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Concetti Chiave

  • La Germania dell'inizio Ottocento era un mosaico di Stati indipendenti, con borghesi e liberali che desideravano un'unificazione sotto un'unica bandiera.
  • Otto von Bismarck, noto come il "cancelliere di ferro", giocò un ruolo cruciale nell'unificazione tedesca attraverso la guerra e la diplomazia.
  • La guerra contro l'Austria nel 1866 e l'alleanza con l'Italia furono determinanti per la creazione della Confederazione Tedesca del Nord.
  • Nel 1871, dopo la sconfitta della Francia nella guerra franco-prussiana, nacque il Secondo Reich Tedesco con Guglielmo I come imperatore.
  • Bismarck si concentrò anche su riforme sociali e politiche interne, affrontando il partito cattolico e i socialisti attraverso leggi di controllo e riorganizzazione sociale.

La Germania e il desiderio di unificazione

La Germania, patria del Romanticismo, era ridotta a inizio Ottocento ad un mosaico di Stati e ducati indipendenti. I borghesi e i politici, specialmente i liberali, desideravano da tempo trovarsi tutti sotto un’unica bandiera, rifiutando le regole politiche e militari della Santa Alleanza e battendosi, come tutti i romantici dell’epoca, per la libertà e l’Indipendenza della Nazioni.

L'ascesa di Otto von Bismarck

Uno dei personaggi principali dell’unificazione tedesca è stato Otto von Bismarck, detto il “cancelliere di ferroperché” le grandi questioni del suo tempo non potevano essere risolte con i discorsi e le deliberazioni della maggioranza ma con il ferro e con il sangue”, come lui stesso affermò.

Otto Eduard Leopold von Bismarck nacque il 1° aprile 1815 a Shonhausen, città situata a est del fiume Elba. La sua famiglia apparteneva alla classe dei Junker, cioè la nobiltà agraria, infatti il padre Ferdinand possedeva delle terre nei pressi di Berlino e la madre Wilhelmine Mencken proveniva da una famiglia di burocrazia statale. A sette anni si trasferì a Berlino, dove frequentò ambienti altolocati e conobbe i giovani Hohenzollern, la casata regnante in Prussia. Studiò Giurisprudenza e frequentò l’Università di Berlino, spendendo tuttavia gran parte del suo tempo in associazioni goliardiche o studentesche. Si dedicò inizialmente all’amministrazione pubblica e, dopo un breve soggiorno ad Aquisgrana dove s’innamorò di alcune ragazze inglesi, Bismarck prestò servizio militare come ufficiale. Tornato a Shonhausen per la morte della madre, strinse amicizia con Marie von Thadden e, sotto la sua influenza, si convertì al pietismo, una forma di cristianesimo protestante ostile al luteranesimo. Nel 1847 sposò una cugina di Marie, Johanna, dalla quale ebbe tre figli: Marie, Herbert e Wilhelm.

Riuscì a farsi conoscere dall’ambiente reale nel 1847, quando fu convocato a Berlino per una Dieta, cioè una riunione popolare per discutere di vari problemi, indetta dall’imperatore Federico Guglielmo IV. Bismarck, l’anno successivo, fu eletto nel nuovo Parlamento. Nel 1851 divenne l’inviato prussiano presso Francoforte, poiché era l’unico che credeva nella collaborazione con Vienna e sperava di sottrarre almeno la Germania del Nord all’Impero Austro-ungarico. Il nuovo imperatore Guglielmo I, di idee più liberali, nominò Bismarck prima ambasciatore a San Pietroburgo e poi, nel 1862, a Parigi. Nel settembre dello stesso anno venne richiamato a Berlino e fu nominato capo del governo e Ministro degli Affari Esteri. Nel 1863 ottenne il suo primo successo convincendo l’imperatore a non partecipare alla convocazione austriaca indetta per discutere la riforma della Costituzione. A causa dell’assenza prussiana la riunione si rivelò inutile e l’Austria rinunciò all’iniziativa politica nella Confederazione germanica.

Bismarck e la questione dei ducati danesi

La questione dei ducati danesi nata nel 1863 si rivelò un ottimo pretesto per entrare in conflitto con l’Austria e prepararsi a sottrarle la Germania del Nord. Il re di Danimarca e alcuni duchi prussiani rivendicavano infatti il possesso di alcuni territori sulla parte più settentrionale della Prussia, confinanti con la Danimarca. Bismarck dichiarò che la Prussia sarebbe entrata in guerra solo se avesse potuto annettere i ducati; questo accadde nel 1864, quando i danesi rinunciarono ai ducati lasciando che Prussia e Austria decidessero la loro sorte. Bismarck voleva il controllo militare sui ducati, invece il duca prussiano ne rivendicava la piena autorità e lo stesso l’Austria. Nel 1865 venne stabilito tramite una convenzione che il ducato di Holstein apparteneva all’Austria, mentre quello di Schleswig alla Prussia. Bismarck non si ritenne soddisfatto e la sua ostilità verso l’Austria crebbe ulteriormente.

L'alleanza con l'Italia e la sconfitta dell'Austria

L’Italia rivendicava all’Austria il possesso del Regno Lombardo-Veneto ma non era in grado di contrastare da sola la potenza dell’Impero Austro-ungarico. Quindi Bismarck, che aveva tutto l’interesse ad avere un alleato contro l’Austria, offrì all’Italia la possibilità di allearsi con la Prussia nel 1866 e dichiarò che avrebbe concluso la guerra contro l’Austria solo quando questa avrebbe ceduto all’Italia il Lombardo-Veneto. Ottenuta la neutralità della Francia, gli Austriaci mobilitarono l’esercito contro Berlino ma vennero rovinosamente sconfitti il 3 luglio 1866 nella battaglia di Sadowa. Bismarck chiese all’Austria di riconoscere l’autorità di Berlino sulla Germania del Nord e l’indipendenza degli Stati meridionali della Confederazione germanica. Nonostante una prima opposizione della Russia, L’Austria dovette accettare e nacque così la Confederazione Tedesca del Nord, a guida della Prussia.

La guerra franco-prussiana e la nascita del Secondo Reich

Per completare l’unificazione restavano da annettere gli Stati meridionali. Questo, però, era un progetto politico complicato in quanto i Tedeschi del Sud, cattolici, mal vedevano i protestanti del Nord. Inoltre Napoleone III di Francia aveva assicurato la sua protezione ai ducati meridionali.

Nel 1867, a Londra, venne indetta una conferenza per il controllo del Lussemburgo. Essa stabilì che il Lussemburgo sarebbe rimasto indipendente e che la Prussia avrebbe dovuto distruggere le sue fortificazioni e ritirare l’esercito. Nel 1870, inoltre, venne offerto il trono vacante di Madrid ad un Hohenzollern. La Francia, amareggiata per la sorte del Lussemburgo e minacciata da est (Prussia) e da sud (Spagna), si preparò ad invadere la Prussia. Bismarck accolse questa notizia come un pretesto per sottrarre ai Francesi l’Alsazia e la Lorena, regioni preziose e ricche di miniere al confine tra Prussia e Francia. Nel luglio 1870 la Francia avanzò verso la Prussia ma fu duramente sconfitta nel settembre 1870 nella sanguinosa battaglia di Sedan. L’armistizio fu impossibile finché Parigi non cadde, il 28 febbraio 1871; la sconfitta francese aveva infatti determinato la fine dell’Impero di Napoleone III e l’inizio di una guerra civile, alimentata anche dal fatto che i Tedeschi erano ormai alle porte della capitale, che culminò con il massacro della Comune di Parigi.

Attraverso una serie di accordi segreti con il re di Baviera, lo Stato più importante del Sud, Bismarck riuscì a completare l’unificazione del novembre 1870, assicurando alla Baviera alcuni privilegi come la riduzione dei dazi doganali, la possibilità di possedere una propria rete di comunicazioni e un proprio esercito. Il 18 gennaio 1871, a Versailles, Guglielmo I venne nominato Imperatore di Germania e nacque così il Secondo Reich Tedesco (il primo era quello medievale del Sacro Romano Impero).

Il Kulturkampf e le leggi di maggio

Il 3 marzo 1871 venne indetto il Primo Parlamento tedesco e il 21 marzo Bismarck diventò Cancelliere e principe dell’Impero tedesco, pur mantenendo i due incarichi precedenti.

Dal 1873 si concentrò sui “nemici interni” della Germania (Kulturkampf), rivolgendo la sua attenzione verso il partito del Centro formato prevalentemente da cattolici e antiunionisti. Contro di loro approvò le Leggi di Maggio, per effetto delle quali le cariche ecclesiastiche avrebbero dovuto essere approvate dallo Stato. A partire dal 1874 emanò un’altra serie di leggi, tra le quali il matrimonio civile obbligatorio, il ritiro della cittadinanza per gli ecclesiastici disubbidienti (leggi di espatrio) e l’interruzione dei servizi statali per il clero (legge del paniere). Il Cancelliere identificava un pericolo anche nel partito socialista, quindi, approfittando dell’attentato dell’11 maggio 1875 contro Guglielmo I, fece approvare le leggi eccezionali contro la propaganda socialdemocratica.

Le alleanze internazionali di Bismarck

Nel luglio 1878 Bismarck organizzò una conferenza a Berlino per discutere della “Questione d’Oriente”, cioè l’avanzamento dei Russi e degli Austriaci come conseguenza del ritiro dell’impero ottomano. In seguito a questa conferenza l’Austria si riavvicinò progressivamente alla Germania. Al termine delle elezioni, il 30 luglio, il Centro si rafforzò notevolmente e Bismarck, approfittando dell’appoggio cattolico sul protezionismo che aveva promulgato, si alleò con il Centro, che accettò nonostante le Leggi di Maggio fossero ancora in vigore.

Nel 1879, dopo aver risolto la Kulturkampf, Bismarck rivolse la propria attenzione verso le alleanze internazionali. Decise quindi di promuovere un’alleanza difensiva con l’Austria e per dimostrarne l’utilità provocò la Russia, alla quale l’imperatore era particolarmente legato. Lo zar rispose in modo brusco e Bismarck sostenne che era una minaccia di guerra, convincendo così l’imperatore ad accettare l’alleanza con l’Austria, che venne firmata il 7 ottobre 1879.

Il più grande successo in politica estera fu l’Alleanza dei Tre Imperatori (Germania, Russia e Austria) stipulata nel 1881. Essa stabiliva che i tre Stati non si sarebbero attaccati a vicenda nel caso un quarto Stato avesse attaccato uno di loro. In questo modo Bismarck aveva assicurato i confini tedeschi poiché un attacco combinato tra Russia e Francia era impossibile.

Nel 1882 convinse l’Austria ad allearsi con l’Italia (Triplice Alleanza), che era isolata, e s’impegnò ad intervenire a fianco degli Italiani nel caso in cui la Francia avesse aggredito il Paese.

Bismarck promosse negli stessi anni anche una serie di riforme sociali. Nel 1883, per esempio, istituì l’assicurazione contro la malattie e contro gli infortuni e, nel 1889, anche per la vecchiaia.

Tra il 1882 e il 1885 Bismarck tentò di riavvicinarsi alla Francia, trascurando così la diplomazia con la Gran Bretagna e godendo quindi di una certa libertà d’azione per quanto riguarda le colonie. Spinta dall’imperialismo europeo di quegli anni la Germania creò un proprio impero coloniale tra il 1884 e il 1885, minacciando così le colonie inglesi. Le colonie africane vennero suddivise nell’Africa Tedesca Sud-Ovest, nel Camerun e nell’Africa Orientale Tedesca, mentre la colonia asiatica più importante era la Nuova Guinea Tedesca.

L'espansione coloniale tedesca

Fra il 1884 e il 1885 venne indetta da Bismarck un’altra conferenza a Berlino, questa volta per discutere sulle colonie africane. Francia e Germania fecero obiettivo comune contro la Gran Bretagna, che aveva occupato gran parte dell’Africa orientale e meridionale. Si trattò anche di mettere d’accordo il Belgio e il Portogallo, che rivendicavano entrambi il controllo del Congo.

Nel 1885 il nuovo Primo Ministro francese si rivelò molto meno favorevole ad un’alleanza con la Germania. Lo stesso anno Austria e Russia entrarono in conflitto per la nascita di nuovi Paesi indipendenti nei Balcani (Bulgaria). L’Austria fu quindi costretta a riconciliarsi con l’Inghilterra, vero nemico della Russia.

L’allontanamento dalla Francia consentì a Bismarck di sfruttare il pericolo di aggressione francese per presentare al Parlamento una legge di riorganizzazione militare, che però non passò e di conseguenza il Parlamento venne sciolto. Alle elezioni successive Bismarck vinse nettamente e riuscì a far approvare nel 1887 la legge della riorganizzazione dell’esercito anche grazie all’intervento del papa Leone XIII. Questo consentì di porre fine alla Kulturkampf e, come ringraziamento per l’azione del papa, le Leggi di Maggio vennero abrogate. L’ultimo tentativo diplomatico del Cancelliere di mantenere la pace tra Austria e Russia fu il Trattato di Controassicurazione, che sanciva la fine dell’Alleanza dei Tre Imperatori e costringeva le tre Nazioni a non attaccarsi a vicenda.

La fine dell'era Bismarck

Nel 1888 salì al trono il giovane Guglielmo II; Bismarck credeva di poterlo dominare ma dovette ricredersi quando venne promulgato un nuovo programma di riforme sociali senza la sua firma. Le elezioni si rivelarono un insuccesso e neanche il tentativo di formare una coalizione con il Centro riuscì a risollevare la situazione.

Quindi, il 20 marzo 1890, Bismarck annunciò le proprie dimissioni e si ritirò a Friedrichsruh dove morì il 30 luglio 1890.

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Domande da interrogazione

  1. Qual era il contesto politico della Germania all'inizio dell'Ottocento?
  2. All'inizio dell'Ottocento, la Germania era un mosaico di Stati e ducati indipendenti, con borghesi e politici liberali che desideravano un'unificazione sotto un'unica bandiera, rifiutando le regole della Santa Alleanza e lottando per la libertà e l'indipendenza delle nazioni.

  3. Chi è Otto von Bismarck e quale ruolo ha avuto nell'unificazione tedesca?
  4. Otto von Bismarck, noto come il "cancelliere di ferro", è stato un protagonista chiave dell'unificazione tedesca, sostenendo che le questioni importanti dovevano essere risolte "con il ferro e con il sangue". La sua abilità politica e militare ha portato alla creazione della Confederazione Tedesca del Nord e, successivamente, al Secondo Reich.

  5. Come si è sviluppata la questione dei ducati danesi e quale impatto ha avuto sull'Austria?
  6. La questione dei ducati danesi, emersa nel 1863, ha fornito a Bismarck un pretesto per entrare in conflitto con l'Austria. Dopo la guerra del 1864, la Prussia ha ottenuto il controllo di Schleswig e Holstein, aumentando la tensione con l'Austria e preparando il terreno per la guerra del 1866.

  7. Qual è stata l'importanza della guerra franco-prussiana per l'unificazione tedesca?
  8. La guerra franco-prussiana del 1870-1871 è stata cruciale per completare l'unificazione tedesca, poiché la sconfitta della Francia ha permesso a Bismarck di annettere gli Stati meridionali e culminare con la proclamazione di Guglielmo I come Imperatore di Germania a Versailles.

  9. Quali furono le conseguenze della politica interna di Bismarck, in particolare il Kulturkampf?
  10. Il Kulturkampf, avviato da Bismarck per combattere l'influenza cattolica, portò all'approvazione delle Leggi di Maggio e a un conflitto con il partito del Centro. Sebbene inizialmente mirasse a consolidare il potere, queste politiche generarono tensioni interne e opposizione, influenzando negativamente la sua posizione politica.

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