Concetti Chiave
- Aristotele critica il comunismo platonico evidenziando la scomparsa delle differenze individuali, contraria alla natura umana.
- Il concetto di "Mio che non è mio" è visto come una contraddizione innaturale che va contro il legame personale con i beni.
- La visione di Platone porta a una fusione tra Stato e individuo, criticando il verticismo e il totalitarismo nel suo pensiero.
- Per Aristotele, l'individualità è fondamentale: ogni persona deve avere la libertà di esprimere la propria unicità per raggiungere la felicità.
- La ricchezza della differenza è un valore, contrariamente all'approccio uniformante di Platone, che tende a ridurre l'individualità.
Critica di Aristotele al comunismo platonico
Aristotele critica il comunismo di Platone perché nella sua Repubblica le differenze fra gli individui tendono a scomparire, questi non hanno più dei beni propri e questo è contrario alla natura umana, perché gli uomini si impegnano in ciò che hanno di più caro. Il "Mio che non è mio" è una contraddizione, è innaturale. La tendenza di Platone a voler identificare il bene dell’individuo nel bene dello Stato conduce alla perdita della distinzione fra Stato e individuo per raggiungere l’unità Stato verso cui tutti devono volgere, perciò muove una forte critica al verticismo e totalitarismo di Platone.
La visione di Aristotele sull'individualità
Egli sottolinea che in Platone non c’è più l’individualità di ognuno, ma sono i filosofi a dover pensare per tutti. Per Aristotele invece la differenza è una ricchezza ed ogni uomo per essere felice deve avere la possibilità di esprimere la propria propensione, ciò che per natura è destinato a fare.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale critica di Aristotele al comunismo platonico?
- Come vede Aristotele l'individualità rispetto alla visione di Platone?
- Qual è l'effetto della visione totalitaria di Platone secondo Aristotele?
Aristotele critica il comunismo di Platone perché elimina le differenze individuali e i beni propri, ritenendo che ciò sia contrario alla natura umana, poiché gli uomini si impegnano in ciò che considerano più caro.
Aristotele sostiene che Platone ignora l'individualità, lasciando ai filosofi il compito di pensare per tutti, mentre per lui la differenza è una ricchezza e ogni uomo deve poter esprimere la propria propensione naturale per essere felice.
Aristotele critica la tendenza di Platone a confondere il bene dell'individuo con quello dello Stato, portando alla perdita della distinzione tra Stato e individuo e promuovendo un verticismo e totalitarismo inaccettabili.