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Concetti Chiave

  • La poesia "Lampo" di Giovanni Pascoli, contenuta nella raccolta "Myricae", esplora il tema della precarietà dell'universo attraverso immagini visive evocative.
  • Strutturalmente, si compone di 7 versi endecasillabi con rime ABCBCCA, caratterizzando uno stile che riflette il legame tra natura e vita domestica.
  • Pascoli utilizza figure retoriche come l'analogia e il climax per accentuare il contrasto tra gli elementi naturali e il tumulto emotivo descritto nella poesia.
  • Il campo semantico della lirica è legato al mistero e al tragico, evidenziato dai colori opposti del bianco e del nero nel contesto della natura.
  • La biografia di Pascoli, segnata da lutti e traumi, influisce profondamente sulla sua poesia, esprimendo sentimenti di dolore, incertezza e la ricerca di bellezza e pace.

In questo appunto di Letteratura Italiana si tratta della poesia Lampo di Giovanni Pascoli contenuta nella raccolta di poesie Myricae. Contiene il testo, la parafrasi, analisi del significato e delle figure metriche e retoriche.
Analisi della poesia "Lampo" di Pascoli e il suo contesto letterario articolo

Testo: Lampo

E cielo e terra si mostrò qual era:
la terra ansante, livida, in sussulto;
il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tacito tumulto
una casa apparì sparì d’un tratto;
come un occhio, che largo, esterrefatto,
s’aprì si chiuse, nella notte nera.

Parafrasi: Lampo

Il cielo e la terra si mostrano:
la terra ansimante, plumbea e distrutta;
il cielo pieno di nuvole, buio e n subbuglio:
bianchissima nel caos ancora silenzioso
una casa viene compare e scompare improvvisamente;
come un occhio che spaventato
si apre e si chiude durante una notte buia.

Commento: Lampo

La lirica si compone di 7 versi endecasillabi con rime ABCBCCA e fa parte della raccolta Myricae il cui titolo rimanda alla definizione di "arbusto che non si eleva da terra". Infatti questa raccolta vuole aderire alla natura, al passato e ai significati di casa e nido, ben famosi nelle liriche di Pascoli e di cui queste poesie si fanno le portavoci indiscusse. La poesia in questione viene spesso letta e studiata in relazione alla precedente Temporale e alla successiva Tuono. Il Temporale infatti precede la situazione tormentata e disastrosa che vedremo in Lampo e che vedrà la definitiva risoluzione in Tuono. Rispetto a Tuono, Lampo ha aspetti e figure retoriche che invogliano a portare l'attenzione maggiormente sui sensi visivi (occhio che, largo, esterrefatto, s'aprì si chiuse, nella notte nera). Mentre la poesia Tuono ha il focus sui sensi uditivi, perché il tuono è il rumore che succede al lampo, infatti.
Tutto si concentra intorno all’immagine del lampo che, nel suo aspetto realistico, assume il significato simbolico della precarietà dell’universo e del senso del mistero che da esso scaturisce. Il tema della precarietà della vita è assai frequente nei componimenti poetici di Pascoli ed è la conseguenza del clima culturale della fine del XIX secolo quando, a seguito della scomparsa delle certezze filosofiche del Positivismo, l’uomo si trova solo davanti al progresso e senza punti di riferimenti certi: tutto può mutare e tutto ha la data di scadenza. Gli aggettivi: livida, ingombro, tragico, disfatto, bianca bianca, nera, esterrefatto sono tutti paragonabili ai tipici aggettivi che si userebbero per descrivere una persona. In questa ballata invece Pascoli li associa alla terra, alla casa, al cielo, elementi insomma naturali: siamo quindi di fronte alla famosa alla tipica e prima figura retorica pascoliana: l'analogia.
Prendendo sempre in esame questi aggettivi, si vede che formano un crescendo e un decrescendo tipico di un'altra figura retorica: il climax. Presente in questa poesia per dare maggiore spazio all'effetto tipico del temporale.
Il campo semantico è collegato a tutto ciò che è misterioso e anche tragico per la presenza di termini quali ansante, livida, in sussulto, tumulto, la casa che appare e scompare, l’occhio largo esterrefatto, la notte nera. I colori presenti sono il bianco e il nero, gli opposti, che garantiscono ancora maggiori contrasti. Per tradizione occidentale il nero è collegato al tragico e al funebre, il bianco fa pensare alla luce e alla purezza.
La lirica termina con una similitudine: la casa che appare e scompare sotto la luce improvvisa del fulmina è paragonata ad un occhio. Fra i due termini esiste una certa allitterazione. Nel 2° e 3° verso possiamo notare una forma di parallelismo molto significativa consistente nella descrizione della terra e del cielo. La lirica inizia con la congiunzione “e” e ciò dimostra che il componimento è la conclusione di una riflessione precedente. Fra le rime, da segnalare quella del 1° e del 7° verso. Si tratta di una rima semantica come se l’aggettivo “nera” costituisce una risposta al contenuto del primo verso: la terra si mostra quale essa è cioè nera come la notte. Di nero c'è ancora l'ala di gabbiano, ma qui non è importante il colore bensì l'animale che se ne va e che rappresenta, forse, l'addio di Pascoli al nido o l'addio di suo padre alla vita.
Analisi della poesia "Lampo" di Pascoli e il suo contesto letterario articolo

Giovanni Pascoli: biografia

Giovanni Pascoli lascia nella tradizione letteraria italiano un insieme di raccolte poetiche oggi indimenticabili. Nasce nel 1855 a San Mauro di Romagna, inizierà una formazione classica ma la morte del padre, nel 1867, segnerà un grande dolore e una rottura dell'armonia familiare. Una morte ingiusta, nel senso che non venne mai chiarito il colpevole e non venne fatta giustizia. Da giovane parteciperà a diverse manifestazioni politiche socialiste, ma presto finirà in carcere, altra esperienza traumatica per Pascoli. Da adulto diventa insegnante e va a vivere con le due sorelle, tornando in qualche modo al nido da cui fu costretto a separarsi in fase adolescenziale. Soggiornerà a Lucca tornando anche alla dimensione campestre che lo ispirerà molto (la maggior parte delle sue poesie sono ambientate nella natura). Per tutte queste vicende di vita, Pascoli si inserisce nel decadentismo tipico della sua epoca, diventando presto un grande esponente. Il Decadentismo puntava alla nostalgia di un passato precedente al Progresso, dove vi erano più certezze e più fiducia nel mondo e nell'uomo. La poesia di Pascoli è misteriosa, aperta verso il nulla, verso l'incertezza del presente, verso la paura dell'abbandono, dell'abisso e della morte. Come Montale, il pensiero di pascoli è negativo e pessimista: non crede che l'uomo possa vivere privo di dolore e incertezze, privo di sofferenze e difficoltà. Nonostante tutto Pascoli crede fortemente nella religione e nell'aiuto verso il prossimo: ogni perdita della sua vita l'ha fortificato nel pensare che tramite il perdono si può trovare se non la luce, la pace. Grazie a ciò il poeta viene anche associato all'estetismo: la creazione del bello, dell'arte, della scrittura ecc. ha un'utilità sociale e morale e, diffondendo la non violenza e l'amore, Pascoli si sente parte di un cambiamento umanitario che sa essere utopistico ma grazie al quale lui stesso riesce a elevarsi dal dolore.
Giovanni viene ricordato comunque per la sua poetica del "fanciullino". Collegandosi a ciò appena scritto, Pascoli è convinto che guardando il mondo con occhi meno arrabbiati disincantati, e invece maggiormente curiosi e incantati, come quelli di un bambino appunto, non solo la vita può sorriderti, ma tu sarai aperto alla bellezza che ancora c'è nell'esistenza umana. Per questo utilizza un linguaggio nuovo e pieno di simbolismo: il simbolo aiuta il lettore a immedesimarsi e a sentire e provare maggiormente.
Per ulteriori approfondimenti su Giovanni Pascoli vedi anche qua.
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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale della poesia "Lampo" di Giovanni Pascoli?
  2. Il tema centrale di "Lampo" è la precarietà dell'universo e il mistero che ne deriva, riflettendo il clima culturale della fine del XIX secolo, in cui l'uomo si trova senza certezze di fronte al progresso.

  3. Quali figure retoriche sono predominanti nella poesia "Lampo"?
  4. Nella poesia "Lampo" si notano figure retoriche come l'analogia e il climax, che contribuiscono a creare un effetto visivo e drammatico, enfatizzando la descrizione della natura e il tumulto del temporale.

  5. Come si collega "Lampo" alle altre poesie della raccolta "Myricae"?
  6. "Lampo" si collega a "Temporale" e "Tuono", poiché rappresenta una fase intermedia tra la situazione tormentata di "Temporale" e la risoluzione finale di "Tuono", evidenziando il passaggio da un caos visivo a un suono.

  7. Qual è il significato simbolico del lampo nella poesia?
  8. Il lampo simboleggia la precarietà della vita e l'incertezza dell'esistenza, riflettendo il pensiero di Pascoli che, influenzato dal Decadentismo, esprime una visione pessimista e misteriosa della realtà.

  9. In che modo la biografia di Pascoli influisce sulla sua poesia?
  10. La biografia di Pascoli, segnata da traumi e perdite, influisce profondamente sulla sua poesia, portandolo a esplorare temi di dolore, incertezza e ricerca di bellezza, come evidenziato nella sua poetica del "fanciullino".

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