Estratto del documento

Pedagogia, società e culture

La cultura come rete sociale

Non esiste l'educazione se non dentro una cultura, creata e prodotta dall'uomo all'interno di una società. La cultura permette di superare ed elaborare la pura realtà organica "naturale". Attraverso la cultura l'uomo si sviluppa come essere umano. Ogni cultura presenta una struttura simbolica attraverso cui i membri trovano i loro punti di riferimento. Il termine "cultura" racchiude in sé due aspetti fondamentali. Il primo significato indica il perfezionamento dell'uomo, la realizzazione della "humanitas". Il secondo include una dimensione descrittiva, indicando la totalità dei fatti materiali che caratterizzano un gruppo. Secondo questa accezione "cultura" è l'insieme dei modi con cui le persone danno senso al mondo in cui vivono.

Una notevole svolta si è avuta con l'approccio dell'antropologia interpretativa, che tende a vedere la cultura come l'insieme dei significati condivisi dai membri di un gruppo. Nell'antropologia contemporanea è emerso sempre più chiaramente un approccio interpretativo ai fatti umani. Solitamente si tende a considerare la cultura nel suo aspetto oggettivo. Importante è anche l'aspetto soggettivo, cioè il senso che la persona attribuisce ai fatti. Considerare ambedue i versanti porta a mettere in relazione una prospettiva sulla cultura e una prospettiva nella cultura. I fatti educativi e l'agire umano sono letti sotto il profilo del significato attribuito alla realtà. La realtà scientifica contemporanea nel campo della biologia e delle neuroscienze ha inoltre assai mutato la nostra idea di cultura. Abbiamo considerato a lungo il cervello come "biologicamente vuoto", la nostra mente presenta disordinate possibilità che la cultura deve selezionare.

La cultura è una totalità complessa, soggettiva ed evolutiva, permeabile alle influenze esterne e tendente a mutare nel tempo. La cultura non è innato o trasmesso solo biologicamente, ma è frutto dell'interazione tra la componente organica e quella dell'esperienza. I modelli che orientano i modi di vivere sono un'eredità sociale che si comunica in modo implicito o esplicito.

Il rapporto società - cultura

In quanto "fenomeno sociale" per definizione, la cultura si apprende e si tramanda. La società produce continuamente cultura e la cultura non può essere considerata variabile dipendente della società. Non ha senso chiedersi se nasca prima società o cultura e quest'ultima scaturisce dalle relazioni umane. La cultura è sociale nel senso che è frutto di continue interazioni e rielaborazioni tra persone e individui. L'uomo ha sviluppato un sistema sociale con gli altri, al cui interno la realtà è rappresentata simbolicamente. L'educazione conserva l'eredità culturale e permette la trasmissione a ogni bambino.

Lo sviluppo della mente tra geni e esperienza

La cultura modella nel tempo la mente. Dalla nascita il bambino sviluppa e cresce in una continua interazione con la madre che lo nutre e lo cura, con le persone che parlano con lui. La natura umana, non si presta a facili asserzioni o conclusioni. Alcuni studiosi mettono in rilievo come la cultura sia incarnata e impressa nel "cervello", altri sottolineano ciò che è comune nella natura umana. La psicologia cognitiva, a partire da Lev Vygotskij, ha studiato le mediazioni storico-culturali dell'azione umana mostrando come lo sviluppo individuale sia indissociabile dagli strumenti della cultura, come il linguaggio. Jean Piaget evidenzia gli stadi "necessari" che il pensiero infantile attraversa dalla nascita alla maturità. Jerome Bruner cerca un equilibrio tra due estremi: da un lato estremizzare l'importanza dei fattori biologici e, dall'altro, la sopravvalutazione del ruolo dell'ambiente culturale.

La cosiddetta psicologia culturale assume alcune basi condivise: cultura e pensiero sono indistinguibili e inseparabili; le strutture mentali possono essere comprese solo in un contesto culturale. Jean Paul Changeux ha focalizzato l'attenzione sui fattori epigenetici, che comportano, in virtù della plasticità neuronale, l'influenza delle esperienze sul potenziale genetico e permettono il libero adattamento culturale all'ambiente. Garantire la dinamicità e plasticità del cervello è un compito educativo che permette la crescita.

Le neuroscienze introducono nuove prospettive su quella che sembra la distinzione tra il "naturale" e il "culturale". In campo educativo e sociale, è stata a lungo adottata una visione che imputa le caratteristiche fisiche e psicologiche alle sequenze genetiche. L'approccio culturalista invece ha enfatizzato e sottolineato il ruolo della cultura, cioè il comportamento dei genitori che si prendono cura dei figli. Questa prospettiva presenta il rischio di colpevolizzare i genitori, attribuendo loro la responsabilità per il comportamento dei figli. Jerom Kagan ha approfondito i rapporti tra predisposizioni biologiche e le esperienze di vita. Personalità come un arazzo grigio, i fili bianchi e neri sono le caratteristiche genetiche e culturali. Un ruolo importante hanno lo sviluppo della corteccia prefrontale e il funzionamento dell'amigdala, questi sono "innati" e si presentano indipendentemente nelle scelte educative. Il comportamento dei genitori può variare in base alle risposte al comportamento del bambino. È indispensabile "combinare la biologia con l'esperienza per poter spiegare gli stati d'animo tipici di una persona". Il rapporto tra ciò che ereditiamo e ciò che diveniamo è una relazione dinamica di influenze reciproche. C'è una co-costruzione: lo sviluppo avviene nel rapporto tra caratteristiche individuali e influenza del mondo esterno. Lo scopo di uno sviluppo aperto è prevenire un alto grado di integrazione del Sé.

Educare nella società delle culture

Le società del passato venivano considerate monoculturali a causa di una struttura sociale, politica e religiosa semplificata. Le società sono multiculturali nel senso che al loro interno convivono modi diversi di dare valore alla vita. Si potrebbe dire che le società ospitano varie comunità culturali. La specie umana si presenta ancora come fortemente unitaria, malgrado la diaspora di varie popolazioni. Le diversità culturali costituiscono un potenziale creativo se i saperi e le esperienze sono messi in rete.

Definizione cultura 2.0: La globalizzazione ha esteso il concetto di "cultura 2.0". Lo sviluppo e la diffusione della cultura diventano fenomeni translocali e le culture non sono mai delimitate territorialmente. Le società europee sono caratterizzate da modelli socio-culturali specifici, frutto della loro storia e dello sviluppo tecnico-scientifico. Con la globalizzazione questi modelli tendono a estendersi anche nei Paesi con culture più tradizionali. Edgar Morin ha descritto il fenomeno di "mondializzazione" delle idee. Questo processo implica l'occidentalizzazione del mondo e la distruzione di alcune culture. La globalizzazione rappresenta un fatto reale che comporta una maggiore interdipendenza tra le persone, le culture e le imprese, creando una situazione a due facce: da una parte disorientamento e disgregazione che favoriscono i neo razzismi; dall'altra il commercio mondiale e un'accresciuta rete di comunicazioni facilitano il cosmopolitismo. L'idea del pluralismo culturale è nata con la scoperta del Nuovo Mondo. L'incontro con la diversità permette all'uomo di comprendersi: si scopre chi si è mediante il confronto con un altro, trovando un confine culturale. Oggi si fa strada la consapevolezza che ogni singolo è in se stesso multiculturale. Le differenze si manifestano tra le società e le attraversano al loro interno.

Il termine e il concetto di cultura tendono a richiamare il conflitto e la separazione. La questione culturale evoca guerre etniche e divergenze. Questa è una visione distorta e ideologizzata della cultura, percepita come "oggettiva", come un insieme di dati immutabili, indipendentemente dalla persona che interpreta. La concezione della cultura come schema dei comportamenti verificabili ne elimina la profondità nascosta e la riduce ad oggetto da contrapporre ad altri oggetti diversi. Quando l'incontro diventa una corazza e un'entità da contrapporre alle altre, l'incontro rischia di diventare scontro. Da un lato l'universalismo etnocentrico propone un modo univoco per guardare alle culture che fa di una sola realtà la misura per le altre. Riportare le differenze all'unità della natura umana, alle comuni radici culturali. Il relativismo mette tutte le culture sullo stesso piano e non permette che entrino in relazione. Scoperta della pari dignità delle culture. Ambedue le scelte sono inadeguate a risolvere i problemi posti dalla differenza culturale. L'universalismo propugna la perfetta commensurabilità delle culture e non affronta i problemi della pari dignità alle culture. L'apporto relativista afferma la differenza totale e non mette in dialogo i significati.

Francois Jullien distingue tra universale, uniforme e comune. L'universale è ciò che è prescritto e che abbiamo ereditato e che ha prodotto il "dover essere" dei diritti umani. L'uniforme ha come alternativa il differente. Il comune può diventare l'elemento che può unire senza rinunciare alle differenze.

L'educazione alla prova delle differenze

Un progetto educativo non rinuncia a cercare l'universale che unisce i particolarismi. Educazione è "luogo della dialettica" tra la cultura intesa come caratteristiche personali ed esperienza del mondo e cultura umanistica come orizzonte dell'universale cui tendere. Jean Houssaye ha mostrato come alla base della pedagogia tradizionale vi siano le idee di ragione, dovere, tradizione, modelli: il maestro si pone come guida dell'allievo in una relazione intellettuale che mira a condurlo ad appropriarsi di modelli culturali dati. Zygmunt Bauman dice che la cultura diviene liquida e obsoleta e anche la scuola entra in crisi. Ripensare l'educazione è possibile solo a partire da un approccio culturale che permette di stare dentro le differenze, accettarle e convivere con esse.

La dimensione della relatività caratterizza lo scambio culturale, anziché l'immutabilità. "Relativo" significa non assoluto, ma variabile secondo certi parametri. Collocare le teorie pedagogiche e le prassi educative in una dimensione di relatività significa credere o appoggiare il relativismo assoluto. Il relativismo porta a concepire tutte le culture e i valori come ugualmente validi. Concepire l'educazione in dimensione antropologica mostra come si possa partire dallo studio delle persone nella pluralità dei loro modi di dar senso al mondo per approdare a un compito di umanizzazione.

Parlare della dimensione sociale e culturale della pedagogia significa affermare che la relazione educativa è sempre dentro un contesto culturale e va descritta in modo denso e dinamico. Le scienze fisico-naturali possono adottare spiegazioni di carattere fisico per descrivere i fenomeni. Il pensiero e il sentire della persona umana non possono essere definiti attraverso leggi generali. Per quanto riguarda la dimensione temporale, va ricordato che, dal punto di vista pedagogico, educare è sempre un fatto storico e in evoluzione, concretizzato in un determinato complesso di costumi e valori. Ciò vale in particolare per quanto riguarda i processi di apprendimento. È l'esperienza umana ad essere trasmessa. Ogni famiglia e comunità trasmettono significati e modi plurali di vedere la realtà attraverso l'educazione.

La realtà è polisemica, ovvero presenta diversi significati e può essere vista in diversi modi. La persona va perciò compresa entro il suo contesto di riferimento, che permette di capire meglio come pensa o agisce. L'azione può essere spiegata solo all'interno di un sistema globale di credenze, decisioni e motivazioni. La dimensione culturale contribuisce all'apertura verso un sapere ampio e capace di fare i conti con la realtà. Le diverse generazioni tramandano i significati in modo implicito. Da sempre i genitori educano in base alle tradizioni precedenti. L'importanza data alle "pedagogia popolare" non implica la rinuncia o la dissoluzione della competenza. L'educazione tende a rendere coscienti della cultura, permettendo di spiegarla e trasmetterla nel tempo. L'educazione si propone come un processo di accompagnamento della personalità in crescita.

Le scienze dell'educazione al plurale

Anche l’identità della pedagogia come studio di fenomeni educativi, può assumere una nuova identità se si considera la sua vocazione essenzialmente sociale intrecciata indissolubilmente con quella culturale. La debolezza dello statuto epistemologico della pedagogia si mostra oggi sempre più evidente, la pedagogia mostra in effetti minore affidabilità pratica e può essere ridotta facilmente a tecnica didattica o a sapere pre-scientifico. Il dibattito epistemologico si è riacceso nel nostro Paese, al momento in cui è avvenuto il travagliato passaggio nel campo della pedagogia come sapere unitario alle scienze dell’educazione.

  • Da un lato occorreva rispondere alle esigenze di scientificità della pedagogia.
  • Dall’altro la complessità del reale richiedeva una molteplicità di approccio nel sapere.

È evidente l'esito di frammentazione e la fatica della comunicazione tra i diversi saperi, che difficilmente giungono ad una polifonia. Tuttavia, l'esigenza di confermare la struttura plurale delle scienze dell'educazione è confermata dalla complessità del processo dell'acquisizione della conoscenza e della trasmissione del sapere. Questa discussione ha però avuto il merito di aprire una seria riflessione sulla natura della pedagogia, soprattutto riguardo al rapporto teoria-prassi; ha condotto quindi a confermare la sua vocazione come scienza pratica, che deve conciliare l'istanza nomotetica (ricerca di modelli espressi da leggi generali e trasferibili) con la dimensione idiografica (affronta la singolarità dell'esperienza individuale).

Rimane forte l'esigenza di creare un equilibrio tra rigore, esattezza formale, verificabilità dei risultati e la dimensione originale e irripetibile della persona che conferisce alla pedagogia un ruolo prescrittivo di vera e propria umanizzazione. La pedagogia nel tempo si è gradualmente allontanata dalla dipendenza verso il pensiero filosofico, adottando un nuovo metodo di tipo induttivo, proprio delle scienze naturali. Respingendo ogni tentazione idealistica, l'evento educativo viene posto al centro dell'attenzione; da qui l'esigenza di studiare i fatti educativi nella loro realtà attraverso un metodo di tipo induttivo ed investigando la realtà concreta.

La pedagogia sociale nel continente della cultura

Caratterizzare la pedagogia come sociale comporta considerare un duplice movimento: della società sull'educazione e dell'educazione verso la società. I riferimenti obbligati sono ai diversi modelli della sociologia, che ha investigato i complessi rimandi tra educazione e società. Risulta necessario rivendicare il ruolo attivo di produzione dell'educazione sottraendola a una subordinazione che la vede condizionata e deresponsabilizzata.

  • La pedagogia, per la sua intrinseca natura relazionale, non può che essere sociale per definizione.

Il gran numero di lavori prodotti sulla pedagogia interculturale hanno portato l'elemento antropologico al centro dell'attenzione, anche se più spesso ci si è limitati a ragionare su una pedagogia delle differenze. Il soggetto dell'educazione diviene così la persona che vive dentro una cultura e una società. Nonostante le dimensioni qualificate come sociale e culturale siano distinte, nel nostro caso i due termini si trovano ad essere complementari e inseparabili. Far parte di un gruppo porta direttamente ad acquisirne i modelli culturali, che a loro volta contribuiscono a creare, rinsaldare e trasmettere le caratteristiche di una società. Parleremo quindi di pedagogia socio-culturale per mettere in rilievo la natura partecipativa e collettiva della cultura che si esprime solo nell'incontro con gli altri, dunque in una società di persone.

L'apporto socio-culturale permette di:

  • Pensare le relazioni e i processi educativi nel contesto della cultura come ambito di vita.
  • Rendere densa l'educazione, leggendo in profondità i bisogni e le caratteristiche delle persone in formazione e restituendo complessità alla persona, nelle sue caratteristiche biologiche, psicologiche, sociali, antropologiche, senza cedere alla tentazione di ridurla secondo un solo punto di vista.
  • Far adottare un atteggiamento decentrato, interculturale, capace di cogliere altri modi di pensare, vivere e ragionare e abituando a convivere con la pluralità e le differenze.
  • Suggerire metodi euristicamente validi e allo stesso tempo arricchire i metodi qualitativi propri della ricerca pedagogica grazie alla componente culturale che permette di usare il narrativo e il racconto per poter comprendere pienamente i processi educativi.

L'educazione non può più coincidere esclusivamente con il libero sviluppo naturale del bambino o della persona, a causa della complessità della rete dei vincoli culturali in cui esso è immerso, fin dalla nascita. Ciò che le scienze umane e naturali ci mostrano è l'intreccio indissolubile tra codici bio-genetici e influenze ambientali.

Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 25
Pedagogia socioculturale Pag. 1 Pedagogia socioculturale Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia socioculturale Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia socioculturale Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia socioculturale Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia socioculturale Pag. 21
1 su 25
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Nobody_scuola_1990 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia socioculturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Di Bari Cosimo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community