Concetti Chiave

  • Parmenide, filosofo dell'antica Elea, è un fondatore dell'ontologia, studiando l'essere prima delle sue manifestazioni fisiche.
  • La sua opera principale, "Sulla natura", esplora la verità e il dualismo tra conoscenza autentica e opinione umana.
  • Parmenide propone due vie di ricerca: la via dell'essere, che conduce alla Verità, e la via del non essere, che è inaccessibile.
  • Caratteristiche dell'essere parmenideo includono unicità, indivisibilità, eternità e perfezione, descritto come una sfera.
  • L'essere non è percepibile attraverso i sensi, rendendo gli uomini "sordi" e "ciechi" rispetto alla vera realtà.

Parmenide e l'ontologia

Parmenide vive a Elea tra il VI e il V secolo a.C. Egli rappresenta uno dei pilastri portanti della riflessione sull’essere, nonché l’iniziatore dell’ontologia (studio dell’essere), che studia tutto ciò che è ancor prima delle sue manifestazioni fisiche.

L'opera principale di Parmenide

La sua opera più importante è Sulla natura, scritta in esametri, in cui il filosofo riceve un insegnamento sulla verità di cui si farà portatore agli umani.

Le due vie della conoscenza

Al termine del suo viaggio, Parmenide scopre che esistono due modi di vedere la realtà: da un lato “la ben rotonda Verità”, dall’altro l’opinione degli esseri mortali. Di questi due modi, solo al primo è associata una conoscenza autentica, mentre l’altro è incentrato sulle deboli opinioni umane.

A questi due modi di vedere le cose corrispondono due vie di ricerca: la via dell’essere e la via del non essere. La prima darà accesso alla Verità ultima delle cose, mentre l’altra non è percorribile in quanto per Parmenide il non essere non esiste e non si può pensare.

Per definire l’essere parmenideo sono indispensabili tre parametri: esistenza, conoscenza e verità.

Oltre alle due strade che la dea introduce a Parmenide, una terza via potrebbe essere quella della dóxa (opinione), che non conduce da nessuna parte.

Caratteristiche dell'essere parmenideo

L’essere parmenideo ha delle caratteristiche fondamentali: è unico, indivisibile, sempre esistente, non soggetto a trasformazioni e perfetto, perciò paragonato a una sfera.

Questo elemento non viene concretamente definito da Parmenide, che spiega che non è percepibile con i sensi nel nostro mondo sensibile e tramite una conoscenza sensibile e quindi ingannevole. Tuttavia la strada intrapresa dagli umani è quella dei sensi, ed è per questo che il filosofo li definisce “sordi” e “ciechi”.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il contributo principale di Parmenide all'ontologia?
  2. Parmenide è considerato l'iniziatore dell'ontologia, studiando l'essere prima delle sue manifestazioni fisiche, come evidenziato nella sua opera "Sulla natura".

  3. Quali sono le due vie della conoscenza secondo Parmenide?
  4. Parmenide identifica due modi di vedere la realtà: "la ben rotonda Verità", che rappresenta la conoscenza autentica, e l'opinione degli esseri mortali, che è basata su opinioni deboli e ingannevoli.

  5. Quali sono le caratteristiche fondamentali dell'essere parmenideo?
  6. L'essere parmenideo è unico, indivisibile, sempre esistente, non soggetto a trasformazioni e perfetto, descritto metaforicamente come una sfera, ma non percepibile attraverso i sensi.

Domande e risposte

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