Concetti Chiave
- Il Palazzo Farnese è un capolavoro dell'architettura romana del Cinquecento, rappresentando una fusione di stili rinascimentali e quattrocenteschi.
- Nonostante numerosi interventi di diversi architetti, l'unità stilistica dell'edificio è rimasta intatta nel corso del tempo.
- Importanti artisti del Rinascimento, come Michelangelo e Vignola, hanno contribuito alla costruzione e decorazione del Palazzo, arricchendolo con opere d'arte significative.
- I lavori di costruzione iniziarono nel 1517 e furono influenzati da eventi storici, come il Sacco di Roma, con la conclusione avvenuta nel 1589.
- Dopo la fine della famiglia Farnese nel 1731, la proprietà del palazzo passò a Carlo di Borbone, il quale trasferì gran parte della collezione d'arte a Napoli.
Il palazzo Farnese e la sua architettura
Blocco massiccio emergente dal minuto e frammentario tessuto della sua epoca,il palazzo Farnese é il più significativo monumento dell'architettura romana del Cinquecento. Fonde armoniosamente in una composizione maestosa e solenne elementi del più maturo Rinascimento con le ancora vive e misurate forme quattrocentesche.
Interventi e modifiche nel tempo
Sorprendente é il fatto che la pluralità di interventi, succedutisi per opera di diversi autori, non abbia inciso sull’unita stilistica dell’edificio. Eppure furono numerose le alterazioni del progetto originario a cominciare dal prospetto principale non più scandito da paraste terminali ma rinchiuso tra bugnati, con il finestrato centrale non più sormontato da un grande arco ma concluso da una parete compatta ornata da stemmi, con le campate portate da undici a tredici e nelle zone laterali ritmate a gruppi di cinque finestre, con un più importante cornicione.
Contributi di artisti e architetti
La fabbrica impegno i nomi più insigni del Rinascimento, da Antonio da Sangallo il Giovane a Michelangelo Buonarroti, da Jacopo Barozzi da Vignola a Giacomo della Porta e fu arricchita con gli affreschi di Francesco Salviati, Daniele da Volterra, Annibale e Agostino Carracci, Federico Zuccari, Giovanni Lanfranco, Domenico Zampieri detto il Domenichino, Guido Reni.
Storia e trasformazioni del palazzo
Nel 1495 il cardinale Alessandro Farnese commissiono ad Antonio da Sangallo il Giovanela ristrutturazione di fabbricati da lui acquistati l’anno precedente per ricavarne un nuovo palazzo. I lavori ebbero inizio nel 1517, procedettero lentamente, furono sospesi per il Sacco di Roma, furono ripresi dopo Il 'elezione al soglio pontificio del cardinale con il nome di Paolo i e si conclusero nel 1589, data dell'iscrizione posta sotto la loggia della facciata posteriore verso i giardini. Alla morte del Sangallo nel 1546 subentro Michelangelo che modifico il volume dell’edificio aumentando |’altezza del secondo piano e concludendolo con il superbo cornicione alto 2,60 metri, trasformo il finestrato della facciata, porto da tre a cinque le campate del cortile centrale le cui logge furono tamponate e accolsero finestre. Nel 1550 la direzione dei lavori passa al Vignola che completo il progetto sangallesco chiudendo a quadrilatero il cortile e costruendo la facciata posteriore che venne portata a termine dal della Porta. Il giardino, chiuso da mura e comunicante con un cancello con via Giulia, doveva Essere fiancheggiato da due bassi fabbricati con sovrastanti terrazze dei quali fu realizzato uno solo. Nel 1603 fu costruito il ponte coperto che superando via Giulia collegava il palazzo con altre proprietà farnesiane situate sull'altro lato della strada,gli scomparsi camerini farnesiani, il romitorio o camerino degli Eremiti e la loggia sul Tevere con due ambienti affrescati dal Domenichino.
Progetti non realizzati e eredità
Non ebbe seguito la proposta di Michelangelo di inserire il palazzo in un contesto più ampio, sistemando il giardino ornato al centro dai gruppo ellenistico del Toro Farnese, attualmente al Museo archeologico nazionale di Napoli, e costruendo un ponte sul Tevere in asse con il cortile centrale per accedere alla villa della Farnesina situata sulla riva opposta del fiume. Estinta nel 1731 la famiglia Farnese, la proprietà del palazzo passo a Carlo di Borbone che trasferì nel suo museo a Napoli quasi tutte le opere d’arte della collezione farnesiana. Uno degli ultimi interventi risale al 1861 quando l'architetto Antonio Cipolla aggiunse il balcone a balaustri sopra il portone centrale ed esegui restauri del palazzo che nel 1864 ospito i Borbone, esuli da Napoli.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza del palazzo Farnese nell'architettura romana del Cinquecento?
- Come hanno influito i diversi interventi sullo stile del palazzo?
- Quali artisti e architetti hanno contribuito alla realizzazione del palazzo?
- Qual è la storia della costruzione e delle trasformazioni del palazzo Farnese?
- Quali progetti non realizzati e quali eredità ha lasciato il palazzo Farnese?
Il palazzo Farnese è considerato il monumento più significativo dell'architettura romana del Cinquecento, fondendo elementi del Rinascimento maturo con forme quattrocentesche in una composizione maestosa e solenne.
Nonostante i numerosi interventi di vari autori, l'unità stilistica del palazzo Farnese è rimasta intatta, anche se il progetto originario ha subito alterazioni significative, come il cambiamento del prospetto principale e delle campate.
Il palazzo è stato progettato e decorato da nomi illustri del Rinascimento, tra cui Antonio da Sangallo il Giovane, Michelangelo, Vignola e Giacomo della Porta, arricchito da affreschi di artisti come Francesco Salviati e Guido Reni.
Commissionato nel 1495 dal cardinale Alessandro Farnese, i lavori iniziarono nel 1517 e si conclusero nel 1589, subendo interruzioni e modifiche significative da parte di vari architetti, tra cui Michelangelo e Vignola.
Michelangelo propose di inserire il palazzo in un contesto più ampio con un giardino ornato e un ponte sul Tevere, ma tali progetti non furono realizzati. Dopo l'estinzione della famiglia Farnese nel 1731, il palazzo passò a Carlo di Borbone, che trasferì molte opere d'arte a Napoli.