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Analisi di bilancio: domande aperte

Lez. 2 Domanda 11

Spiegare cosa prevede il principio del duplice aspetto; successivamente, ipotizzando che un'azienda abbia nello stato patrimoniale delle immobilizzazioni pari a 50.000 euro, spiegare le implicazioni legate all'applicazione di tale principio.

Secondo tale principio la somma di tutti gli investimenti di un'azienda deve essere finanziata attraverso le due tipologie di fonti, passività e patrimonio netto. Il principio stabilisce che il valore di queste due componenti (attivo e passivo + patrimonio netto) è sempre in pareggio, anche se i debiti sono maggiori delle attività. Se ipotizziamo di avere nello stato patrimoniale delle immobilizzazioni pari a 50.000 euro possiamo supporre di avere un passivo tale da eguagliare il totale delle immobilizzazioni (attività), dunque avremo 50.000 (A) = 30.000 (P) + 20.000 (PN).

Lez. 3 Domanda 11

Il proprietario di un'azienda può prelevare dei contanti dalla cassa aziendale? Motivare la risposta e spiegare quale principio verrebbe applicato.

Secondo il principio dell'identità giuridica distinta, il patrimonio dell'azienda e quello del proprietario sono considerati appartenenti a due entità differenti, dunque se il proprietario preleva contanti dalla cassa, il prelievo deve essere registrato (ad esempio come un credito verso terzi), altrimenti il bilancio risulta impreciso e falsato.

Lez. 4 Domanda 11

Illustrare le differenze tra il criterio di valutazione al costo e il criterio di valutazione al fair value, soffermando l'attenzione sulle possibili critiche che possono essere sollevate nei confronti di quest'ultimo.

Il criterio di valutazione al costo prevede che le attività non liquide vengano iscritte al loro costo di acquisto al netto di eventuali perdite di valore. L'obiettivo è quello di offrire con il bilancio un quadro prudenziale dell'azienda. Invece, il criterio di valutazione al fair value prevede la possibilità di valorizzare le attività aziendali al loro valore di mercato. Per quest'ultimo criterio, però, la stima può essere costosa e inaffidabile e inoltre non sarà mai del tutto oggettiva. Il valore di mercato, infatti, è difficile da stimare ed è soggettivo mentre il costo storico è oggettivo.

Lez. 6 Domanda 11

Controllabilità, valore economico e costo misurabile sono tre requisiti che devono avere quali elementi del bilancio affinché possano essere iscritti in bilancio? Spiegare cosa prevede ciascuno dei tre requisiti.

Controllabilità, valore economico e costo misurabile sono tre requisiti che devono avere le voci che riguardano l'attivo. Controllabilità significa che la risorsa deve essere controllata dall'azienda, cioè l'azienda deve possedere la risorsa. Valore economico significa che una risorsa, per essere iscritta tra le attività, deve avere un valore per l'azienda (ad esempio un macchinario non funzionante ha per l'azienda un valore nullo ed è quindi non può far parte dell'attivo dello stato patrimoniale). Costo misurabile significa che, se per le risorse di cui dispone un'azienda non è possibile esprimere la misura del costo, allora non possono essere inserite tra le attività dello stato patrimoniale.

Lez. 7 Domanda 11

L'azienda Alfa presenta un indice di disponibilità pari a 2. Il valore di settore è pari a 2,3. Dopo aver spiegato cosa esprime e come si calcola l'indice di disponibilità, si spieghi se l'azienda si trova in una situazione di rischiosità.

L'indice di disponibilità fornisce una misura della liquidità dell'azienda, cioè la sua capacità di far fronte agli impegni finanziari di breve termine e si ottiene mediante il rapporto Attivo corrente / Passivo corrente. Con un indice di disponibilità pari a 2, l'azienda Alfa si trova in una situazione non rischiosa.

Lez. 7 Domanda 12

L'indice di disponibilità risente degli effetti della scorta vincolata e della scorta non vincolata. Motivare le ragioni sottostanti a questa affermazione.

Al numeratore dell'indice di liquidità (attivo corrente) rientrano anche le rimanenze di magazzino. Queste rimanenze non sempre sono destinate a convertirsi nel breve termine poiché di solito contengono una scorta vincolata, cioè una scorta minima di sicurezza. Inoltre, la parte di scorta non vincolata non presenta per forza le caratteristiche di liquidità immediata. Ad esempio, le materie prime, prima di diventare disponibilità liquide, devono necessariamente essere lavorate, commercializzate e liquidate.

Lez. 9 Domanda 11

Per un'azienda l'emissione di obbligazioni è un metodo di acquisizione delle fonti più o meno rischioso e più o meno costoso rispetto all'emissione delle azioni? Motivare la risposta.

L'emissione di obbligazioni è un metodo di acquisizione delle fonti più rischioso e più costoso rispetto all'emissione delle azioni. Infatti, nei confronti degli obbligazionisti, l'azienda ha l'obbligo del pagamento degli interessi periodici previsti e il rimborso del capitale alla scadenza del prestito. Se la società non paga gli interessi o il capitale alla scadenza, gli obbligazionisti potrebbero costringerla al fallimento. Nei confronti dei soci, la società non è obbligata né a dichiarare un dividendo ogni anno, né è costretta a rimborsare l'importo del capitale investito dagli azionisti. Dunque, il debito di finanziamento è una fonte di capitale più rischiosa rispetto al capitale sociale.

Lez. 11 Domanda 1

Illustrare le differenze tra la contabilità per cassa e la contabilità per competenza economica, avvalendosi di un esempio numerico relativo ad una vendita di merci con dilazione di pagamento.

La contabilità per cassa include nel calcolo del reddito solo i costi e i ricavi per i quali ci sia stata la movimentazione finanziaria, mentre nella contabilità per competenza economica, un ricavo è di competenza del periodo in cui si realizza la cessione a clienti di beni o servizi, mentre un costo è di competenza se nello stesso periodo si è verificato il ricavo corrispondente. Ad esempio, vengono vendute 500 unità di prodotto a 1.000 euro, di cui solo metà sono state pagate. Secondo la contabilità per competenza economica, il reddito è pari a 1.000 euro mentre secondo la contabilità per cassa il reddito è pari a 500 euro.

Lez. 13 Domanda 11

La Rossi Srl realizza prodotti semilavorati nel mese di maggio, a giugno riceve un ordine dal cliente Bianchi snc, pattuendo con quest'ultimo la consegna nel mese di luglio. Il cliente riceve i prodotti semilavorati nel mese di agosto, per un disguido logistico dell'azienda fornitrice. Il cliente paga con una dilazione di 30 giorni (ovvero nel mese di settembre). Indicare in quale mese il fornitore Rossi inserirà il ricavo in contabilità e in quale momento il cliente Bianchi potrà considerare il costo sostenuto come costo di competenza. Motivare la risposta.

Il fornitore Rossi Srl inserirà il ricavo in contabilità nel mese di agosto perché, secondo il principio di realizzazione dei ricavi, un ricavo è di competenza del periodo in cui avviene il passaggio di proprietà dall'azienda al cliente, ossia di quello in cui avviene la consegna del bene. Il cliente Bianchi potrà considerare il costo sostenuto come costo di competenza nel momento in cui si realizza il rispettivo ricavo (principio di correlazione tra costi e ricavi).

Lez. 14 Domanda 11

Indicare come si calcola l'indice di durata media dei crediti commerciali, quale finalità ha ai fini dell'analisi di bilancio e quali criticità possono essere espresse nei confronti di questo indice.

L'indice di durata media dei crediti commerciali viene calcolato mediante la formula (Crediti verso clienti / Vendite) * 365. La finalità di questo indice è quella di comprendere se i propri clienti, in media, sono puntuali nei pagamenti. Questo indice, però, presume che le vendite siano distribuite uniformemente durante tutto l'anno e che la dilazione concessa ai clienti sia la stessa per tutti.

Lez. 15 Domanda 1

Applicando il principio di correlazione tra i costi e i ricavi, spiegare, per ognuno dei seguenti casi distinti (a,b,c,d) e in base alle informazioni fornite, se il costo delle materie prime è di competenza oppure no, motivando la risposta:

A) Le materie prime sono state acquistate; B) Le materie prime al 31/12 risultano depositate in magazzino; C) Le materie prime sono state consumate per realizzare prodotti finiti che al 31/12 risultano depositati in magazzino; D) Le materie prime sono state consumate per realizzare un prodotto che è stato venduto.

  • A) Se acquisto le materie prime e non le vendo, non sono di competenza;
  • B) No competenza;
  • C) No competenza;
  • D) Competenza.

Lez. 17 Domanda 11

Illustrare, avvalendosi di un esempio numerico, le differenze tra il criterio del costo specifico ed il metodo indiretto per il calcolo del costo del venduto.

Esempio costo specifico: un'azienda acquista 20 unità di prodotto al costo unitario di 100€. Alla fine del mese, avendo venduto 15 unità, ha sostenuto un costo del venduto pari a 1.500€.

Esempio metodo indiretto: un'azienda acquista merci per 100.000€ che si aggiungono a quelle in magazzino costate 50.000€. Al 31/12 risultano in magazzino prodotti dal costo di 40.000€; da ciò si deduce con il metodo indiretto che il costo del venduto è di 110.000€ (cioè (100.000+50.000)-40.000).

Lez. 19 Domanda 22

Svolgere il seguente esercizio: in data 1/5 l'azienda Alfa presenta 10.000 unità di materie prime in magazzino, valutate al costo unitario di 5 euro. Nel mese di maggio si verificano i seguenti movimenti: 5/5 scarico al centro di produzione di 3.000 unità; 10/5 acquisto di 2.000 unità al costo di 7 euro; 15/5 scarico al centro di produzione di 7.000 unità. Determinare: a) il valore di scarico al 15/5 applicando il criterio del Costo Medio Ponderato (RISPOSTA: 5,44€ * 7.000 UNITA' = 38.080€); b) la quantità di scorte al 31/5 (RISPOSTA: 2.000); c) il valore delle scorte al 31/5 (RISPOSTA: 10.920 €).

Data Descrizione Quantità Carico Scarico Importo
01/05 Rim. iniziali 10.000 5€ 50.000€
05/05 Scarico -3.000 5€ -15.000€
Scorta 7.000 35.000€
10/05 Carico 2.000 7€ 14.000€
Scorta 9.000 49.000€
15/05 Scarico -7.000 5,44€ -38.080€
Scorta 2.000 10.920€

Lez. 19 Domanda 23

In data 1/7 l'azienda Alfa presenta 12.000 unità di materie prime in magazzino, valutate al costo unitario di 6 euro. Nel mese di maggio si verificano i seguenti movimenti: 5/7 scarico al centro di produzione di 4.000 unità; 10/7 acquisto di 2.000 unità al costo di 7 euro; 15/7 scarico al centro di produzione di 5.000 unità. Determinare: a) il valore di scarico al 15/7 applicando il criterio del FIFO (RISPOSTA: 6€ * 5.000 UNITA' = 30.000€); b) la quantità di scorte al 31/7 (RISPOSTA: 5.000); c) il valore delle scorte al 31/7 (RISPOSTA: 32.000€).

Data Descrizione Quantità Carico Scarico Importo
01/07 Rim. iniziali 12.000 6€ 72.000€
05/07 Scarico -4.000 6€ -24.000€
Scorta 8.000 48.000€
10/07 Carico 2.000 7€ 14.000€
Scorta 10.000 62.000€
15/07 Scarico -5.000 6€ -30.000€
Scorta 5.000 32.000€

Lez. 19 Domanda 24

In data 1/7 l'azienda Alfa presenta 12.000 unità di materie prime in magazzino, valutate al costo unitario di 6 euro. Nel mese di maggio si verificano i seguenti movimenti: 5/7 scarico al centro di produzione di 4.000 unità; 10/7 acquisto di 2.000 unità al costo di 7 euro; 15/7 scarico al centro di produzione di 5.000 unità. Determinare: a) il valore di scarico al 15/7 applicando il criterio del LIFO (RISPOSTA: 7€ * 2.000 UNITA' e 6€ * 3.000 UNITA' = TOTALE 32.000€); b) la quantità di scorte al 31/7 (RISPOSTA: 5.000); c) il valore delle scorte al 31/7 (RISPOSTA: 30.000€).

Data Descrizione Quantità Carico Scarico Importo
01/07 Rim. iniziali 12.000 6€ 72.000€
05/07 Scarico -4.000 6€ -24.000€
Scorta 8.000 48.000€
10/07 Carico 2.000 7€ 14.000€
Scorta 10.000 62.000€
15/07 Scarico -2.000 7€ -14.000€
Scarico -3.000 6€ -18.000€
Scorta 5.000 30.000€

Lez. 20 Domanda 11

Illustrare gli effetti dell'applicazione del FIFO e del LIFO sul valore delle rimanenze finali di magazzino e sul costo di scarico (o costo del venduto).

In base al metodo del FIFO: le partite acquistate per prime sono le prime ad essere vendute; si garantisce una migliore approssimazione del valore delle rimanenze finali al valore corrente dei beni; il costo del venduto approssima quello associato all'effettivo flusso dei beni.

In base al metodo del LIFO: le partite acquistate per ultime sono le prime ad essere vendute; le rimanenze vengono valorizzate a prezzi di acquisto anche di molti anni prima; il costo del venduto non riflette l'effettivo flusso fisico dei beni.

Lez. 20 Domanda 12

Indicare come si calcola l'indice di rotazione delle rimanenze di magazzino, evidenziando il suo diverso valore informativo a seconda dell'attività d'impresa svolta dall'azienda esaminata. Soffermare successivamente l'attenzione sulle criticità di tale indice.

L'indicatore più utilizzato per analizzare la dimensione delle giacenze di magazzino è l'indice di rotazione delle scorte o turnover delle rimanenze. Esso si ottiene dal rapporto tra il costo del venduto ed il valore delle rimanenze di magazzino (Indice di rotazione delle rimanenze = costo del venduto / valore magazzino). Il valore dell'indice può variare anche significativamente a seconda della natura dell'attività d'impresa. Un supermercato che vende merce deteriorabile si caratterizza per un alto valore di rotazione (dell'ordine di 50), altrimenti molte merci deperirebbero. Al contrario, una gioielleria potrebbe avere una rotazione anche inferiore a 1. Ad impattare sul valore dell'indice di rotazione delle rimanenze è anche la stagionalità delle vendite. Nei casi in cui la stagionalità ha una forte influenza sulla giacenza delle materie, è più utile calcolare l'indice sia nei periodi di picco stagionale che in bassa stagione. La rotazione delle rimanenze può ridursi sia perché il livello delle rimanenze è deliberatamente fatto crescere per anticipare un aumento atteso delle vendite, sia perché le vendite si sono ridotte improvvisamente, lasciando un eccesso di giacenze in essere. Nel primo caso, potrebbe essere un evento favorevole e voluto, nel secondo caso, può dipendere da un evento sfavorevole e subito, ma il valore dell'indice non fornisce elementi riguardo alle cause.

Lez. 21 Domanda 11

Nell'ambito dell'analisi di bilancio, dopo aver illustrato le differenze tra la "comparazione nello spazio" e "la comparazione nel tempo", soffermarsi ad approfondire la comparazione in senso assoluto e in senso relativo.

La comparazione nello spazio è quella effettuata confrontando la condizione dell'azienda con la condizione di altre aziende che operano nello stesso settore, mentre la comparazione nel tempo è quella che confronta gli indici di bilancio della stessa azienda ma riferiti a periodi precedenti. Un giudizio in senso assoluto può essere espresso solo quando si dispone di parametri di confronto che abbiano validità assoluta nello spazio. Un giudizio in senso relativo si esprime quando si confronta la condizione di salute dell'azienda con quella di altre aziende concorrenti o appartenenti allo stesso settore.

Lez. 21 Domanda 12

Illustrare le differenze che intercorrono tra le analisi di bilancio "esterne" e quelle "interne", specificando quali sono le finalità di ognuna e indicando, motivando la risposta, quale delle due tipologie è ritenuta più importante per gli stakeholders.

Le analisi di bilancio "esterne" sono quelle analisi che vengono effettuate utilizzando la tecnica degli indici di bilancio da parte di operatori che possiedono la sola informativa esterna aziendale mentre le analisi di bilancio "interne" sono quelle analisi effettuate da soggetti che hanno a disposizione altre informazioni aziendali oltre a quella dell'informativa esterna. Per gli stakeholders le analisi esterne hanno maggiore importanza.

Lez. 23 Domanda 16

Illustrare le fasi in cui si articola l'analisi di bilancio, specificando le attività da svolgere in ognuna di esse.

Le fasi in cui si articola l'analisi di bilancio sono:

  • Studio preliminare del mercato in cui opera l'impresa da analizzare (gli operatori studiano l'evoluzione della performance dell'impresa);
  • Reperimento della documentazione e valutazione sommaria circa la sua attendibilità (occorre reperire i dati di bilancio degli ultimi 3 esercizi, gli indici riferiti al settore e i bilanci delle aziende concorrenti);
  • Riclassificazione dei bilanci ufficiali (rielaborare i dati originari di bilancio secondo modalità e schemi differenti da quelli ufficiali).
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Flower25 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi di bilancio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Caserio Carlo.
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