesi tecnica costruttiva 6

2. Inquadramento delle anomalie 7 7

2.1 Edificio 1

2.1.1 Identificazione delle anomalie sui prospetti 7

Prospetto Ovest 7

Prospetto Sud - Ovest 8

Prospetto Sud 8

2.1.2 Abaco delle anomalie 9

2.2 Edificio 2 18

2.2.1 Identificazione delle anomalie sui prospetti 18

Prospetto Sud - Est 18

Prospetto Sud 1 19

Prospetto Sud 2 19

Prospetto Sud - Ovest 20

Prospetto Ovest 20

2.2.2 Abaco delle anomalie 21

3. Schede dei modi di guasto 28

3.1 Alterazione cromatica 28 31

3.2 Assenza di intonaco per interfaccia tra materiali differenti 34

3.3 Assenza di intonaco per risalita capillare 36

3.4 Colonizzazione biologica 39

3.5 Corrosione 42

3.6 Efflorescenza 45

3.7 Incrostazioni 48

3.8 Deformazione copertura 51

3.9 Colonizzazione biologica del pluviale 54

3.10 Distacco del rivestimento

3.11 Esfoliazione per cavillatura 57 60

3.12 Fessurazione strutturale

4. Matrice delle soluzioni e conclusioni 64

4.1 Edificio A 64 65

4.2 Edificio B

5. Allegati 66 2

1. Introduzione all’edificio e al contesto

1.1 Analisi climatica

L’edificio oggetto di studio è localizzato nella città di Milano, posta a 45.62° Nord e 8.73° Est, con altitudine di 120m s.l.m. Il clima caratteristico è di tipo continentale, con forte escursione termica annuale, pari a circa 20°C, e la possibilità durante l’inverno della presenza della neve fino a quote pianeggianti. Trattandosi di una grande metropoli, anche Milano soffre del fenomeno dell’isola di calore, che permette di avere temperature più alte in inverno rispetto alle località circostanti. L’analisi dei venti colloca Milano tra le città poco ventose, questa scarsa presenza favorisce il ristagno di inquinanti e nebbie, incrementate dall’elevata presenza di umidità.

Dal punto di vista energetico l’Italia è suddivisa in sei differenti zone climatiche (A, B, C, D, E, F) la cui classificazione è stata fatta considerando la temperatura, infatti, l’unità di misura presa in considerazione è il Grado-Giorno (GG), ovvero la somma delle differenze giornaliere tra la temperatura media esterna giornaliera e la temperatura ambiente di 20°C.

Figura 1.4 - Zone climatiche

La città di Milano è collocata nella zona E i cui limiti dei valori di trasmittanza presenti nel DM 26 giugno 2015 vengono di seguito riportati.

Tabella 1.1 - Trasmittanza termica U delle strutture opache verso l’esterno

Tabella 1.2 - Trasmittanza termica U delle chiusure tecniche trasparenti e opache verso l’esterno

Valori estremi mensili delle temperature quotidiane

Vengono ora riportate le temperature medie mensili prese dalla norma UNI EN ISO 103 49 che si riferisce all’ipotesi di un anno “tipo”, considerando le temperature significative di un range di anni.

Alt Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic

MI 122 1,7 4,2 9,2 14,0 17,9 22,5 25,1 24,1 20,4 14,0 7,9 3,1

Questa tabella riporta i dati climatici relativi al trentennio 1971-2000, relativi alla stazione meteorologica di Milano Linate. È possibile notare la temperatura media mensile (nella città di Milano) e la media dei valori di temperatura massimi e minimi registrati per ogni mese. È inoltre possibile ricavare il minimo e il massimo dei valori registrati per ogni mese.

3 È possibile notare una differenza nelle temperature delle stagioni invernali, in particolare nei mesi da novembre a febbraio. Questo è causato dal fatto che la tabella due raccoglie la media delle temperature del 2016, invece la tabella uno, relativa alla norma raccoglie una media di temperature relative a più anni.

1.2 Edificio 1. Ex Fabbrica Borletti

Localizzazione

Il primo caso studio è la ex Fabbrica Borletti, attualmente dismessa, sita nella parte sud di Milano in zona Fiera, posta tra via Costanza, via Gessi e piazza Irnerio. L’edificio di stampo Liberty, costituito da tre corpi principali affiancati, occupa tutta la porzione d’angolo tra le tre vie, affacciandosi principalmente su piazza Irnerio e via Gessi.

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Descrizione

La fabbrica venne fondata nel 1897 come industria legata alla produzione di orologi su licenza della società americana Westclock e di diversi marchi tedeschi e svizzeri. Durante la parentesi della Prima guerra mondiale venne convertita ad azienda per la produzione militare; successivamente si tornò alla produzione legata al mondo della meccanica di precisione e in particolare all’assemblaggio di congegni meccanici, contagiri, contachilometri per automobili, macchine da cucire e strumenti di misura. L’edificio in oggetto era parte di un complesso industriale più esteso che si componeva di una serie di edifici situati nei pressi di via Washington. A partire dagli anni ’70 iniziò una fase di declino che ha portato in breve tempo alla chiusura della fabbrica e alla trasformazione dei diversi edifici che costituivano il complesso. L’edificio di piazza Irnerio, ultima testimonianza dell’azienda, venne abbandonato nel 1985 e rimase inutilizzato da lì in poi fino ai giorni nostri: è in atto un progetto di riqualificazione dell’edificio che verrà in parte demolito e riconvertito a edificio con destinazione residenziale.

L’edificio è costituito da tre corpi principali di forma rettangolare posti parallelamente tra loro e paralleli a via Gessi, ciascuno di essi è costituito da sei piani fuori terra; agli angoli nord – est e nord – ovest dell’edificio vi sono due corpi a torre posti in rilievo rispetto al resto della facciata, a est vi è un cortile che separa l’edificio dalle residenze poste nelle vicinanze.

Ipotesi tecnica costruttiva

L’edificio, costruito verso la fine del 1800, ha un’evidente connotazione di stampo Liberty visibile nella diffusa e omogenea presenza di decorazioni che caratterizzano tutti i prospetti e nei serramenti che presentano dettagli in ferro battuto tipici dello stile Liberty.

Per l’edificio in esame si ipotizzano le seguenti soluzioni tecnologiche:

  • Le chiusure verticali sono costituite da muratura in laterizi pieni con intonacatura interna ed esterna, tranne in alcune porzioni della facciata dove i mattoni rimangono a vista; le parti intonacate sono state realizzate in maniera tale che, una volta avvenuta la pitturazione bianca, possano far risaltare dettagli e geometrie che richiamano lo stile Liberty;
  • In alcuni punti, ad esempio nelle zone d’angolo, il rivestimento che caratterizza i primi due piani dell’edificio è costituito da lastre di medie dimensioni in marmo;
  • La copertura è costituita da struttura portante in legno ricoperta da un manto di tenuta in tegole in laterizio;
  • I serramenti originali sono in legno, ad eccezione delle aperture più grandi che illuminavano le stanze di produzione della fabbrica realizzate in ferro.

1.3 Edificio 2. Casa di cortile

Localizzazione

Il secondo caso studio è situato in via Romualdo Bonfadini 89, nella zona sud – est di Milano, più precisamente nei pressi del quartiere Forlanini, l’edificio è costituito da un corpo ad L che circonda una corte interna.

5

Descrizione

L’edificio è costituito da un unico corpo ad L che circonda una corte interna condivisa con l’edificio limitrofo posto specularmente a quello oggetto dell’analisi; vi sono in totale due piani fuori terra: il piano terra è occupato principalmente da locali di tipo commerciale, il piano successivo, invece, è molto probabilmente adibito a residenze, anche se attualmente risulta essere abbandonato. Su entrambi i prospetti che danno sulla strada vi sono degli ingressi con volta a botte che conducono alla corte interna; sul lato ovest vi è anche una porzione di giardino che affianca l’edificio delimitata da una recinzione in ferro.

Lo stile dell’edificio richiama quello delle Corti Lombarde molto comuni e diffuse nella periferia di Milano e in generale in tutta la pianura Padana; ciò che caratterizza principalmente questa architettura è la presenza di un cortile interno, circondato da più lati dall’edificio. Questa tipica disposizione è spiegata da vari fattori: il primo motivo è collegato al fatto che in questa maniera era possibile sorvegliare chiunque entrasse nella corte e qualunque attività venisse svolta al suo interno. Inoltre, questa disposizione discende dalla necessità di avere abitazione e le stalle posizionate separatamente in modo da favorirne la ventilazione. Infine, porre l’edificato attorno al cortile permetteva di difendere al meglio abitanti e attività agricole poiché, quando nacquero le corti, le campagne circostanti erano infestate da banditi. Le origini di questi edifici, infatti, affondano già nel feudalesimo in piena epoca medievale, anche se la caratteristica forma “a corte” chiusa ai lati venne introdotta nel XVII secolo.

Ipotesi tecnica costruttiva

Per l’edificio in esame si ipotizzano le seguenti soluzioni tecnologiche:

  • Le chiusure verticali sono costituite da muratura in laterizi e malta con intonacatura interna ed esterna ricoperta da una pitturazione di finitura; i primi 30 centimetri circa da terra sono costituiti da un rivestimento esterno in piastrelle rettangolari in marmo;
  • La copertura è costituita da struttura portante in legno ricoperta da un manto di tenuta in tegole in laterizio;
  • I serramenti, incluse le persiane, sono in legno.

6

2. Inquadramento delle anomalie

Viene ora riportata la legenda cromatica scelta per identificare le anomalie sui prospetti

  • Alterazione cromatica
  • Assenza serramento
  • Assenza intonaco
  • Cedimento strutturale
  • Colonizzazione biologica
  • Corrosione
  • Disgregazione rivestimento
  • Distacco del rivestimento
  • Distacco el. decorativo
  • Deposito superficiale
  • Efflorescenza
  • Esfoliazione
  • Esposizione paraspigolo
  • Fessurazione
  • Incrostazione
  • Marcescenza del legno

2.1 Edificio 1

2.1.1 Identificazione delle anomalie sui prospetti

Prospetto Ovest

7

Prospetto Sud - Ovest

Prospetto Sud

8

2.1.2 Abaco delle anomalie

Codice A1.1 Modo di guasto Alterazione cromatica. Dilavamento differenziale della pittura bianca in corrispondenza del davanzale e mancata manutenzione. Retino. Prospetto Sud.

Codice A1.1 Modo di guasto Alterazione cromatica. Dilavamento differenziale della pittura bianca in corrispondenza del davanzale e mancata manutenzione. Retino. Prospetto Ovest.

Codice A1.2 Modo di guasto Alterazione cromatica. Alterazione geometrica dello strato di rivestimento, mancanza del rompigoccia. Retino. Prospetto Sud.

Codice A1.3 Modo di guasto Alterazione cromatica. Dilavamento dell’elemento metallico corroso. Retino. Prospetto Sud.

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Codice A2.1 Modo di guasto Assenza del serramento con conseguente distacco. Degrado del serramento. Retino. Prospetto Sud.

Codice A3.1 Modo di guasto Assenza intonaco. Dilatazioni differenziali dei materiali. Retino. Prospetto Ovest.

Codice A3.1 Modo di guasto Assenza intonaco. L’assorbimento d’acqua per capillarità. Retino. Prospetto Ovest.

Codice A4.1 Modo di guasto Colonizzazione biologica. Presenza di acqua stagnante. Retino. Prospetto Sud.

10

Codice A4.1 Modo di guasto Colonizzazione biologica. Presenza di acqua stagnante sull’elemento marcapiano, umidità. Retino. Prospetto Sud.

Codice A4.2 Modo di guasto Colonizzazione biologica. Assenza di un profilo rompigoccia che provoca l’incapacità di far defluire l’acqua raccolta sulla superficie orizzontale. Retino. Prospetto Sud.

Codice A4.2 Modo di guasto Colonizzazione biologica. Assenza di un profilo rompigoccia che provoca l’incapacità di far defluire l’acqua raccolta sulla superficie orizzontale. Retino. Prospetto Sud.

Codice A5.1 Modo di guasto Corrosione. Assenza di manutenzione, esposizione agli agenti atmosferici. Retino. Prospetto Sud.

11

Codice A5.1 Modo di guasto Corrosione. Assenza di manutenzione, esposizione agli agenti atmosferici. Retino. Prospetto Sud.

Codice A5.1 Modo di guasto Corrosione. Assenza di manutenzione, esposizione agli agenti atmosferici. Retino. Prospetto Ovest.

Codice A5.1 Modo di guasto Corrosione. Assenza di manutenzione, esposizione agli agenti atmosferici. Retino. Prospetto Sud.

Codice A6.1 Modo di guasto Disgregazione del rivestimento. Disgregazione dovuta al ristagno di acqua sull’elemento orizzontale. Retino. Prospetto Ovest.

12

Codice A6.1 Modo di guasto Disgregazione del rivestimento. Disgregazione dovuta al ristagno di acqua sull’elemento orizzontale. Retino. Prospetto Ovest.

Codice A6.2 Modo di guasto Disgregazione del rivestimento. Disgregazione dovuta all’apporto idrico in superfici. Retino. Prospetto Sud.

Codice A7.1 Modo di guasto Distacco del rivestimento. Fessurazione del supporto dovuta a cicli di gelo/disgelo. Retino. Prospetto Ovest.

Codice A8.1 Modo di guasto Distacco elemento decorativo. Ossidazione della barra di armatura. Retino. Prospetto Ovest.

13

Codice A8.1 Modo di guasto Distacco elemento decorativo. Ossidazione della barra di armatura. Retino. Prospetto Ovest.

Codice A9.1 Modo di guasto Efflorescenza. Presenza eccessiva di Sali solubili nei materiali da costruzione. Retino. Prospetto Sud.

Codice A9.1 Modo di guasto Efflorescenza. Presenza eccessiva di Sali solubili nei materiali da costruzione. Retino. Prospetto Sud.

Codice A10.1 Modo di guasto Esfoliazione intonaco interno. Esfoliazione per cavillatura del supporto. Retino. Prospetto lato interno dell’edificio.

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Codice A11.1 Modo di guasto Incrostazione. Deposito di detriti al piano stradale e mancata pulizia e manutenzione. Retino. Prospetto Ovest.

Codice A11.1 Modo di guasto Incrostazione. Deposito di detriti al piano stradale e mancata pulizia e manutenzione. Retino. Prospetto Ovest.

Codice A11.1 Modo di guasto Incrostazione. Deposito di detriti al piano stradale e mancata pulizia e manutenzione. Retino. Prospetto Ovest.

Codice A11.2 Modo di guasto Incrostazione. Dilavamento differenziale dei depositi presenti sulla facciata, mancata pulizia dell’involucro, scarsa manutenzione. Retino. Prospetto Ovest.

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Codice A11.2 Modo di guasto Incrostazione. Dilavamento differenziale dei depositi presenti sulla facciata. Retino. Prospetto Ovest.

Codice A11.3 Modo di guasto Incrostazione. Dilavamento differenziale dei depositi presenti sulla facciata in seguito ad una lesione dell’elemento marcapiano. Retino. Prospetto Sud.

Codice A11.3 Modo di guasto Incrostazione. Dilavamento differenziale dei depositi presenti sulla facciata in seguito ad una lesione dell’elemento marcapiano. Retino. Prospetto Sud.

Codice A11.3 Modo di guasto Incrostazione. Dilavamento differenziale dei depositi presenti sulla facciata in seguito ad una lesione dell’elemento marcapiano. Retino. Prospetto Sud.

16

Codice A11.3 Modo di guasto Incrostazione. Dilavamento differenziale dei depositi presenti sulla facciata in seguito ad una lesione dell’elemento marcapiano. Retino. Prospetto Sud.

Codice A12.1 Modo di guasto Fessurazione. Dissesto apparato murario di supporto, insufficiente connessione tra le parti che costituiscono la parete perimetrale. Retino. Prospetto Sud.

Codice A12.1 Modo di guasto Fessurazione. Dissesto apparato murario di supporto, insufficiente connessione tra le parti che costituiscono la parete perimetrale. Retino. Prospetto Ovest.

Codice A13.1 Modo di guasto Marcescenza del legno. Infiltrazioni dalla copertura e assenza manutenzione. Retino. Prospetto Ovest.

17

Codice A13.1 Modo di guasto Marcescenza del legno. Infiltrazioni dalla copertura e assenza manutenzione. Retino. Prospetto Ovest.

Codice A13.1 Modo di guasto Marcescenza del legno. Infiltrazioni dalla copertura e assenza manutenzione. Retino. Prospetto Ovest.

2.2 Edificio 2

2.2.1 Identificazione delle anomalie sui prospetti

Prospetto Sud - Est

18

Prospetto Sud 1

Prospetto Sud 2

19

Prospetto Sud - Ovest

Prospetto Ovest

20

2.2.2 Abaco delle anomalie

Codice B1.1 Modo di guasto Alterazione cromatica. Infiltrazioni dovute al cedimento della copertura. Retino. Prospetto Ovest.

Codice B2.1 Modo di guasto Cedimento strutturale. Infiltrazioni acqua e marcescenza travi di legno. Retino. Prospetto Ovest.

Codice B3.1 Modo di guasto Colonizzazione biologica. Perdite dell’impianto pluviale, presenza di efflorescenze. RetinoPro

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ingegnere25 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Patologia e diagnostica edilizia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Fiori Matteo Paolo Giovanni.
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