Concetti Chiave
- La realtà percepita è un'illusione; ciò che conta è il Sé indistruttibile e trascendentale, invisibile e oltre i sensi.
- Per vedere il Sé supremo, è necessario rinunciare agli oggetti dei sensi e alle loro impressioni, raggiungendo uno stato di pura consapevolezza.
- Un equilibrio mentale perfetto si ottiene liberandosi da desideri, attaccamenti e identificazioni materiali, trovando così la vera felicità interiore.
- Il Sé trascende le dualità come essere e non-essere, rappresentando una realtà imperitura che va oltre le proiezioni della mente.
- La molteplicità delle esperienze è una proiezione illusoria; l'essenza fondamentale di ogni cosa è l'unità del Sé, simile all'acqua in un lago.
Indice
La natura illusoria della realtà
Sappi che niente di ciò che ti circonda esiste veramente (come tu lo vedi); è come un miraggio o una visione illusoria. Devi piuttosto concentrarti su ciò che non si vede affatto, che non è tangibile e che si trova oltre la portata del sesto senso (la mente). Pensa a questo: «Io sono ciò che è indistruttibile, infinito, spirituale, trascendentale, completo, perfetto e indiviso, il Sé di ogni cosa».
Il distacco dagli oggetti dei sensi
Quando la mente si concentra molto sull’assenza di impressioni e modificazioni, si sperimenta lo stato dell’esistenza pura, che è pura consapevolezza in sé. Il Sé supremo, la luce trascendentale, diventa visibile solo quando non è più sommerso dall’inondazione degli oggetti dei sensi ai quali abbiamo rinunciato. Finché non abbiamo rinunciato agli oggetti dei sensi sarà impossibile vedere il Sé, che rimane ricoperto dalla molteplicità delle immagini degli oggetti dei sensi. Per raggiungere la realizzazione del Sé è dunque essenziale rinunciare a questi desideri e immergersi in ciò che rimane dopo che tutte le immagini degli oggetti dei sensi sono scomparse. Tutti gli oggetti che vediamo nel mondo attorno a noi sono effimeri, semplici vibrazioni, proiezioni dell’energia della consapevolezza.
L'equilibrio della mente
La funzione perfetta della mente è lo stato di equilibrio, libero dai pregiudizi, dai desideri, dagli attaccamenti e dagli scopi prefissi. L’attaccamento che imprigiona è la fede esclusiva nel corpo e nella materia, l’illusione dell’identificazione con il corpo: «Tutto ciò che esiste è Brahman; come si può cercare una cosa e rifiutarne un’altra?». L’identificazione convenzionale è un’illusione: quell’ego non esiste veramente, né in me né in altri; questo è il distacco di chi ha realizzato il Brahman. Quando la mente non si aggrappa alle azioni, ai pensieri, alle cose, al vagabondare irrequieto e alla misurazione del tempo, ma riposa nella pura consapevolezza, trova la felicità del Sé. Distaccandosi anche dal concetto di esistenza separata e oggettiva, l’anima trova la serenità e rimane nel Sé come una gemma risplendente. Dopo aver raggiunto questo livello di coscienza si rimane stabilmente equilibrati nella soddisfazione e felicità interiori.
La vera natura del Sé
Il Sé non è grossolano né sottile, né manifestato né nascosto, né spirituale né materiale, né essere né non-essere. Quell’esistenza indistruttibile e trascendentale che è diventata la base e il territorio della mente e dei sensi non è «io» o «non-io», né uno né molteplice. Quando si vede chiaramente la forma di una pietra e quella di una stoffa, si capisce che in realtà non c’è differenza. L’immaginazione, la proiezione, non ha un’esistenza reale. L’essenza serena e imperitura, che esiste all’inizio e alla fine di ogni cosa: questo tu sei. La percezione di dualità e non dualità, di vecchiaia e di morte, che viene proiettata sul Sé, può essere paragonata alle onde che si susseguono nell’oceano. La molteplicità esiste solo come proiezione ma non esiste interiormente, proprio come in un lago c’è solo acqua e non le cose che vi appaiono riflesse alla superficie.
Domande da interrogazione
- Qual è la natura della realtà secondo il testo?
- Come si può raggiungere la realizzazione del Sé?
- Qual è il ruolo dell'equilibrio mentale nella ricerca del Sé?
- Qual è la vera natura del Sé secondo il testo?
La realtà è descritta come illusoria, simile a un miraggio, e ciò che è veramente significativo è ciò che non è tangibile e va oltre la percezione sensoriale. Si invita a riconoscere il Sé come indistruttibile e trascendentale.
Per realizzare il Sé, è essenziale rinunciare agli oggetti dei sensi e immergersi nella pura consapevolezza, liberandosi dalle impressioni e dalle modificazioni che nascondono il Sé supremo.
L'equilibrio mentale, libero da attaccamenti e pregiudizi, è fondamentale per trovare la felicità del Sé. Solo distaccandosi dall'identificazione con il corpo e dalla materia si può raggiungere una serenità duratura.
Il Sé è descritto come indistruttibile e trascendentale, al di là delle dualità e delle proiezioni materiali. È l'essenza imperitura che esiste al di là delle apparenze, simile all'acqua di un lago che riflette solo immagini superficiali.