Concetti Chiave
- I macrofagi possono derivare da fonti embrionali o midollari, a seconda delle esigenze del tessuto e delle condizioni patologiche.
- Esistono due principali popolazioni di monociti: infiammatori, che si differenziano in macrofagi, e non classici, che partecipano alla riparazione tissutale.
- I monociti infiammatori si distinguono per l'elevata espressione di CD14 e l'assenza di CD16, mentre i monociti non classici sono CD14- e CD16+.
- I macrofagi svolgono funzioni chiave nella risposta immunitaria, tra cui fagocitosi di microbi e rimozione di cellule necrotiche per prevenire infiammazioni.
- Le cellule dendritiche, note come APC, si muovono verso gli organi linfoidi dopo aver elaborato un antigene e si caratterizzano per le loro lunghe protrusioni.
Derivazione e composizione dei macrofagi
Quindi in alcuni tessuti ci saranno macrofagi principalmente di derivazione embrionale, e in altri tessuti c’è una composizione mista che può variare anche nel corso di patologie perché se c’è una forte eliminazione dei macrofagi del tessuto, i macrofagi che verranno a sostituire quelli eliminati saranno di derivazione midollare.
Popolazioni di monociti e loro funzioni
Nella vita adulta i monociti derivano da un precursore comune alle cellule dendritiche, il MDP (Monocyte/Dendritic Cell Precursor).
Bisogna specificare che esistono due popolazioni di monociti:
• Monociti infiammatori o classici: differenziamento nei macrofagi in seguito ad un danno tissutale;
• Monociti non classici: anche se sono morfologicamente identici ai precedenti, hanno funzione completamente diversa. Intervengono nei processi di riparazione tissutale. Essi sorvegliano l’epitelio: attraverso l’interazione con delle proteine, questi monociti rotolano sulla superficie dell’epitelio. In seguito a un evento infiammatorio, i monociti si arrestano e richiamano i neutrofili, che rimuovono le cellule endoteliali danneggiate.
Queste due popolazioni possono essere distinte anche sulla base dei marcatori CD:
• Monociti infiammatori: espressione elevata del marcatore CD14, mancanza di espressione di CD16 (CD14+, CD16-);
• Monociti non classici: molto positivi per CD16, debolmente positivi per CD14 (CD14-, CD16+).
Funzioni principali dei macrofagi
Funzioni dei macrofagi
Svolgono numerose funzioni nelle risposte innate e adattative.
1. La funzione principale è la difesa dell’organismo tramite fagocitosi di microbi e la successiva uccisione nel fagosoma.
2. Possono ingerire anche cellule necrotiche o cellule che hanno subito danni (ad esempio globuli rossi a causa del contatto con le specie reattive dell’ossigeno). I frammenti cellulari derivati dalle cellule morte vengono eliminati dai macrofagi andando così a prevenire la risposta infiammatoria. Questa è una caratteristica che differenzia fortemente macrofagi e neutrofili.
3. Funzione secretoria: producono e rilasciano citochine, che vanno a reclutare un maggior numero di monociti, proteine del complemento ed enzimi.
Caratteristiche delle cellule dendritiche
Infatti, inizialmente si trovano nei tessuti ma, una volta ricevuti dei segnali e soprattutto in seguito all’elaborazione di un antigene da presentare ai linfociti, sono in grado di muoversi in direzione soprattutto degli organi linfoidi. Sono anche chiamate APC (Antigen Presenting Cells).
Dal punto di vista morfologico, la cellula dendritica si distingue fortemente dalle altre popolazioni cellulari in quanto caratterizzata da lunghe protrusioni che si espandono nell’ambiente circostante.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza tra le popolazioni di monociti infiammatori e non classici?
- Quali sono le principali funzioni dei macrofagi?
- Come si comportano le cellule dendritiche in risposta agli antigeni?
I monociti infiammatori, caratterizzati da elevata espressione di CD14 e assenza di CD16, si differenziano in macrofagi in risposta a danni tissutali. Al contrario, i monociti non classici, positivi per CD16 e debolmente positivi per CD14, svolgono un ruolo nella riparazione tissutale e nella sorveglianza epiteliale.
I macrofagi svolgono funzioni cruciali nella difesa dell'organismo, tra cui la fagocitosi di microbi e cellule necrotiche, e la produzione di citochine per reclutare altri monociti e proteine del complemento, contribuendo così alle risposte immunitarie innate e adattative.
Le cellule dendritiche, inizialmente presenti nei tessuti, si attivano in seguito all'elaborazione di un antigene e migrano verso gli organi linfoidi per presentare l'antigene ai linfociti, svolgendo così un ruolo fondamentale come cellule presentanti antigeni (APC).