Concetti Chiave
- Vittorio Alfieri è descritto come "Fiero Allobrogo", un richiamo alla libertà degli antichi popoli della Savoia, enfatizzando il suo spirito ribelle contro i tiranni.
- Il poema esprime un forte legame emotivo tra l'autore e Paola Castiglioni, che offre un'edizione delle tragedie di Alfieri insieme a un sorriso che addolcisce la lettura.
- La bellezza è rappresentata come una forza capace di trasformare il dolore in una sensazione gradevole, come evidenziato dall'immagine di Venere che abbraccia Adone ucciso.
- L'alternanza tra il dolore e la bellezza nelle tragedie di Alfieri crea un contrasto tra la severità delle opere e l'immagine rasserenante della donna.
- La struttura del testo varia a seconda del soggetto: i versi su Alfieri risultano complessi, mentre quelli su Paola Castiglioni sono più fluidi e luminosi.
Il Fiero Allobrogo e la Grazia
Queste note piene di affanni, che il fiero Allobrogo (= Vittorio Alfieri) incise con il suo terribile pugnale odiatore dei tiranni di cui Melpomene (= musa della tragedia) armò lui, unico fra gli spiriti italiani; (Alfieri è chiamato il fiero Allobrogo in ricordo degli antichi popoli che si erano stanziati in Savoia e nel Delfinato. Era una popolazione molto fiera ed amante della libertà, sfumatura che i versi non avrebbero avuto se avesse chiamato l’Alfieri con l’appellativo di “piemontese”, come in realtà era)
Oh, come a questo animo pervengono soavi e belle tali note, ora che la Grazia (=Paola Castiglioni) in persona me le offrì con le sue stesse mani, inviandomi un sorriso dalle labbra e dagli occhi con i quali a tutto tale potere!
L'Immagine della Portatrice di Doni
Io, a causa dell’urto e dell’impeto di affetti tremendi, io, per l’intrecciarsi casuale e cupo delle vicende e a causa dei precipizi di sangue in cui sono travolte le figure gigantesche dei tiranni, su cui il coturro se ne va camminando (Il coturro era la calzatura usata nella tragedia antica, dalla suola molto alta per fare risaltare la persona), seguo la tua dolce immagine, o amabile portatrice di doni, diffondendo la fragranza dell’ambrosia lungo il cammino infelice della vita (l’ambrosia era il segnale che indicava la presenza di una divinità); eccitando in me un intenso desiderio di contemplare la bellezza misto a terrore:
sia quando alla mia fervida mente viene rappresenta la tua figura nell’atto in cui tu, con variata e fine conversazione, quasi dissimulando, riveli, divinamente, il tuo ingegno, e la cultura che adornò e nutrì il tuo eletto ingegno sia quando unisci alle parole un’arguzia spontanea e ti compiaci, con parole lievi e garbate, di punzecchiare e dilettare il tuo interlocutore, che si è guardato male dalle insidie chela natura predispose con le tue grazie.
Bellezza e Terrore nelle Tragedie
Caro è il dolore, e lo spavento diventa gradevole, quando si ammira dipinto su di una tela, il giovane ucciso dal feroce cinghiale, con il corpo rigato dl sangue che scorre lentamente (il Parini si riferisce all’episodio mitologico in cui Adone, amato da Venere, fu ucciso da un feroce cinghiale durante una battuta di caccia)
Ma se sopra il suo corpo si vede china la dea dell’amore (= Venere), cingendolo con le sue rosee braccia, si odono cori per il tumultuoso agitarsi di sensazioni piacevoli!
Certamente una sensazione più piacevole, e tuttavia simile a questa, mi fa immaginare il tuo aspetto sereno, mentre indugio tra le torbide scene (dell’Alfieri) e si intrecciano con le visioni di morte le bellezze per le quali tu sei unica.
Senz’altro sarò invidiato per i miei nuovi piaceri da coloro che leggeranno i volumi severi (il poeta si riferisce alla materia aspra delle tragedie dell’Alfieri). Che farese una fortuna propizia (= amico genio) non ha concesso loro una portatrice di doni altrettanto amabile?
Il Sorriso della Marchesa e Alfieri
L’argomento dell’ode è del tutto occasionale: si tratta di un ringraziamento ad un’amica, Paola Castiglioni, che aveva offerto in dono al poeta un’edizione parigina delle tragedia di Vittorio Alfieri, accompagnandolo con un sorriso. Il Parini conosceva già l’opera dell’ Alfieri per cui si avvicinò alla lettura del libro regalato con una certa diffidenza perché lo stile duro, spinoso e grave era molto lontano alla sua ispirazione. Ma ora, mentre sta leggendo il libro, il sorriso della donna non si allontana mai dalla lettura e i particolari severi ed aspri delle tragedie sono sempre accompagnati dall’immagine morbida e sensuale della donna. Il motivo del sorriso della marchesa Paola Castiglione e quello della virilità e crudeltà della tragedia alfieriano, cioè della bellezza e dell’orrore, si alternano sapientemente. Occorre notare che quando il soggetto della strofa è l’Alfieri, la struttura diventa contorta a causa dei versi incatenati; quando invece si parla della donna, la struttura diventa più agevole e luminosa. Si tratta, in sostanza di un tema molto caro alla poeta neoclassica: la bellezza è vista come redenzione, come immagine rasserenatrice, che rende piacevole anche l’orrore. Infatti la crudele rappresentazione di Adone ucciso da un cinghiale, fa scomparire il dolore perché nella tela è presente Venere, dea della bellezza che con le sue braccia rosee cinge il corpo del figlio.
Domande da interrogazione
- Chi è il "fiero Allobrogo" e quale significato ha questo appellativo?
- Qual è il significato del sorriso di Grazia nel contesto dell'ode?
- Come viene rappresentata la bellezza e il terrore nelle tragedie di Alfieri?
- Qual è il rapporto tra il sorriso della Marchesa e la lettura delle tragedie?
- In che modo il testo riflette il tema della bellezza come redenzione?
Il "fiero Allobrogo" è Vittorio Alfieri, un poeta italiano noto per la sua opposizione ai tiranni. Questo appellativo richiama gli antichi popoli della Savoia e del Delfinato, simbolo di libertà, e sottolinea la sua forte identità culturale.
Il sorriso di Grazia, ovvero Paola Castiglioni, rappresenta un dono che illumina la lettura delle tragedie di Alfieri, rendendo piacevoli anche i temi severi e dolorosi, come evidenziato nel testo.
La bellezza e il terrore si intrecciano nelle tragedie di Alfieri, dove il dolore diventa gradevole quando è accompagnato da figure divine, come Venere, che attenua l'orrore con la sua presenza, come descritto nell'episodio di Adone.
Il sorriso della Marchesa Paola Castiglioni accompagna la lettura delle tragedie di Alfieri, rendendo i passaggi più severi meno pesanti e creando un contrasto tra la bellezza femminile e la crudeltà dei temi trattati.
Il testo evidenzia come la bellezza, rappresentata da figure come Venere, possa redimere e rendere piacevole anche l'orrore, suggerendo che la presenza di elementi belli può attenuare il dolore e il terrore, un tema caro alla poetica neoclassica.