Estratto del documento

Strategia e valore d’impresa – Parte ACAP 1 – L’agire imprenditoriale ed il governo d’impresa

1) Il governo dell’agire

1.1) Una proposta di teoria dell’agire imprenditoriale

La teoria del governo dell’agire si basa su una rivisitazione della distinzione fra modello prassico e poietico dell’azione. Nella prassi succedeva che, l’effetto della propria azione di chi agisce, si rivolge su sé stesso; nella poiesi chi agisce trasferisce nella realtà fisica un qualcosa. Se io leggo un libro, nella visione classica faccio l’azione di leggere e questa rimane a me; se costruisco il vaso, dopo la realizzazione io sono io e il vaso è il vaso.

Nella prassi inoltre c’è un forte elemento politico: se uccido, io divento assassino, se rubo, io divento ladro, se supero una sfida, divento eroe. Noi assumeremo questa distinzione, ma con una differenza, qualsiasi azione umana ha entrambi gli aspetti: il primo lo rintracciamo nella generazione di senso prassico, il secondo nella realizzazione fisico-chimica della realtà azione poietica. Qualsiasi azione umana è in parte prassica e in parte poietica. La teoria del governo dell’agire è omnicomprensiva, cioè esprime la compresenza dell’una e dell’altra nell’agire umano.

Auto-nomia. Questa teoria si basa su due fondamentali dimensioni dell’agente. Non si parla però dell’autonomia intesa come auto-conferimento di una legge che muova le mie azioni ma della compresenza di Autos “desiderante” e Nomos “regolante”. Entrambe svolgono una funzione costitutiva dell’agente, intesa governo dell’emergere del desiderio, cioè la mancanza che avverte l’esistenza di fronte all’indeterminatezza del proprio futuro, a cui risponde uno stato di necessità che spinge l’agente a determinare simbolicamente l’avvenire.

Il desiderio, concetto filosofico ed esistenziale, è di per sé non satisfattibile, pur manifestandosi in bisogni specifici tende a generarne sempre di nuovi. Quindi, l’agente è l’emergere del suo desiderio che da un lato evidenzia determinazioni simboliche, sempre momentanee, di uno stato futuro che si ricerca attraverso un agire teleologico che desidera in proprio autos desiderante, mentre dall’altro si incanala in un alveo di determinazioni simboliche, relativamente più stabili, di uno stato di cogenza condizione inevitabile che si adempiono o si viola attraverso un agire deontologico nomos regolante.

Possiamo affermare che l’Autos è quell’elemento riferito al sé soggettivo, elemento propensivo, che dà un orientamento, una libertà di scelta, che mi dà una serie di fini, di obiettivi e che si esaurisce col compimento; mentre il Nomos, evidenzia un ordinamento, un insieme di leggi per il suo realizzarsi e permane oltre l’azione. Ancora prima di legge però dobbiamo parlare di ordine; ci deve essere una severità che conferisce ordine morale leggi morali, giuridico, organizzativo e tecnologico all’agente con sé, con i suoi simili, con il contesto di riferimento.

Attraverso questo, nell’emergere del desiderio, si introduce sia un principio poietico di realtà che individua la fattibilità dell’oggetto dell’agire; evidenzia la prospettiva di un possibile compimento, tanto più è stringente il principio di realtà, tanto più è sicura la sua fattibilità poietica e tanto meno è sicuro che il desiderio venga frustrato, sia un principio prassico di responsabilità che non è la sola ripercussione dell’agire sull’agente, ma anche la consapevolezza del prendersi cura di sé, dei propri simili e del mondo che lo incanalano, lo determinano lo nominano e lo riducono.

Da questi due principi ne emerge un terzo, il principio del riconoscimento evidenzia come la mancanza che origina il desiderio sia sacrificio del vissuto presente per giungere ad un nuovo e diverso vissuto futuro nel quale si spera di essere riconosciuti, apprezzati. Tanto più cogente obbligo inderogabile è tale principio, quanto più importante è l’intensità della determinazione assunta nell’emersione del desiderio e la sua traduzione in forza per la direzionalità indicata dall’autos in specifici progetti e transitori obiettivi.

Il principio di riconoscenza implica verità perché sulla falsità il riconoscimento perde contatto con il principio della realtà e giustizia superare la mera individualità è necessario una dimostrazione di consenso del sé e dell’altro, che può manifestarsi con un segno corrispettivo o di gratitudine per qualità e meriti manifestati dall’agente. In definita l’Autos evidenzia un orientamento teleologico finalismo, raggiungere un obiettivo e un ordinamento deontologico, dove la relazione autos – nomos può essere letta partendo da entrambi i lati.

L’Autos evidenzia un principio teleologico, cioè l’orientamento dell’agire è strumentale alla sua efficacia e al successo esistenziale dell’agente strettamente collegato al desiderio, che è un elemento orientativo; il Nomos invece è una logica deontologica, ovvero un’applicazione rigorosa di una norma o di una legge morale, giuridica… esistente nella realtà che porta ad uno scopo specifico empiricamente connesso.

1.1.2) Le dimensione dell’agire

Le dimensioni dell’agire sono: il piano simbolico e fenomenico; gli aspetti mentali e comportamentali; gli stati potenziali e attuali; i giudizi prassici, pragmatici e poietici.

  • Il piano simbolico e fenomenico determinano il mondo delle forme sensibili sotto il profilo simbolico quella che vedo al proiettore è una scritta/forma, sotto il profilo fenomenico sono dei pixel di luce nera. Sul piano simbolico li percepiamo in modo diverso perché la capacità simbolica ci permette di identificarli in modo diverso. Infatti, in realtà, noi come essere umani agiamo molto sul piano simbolico, il piano di governo è simbolico.
  • Gli aspetti mentali e comportamentali: il mentale avviene dentro la mente, e attiene allo stato intellettivo, al pensiero, alla percezione, all’elaborazione; il comportamentale invece attiene all’operatività, alla sfera fisico-sensibile dell’agire.
  • Gli stati potenziali e attuali: a livello potenziale è un agire che non trova in sé propria realizzazione e deve ancora “essere”, ma esiste in potenza; mentre a livello attuale è tutto ciò che è dato, che si verifica, dotato di un compimento in sé e non in funzione di altro. Lo stratega deve trovare/cogliere ciò che è in potenza per farlo diventare attuale. Esempio la DIGA.
  • I giudizi prassici, pragmatici e poietici: essi rappresentano i giudizi dell’agire. La prassi è la mente, la capacità di generare senso, cioè “il senso” dell’agire, è una realizzazione non nel mondo fenomenico ma interiore, è l’aspetto riflessivo dell’agire; la pragma è ciò che genera il controllo, che noi possiamo identificare nelle mani, è l’elemento che coordina e correla prassi e poiesi cioè la logica dei fini e dei valori con le regole tecniche di efficienza ed efficacia; la poiesi è il fare, la produzione di energie, in questa fase l’agire diventa esecuzione e l’effetto si trasferisce all’esterno dell’agente il vasaio trasferisce il suo lavoro sul vaso che acquisisce un’esistenza autonoma rispetto all’agente, il vaso. È un collante tra prassi e poiesi tra la logica dei fini e valori e regole tecniche di efficienza ed efficacia.

Inoltre, per quanto riguarda le dimensioni dell’agire, se considero ad esempio la tecnologia essa tenderà ad accumularsi, a progredire senza tornare indietro e quindi la poiesi va avanti; la prassi si può anche cumulare, ma più di tanto no perché la capacità di generare senso si rinnova di generazione in generazione, di persona in persona. È necessario quindi un approccio pragmatico che trasformi il senso in capacità realizzativa e quindi è un aspetto coordinativo.

Dalle dimensioni dell’agire scaturiscono cinque modelli centrati: sulle categorie dell’agire modello SVoPA; sui momenti dell’agire modello IPIR; sulle modalità eminenti di governo modello AMCI; sui punti di sintesi dell’agire modello V&S; sugli aspetti del governo modello PESO.

Il primo modello SVoPA è un modello metodologico di agire in quanto distingue l’azione dal governo. I successivi tre modelli IPIR, AMCI, V&S si concentrano su aspetti in qualche modo processuali e quindi formano l’agire di governo propriamente detto. L’ultimo PESO si concentra sui contenuti sapienziali del governo e quindi forma il cosiddetto governo dell’agire in senso stretto.

1.2) L’agire distinto in governo e azione

Si basa sul modello SVoPA.

Modello SVoPA si fonda sulla frase “Niuna impresa per pur piccola che sia, può trovare suo inizio e compimento senza sapere, senza potere e senza con amore volere”. Il modello si basa su una matrice in cui in orizzontale vi è la distinzione tra gli stati in potenza ed in atto, in verticale quella tra mentale e comportamentale ed in obliquo tra orientamento ed ordinamento.

L’agire può essere studiato e suddiviso in 4 componenti: volere, potere, sapere e azione; in cui le prime tre costituiscono il governo. Queste componenti vengono identificate dall’interazione fra aspetto mentale basata sulla generazione di senso e sulla capacità di elaborazione astratta e comportamentale in concreto, in potenza possibilità non ancora realizzata o in atto qualcosa che c’è o non c’è.

Il sapere è mentale e in atto, dato che rappresenta l’utilizzo di risorse cognitive e sapienziali; il volere è mentale e in potenza, rappresenta uno sforzo immaginativo e progettuale; il potere è in potenza ma comportamentale; l’azione è in atto e comportamentale. La dicotomia di governo, governo-azione riconduce al primo termine la determinante volitiva, quella cognitiva e normativa dell’agire, ovvero volere, sapere e potere.

La volontà determina l’azione sotto il profilo dell’in-tensione, cioè di orientamento desiderato verso certi effetti eventi. Il sapere la determina sotto l’aspetto cognitivo, predisponendo il quadro concettuale entro il quale ricondurre ed ordinare le componenti dell’azione e del contesto ambientale, modellizzandole e rinvenendone le reciproche relazioni. Il potere determina l’azione sotto il profilo coattivo, come capacità di esprimere un comportamento adattivo o proattivo, che direttamente forgia le mutevoli forme del reale.

1.2.1) L’agire di governo

Si basa sui modelli IPIR sopra il modello SVoPA e AMCI sotto il modello SVoPA.

Modello IPIR pone in evidenza i momenti attraverso i quali le diverse categorie dell’agire di governo esprimono la loro influenza sull’anello ricorsivo che lega il governo dell’azione. Tali momenti sono: interpretazione governo connesso al sapere, progettazione governo connesso al progetto, implementazione governo connesso al potere e realizzazione governo estrattivo dei vantaggi.

Ciascun momento deriva dall’interazione ricorsiva di tutte le categoria del modello SVoPA. Il solo sapere non permette di cogliere il senso senza un’interpretazione, la quale trasforma il dato fenomenico in un’informazione, la quale è il risultato di un’attività cognitiva di un soggetto intelligente. Il solo volere è una velleità se non viene organizzato, coordinato e progettato in modo coerente.

La progettazione è il processo di emersione del desiderio che attraverso l’immaginazione tenta di governare il passaggio tra la determinazione del presente e l’indeterminazione fenomenica del futuro, attraverso la determinazione simbolica del futuro stesso. L’implementazione immette dati, codici nell’ambiente, purché coerenti, sennò non si realizza nessuna strategia; è una forma di potere poiché fa fare o fa agire qualcun altro per il proprio interesse, e permette la risoluzione del problema organizzativo con la delega imprenditoriale.

La realizzazione è un governo estrattivo di vantaggi, cioè non compio solo l’azione ma ne colgo anche i frutti. Quindi, in fondo, l’interpret-azione, la progett-azione e l’implement-azione sono momenti che, nell’agire, tentano di governare la realizz-azione in sé e per sé considerata che, come il mondo fenomenico degli accadimenti a cui appartiene, risulta solo in parte governabile, sfuggendo ad ogni sorta di onnipotente determinazione simbolica che l’agente intenda introdurvi.

In tal senso, l’esito si produce in parte da solo, ma spetta sempre all’attore cogliere il momento opportuno, il tempo, l’occasione propizia per estrarne convenientemente i vantaggi.

Modello AMCI ulteriore sviluppo dei 4 momenti Apprendimento, Motivazione, Comunicazione e Innovazione dando origine ad un “governo delle categorie del governo”. Tali momenti sono importanti nell’agire di governo. L’Apprendimento e la Comunicazione rappresentano l’interscambio esistenziale; la prima internalizza senso, la seconda lo esternalizza.

L’apprendimento è centrato sul sapere ed è l’esito positivo dell’interpretazione. La comunicazione è una forma complessa di potere in quanto implica una modifica cognitiva ed emotiva del contesto, può esser considerata in questo senso implementazione, in grado di dar ordine all’interazione fra i soggetti coinvolti nell’agire rendendoli autonomi nello svolgere certe operazioni.

La motivazione rappresenta l’energia della soggettività che alimenta l’agire nel suo passaggio tra determinazione e indeterminazione. Quel crogiolo di elementi cognitivi e affettivi che, alimentati da un dal desiderio insatisfattibile, generano una tensione con il contesto che è la fonte dell’orientamento e del progetto. La motivazione è l’energia che alimenta l’agire, ed è la fonte dell’orientamento del progetto.

L’innovazione è la capacità di realizzare un cambiamento nella realtà, ed è il tempo l’elemento chiave che solo nel tempo si può cogliere anche nell’azione di routine un’innovazione, ed è per questo legata alla componente attuativa, in quanto richiede esiti fenomenici, non solo pragmatici o cognitici.

Modello V&S una lettura che integra ai massimi livelli le diverse linee dell’agire è quella del giudizio. L’avere giudizio è in definitiva la qualità più sintetica con cui apprezzare un governo dell’agire. Il giudizio sapienziale a cui si fa riferimento trova adeguata illustrazione nel modello V&S che si articola in Valutazione e Sviluppo.

La valutazione è l’apprezzamento e\o stima non misura del valore, grazie a questo è possibile ordinare in senso gerarchico le priorità di scelta. Non basta l’incremento quali quantitativo di alcune variabili, ma devo vedere se il valore del sistema complessivo ha portato un vantaggio sviluppo o una crisi. Senza valore non c’è sviluppo.

1.3) Il governo dell’agire

Modello PESO è un modello frattale cioè separabile, ogni elemento può essere ulteriormente suddiviso. I precedenti erano modelli processuali in cui si susseguivano fasi una dopo l’altra, questo è contenutistico. Ordinamento dà ordine, orientamento apre al futuro. Ordinamento dà una forza coesiva alla realtà, orientamento dà una forza di cambiamento propensivo che quando necessario distrugge l’ordine creato.

Poi consideriamo la prassi più senso, la pragma più controllo e la poiesi più effetto fisico-chimico. Gli elementi che derivano dalla combinazione tra ordinamento/orientamento e prassi, pragma e poiesi sono: l’etica prassi-ordinatrice, che designa i valori che ordinano le preferenze dell’attore; la politica prassi-orientatrice, destinata a generare senso attraverso il consenso o dissenso sui fini dell’azione, orienta al futuro; l’organizzazione pragma-ordinatrice, articola e combina efficientemente i mezzi efficaci per la realizzazione dei fini; la strategia pragma-orientatrice, elabora i possibili corsi di azione, selezionando i più opportuni; la gestione poiesi-orientatrice, insieme di regole con cui si impostano, si stimolano, si realizzano e si controllano particolari azioni dell’agire; la tecnologia poiesi-ordinatrice, indica una successione di fasi, spesso sequenziali, d’operazioni che realizzano un risultato produttivo particolare.

Di questi sei aspetti solo i primi 4 sono considerati di governo dell’agire, mentre gestione e tecnologia appartengono ad azioni particolari. Politica ed Etica rappresentano il massimo della logica soggettiva, Gestione e Tecnologia il massimo della logica sistemica con forti connotazioni soggettive, Strategia e Organizzazione fungono da mediatori: la prima più orientata agli aspetti soggettivi, la seconda più ordinata da elementi anche sistemici.

Ma che cosa è PESO? È una bussola per interpretare, progettare e implementare la complessità del governo dell’azione. PESO è la ricerca di una relazione di coerenza per il governo dell’azione, rappresenta un’esigenza, non sempre soddisfatta, di far fronte a più aspetti in modo sincronico. PESO è uno schema di generazione di senso e di suo controllo, per assicurare che l’atto

Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 25
Parte A - Teoria degli Studi Strategici Pag. 1 Parte A - Teoria degli Studi Strategici Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Parte A - Teoria degli Studi Strategici Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Parte A - Teoria degli Studi Strategici Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Parte A - Teoria degli Studi Strategici Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Parte A - Teoria degli Studi Strategici Pag. 21
1 su 25
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ChrisB92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Strategia e valore d'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Ciappei Cristiano.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community