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Concetti Chiave

  • La critica di Aristotele a Platone si basa sulla dialettica tra il proprio e il comune, utile per comprendere riflessioni moderne.
  • Per Aristotele, la politica è un fine intrinseco che crea un'unità essenziale per una vita compiuta, contrariamente a visioni esterne.
  • Il dibattito centrale tra Platone e Aristotele riguarda se l'eudaimonia debba essere considerata una conquista solitaria o condivisa attraverso la politica.
  • Platone sostiene che l'organicità tra individuo e comunità porta a una condivisione totale, mentre Aristotele enfatizza la cittadinanza come fondamentale per la compiutezza individuale.
  • Aristotele propone che la piena essenza umana si realizzi attraverso l'esercizio delle funzioni politiche, contrariamente alla contemplazione platonica.

Critica di Aristotele a Platone

La critica di Aristotele a Platone può essere letta in base alla dialettica tra proprio e comune (propedeuticamente utile anche per capire molte riflessioni della modernità).

Politica come fine intrinseco

Se consideriamo il tema del palo di segnalazione dell’autobus di Sartre, diversamente da quel paradigma l’antichità ci restituisce un paradigma per il quale la politica è un fine intrinseco (essa non è una realtà esterna arbitrariamente messa di fronte a me) e che costruisce una unità, un bene in grado di rendere compiuta la vita di un uomo.

Eudaimonia: solitaria o condivisa?

Qui si apre il grande problema che divide Platone da Aristotele, il maestro dall'allievo, ossia la questione se l'eudaimonia (la felicità nella sua accezione di compiutezza della mia natura), per raggiungere la quale la politica è così essenziale, è qualcosa che si deve concepire come solitario o come condiviso: la felicità è un traguardo che spetta al singolo, o che il singolo non raggiunge mai in maniera individuale, solitaria? È qualcosa che riguarda il singolo individuo per se stesso? Platone e Aristotele concordano sul fatto che senza la politica non è possibile raggiungere il bene di ciò che siamo.

Platone: organicità e condivisione

La prima divisione tra i due comincia ad esserci quando per l’uno (Platone) questa organicità tra singolo individuo e comunità è tale da confondere i due piani, da far prevalere una dimensione per la quale un passaggio intermedio è rendere tutto comune (abolizione della proprietà privata: fare in modo che non ci sia più distinzione tra mio e tuo, tra familiare e politico→condivisione delle donne, eugenetica dei figli: è uno strettissimo connubio tra eros e politica), ma questo passaggio è propedeutico alla conquista della verità, che è la conquista del saggio, cioè una conquista solitaria della felicità. Essa è infatti una conquista contemplativa, non pratica, che avviene nell'azione.

Aristotele: cittadinanza e compiutezza

Aristotele costituisce un paradigma alternativo, dentro alla comune cornice di una politica come fine intrinseco della natura umana, perché da un lato (→lettura tradizionale) arriva a dire che si è esseri umani solo dopo che si è cittadini e perché lega questo tema all'esercizio essenziale della cittadinanza: se non esercito funzioni giudiziarie e deliberative non sono pienamente uomo. Qui sta, per Aristotele, il raggiungimento della compiutezza di me e non in una contemplazione della verità.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la principale critica di Aristotele a Platone riguardo alla politica?
  2. Aristotele critica Platone per la sua visione della politica come un fine esterno, sostenendo invece che la politica è un fine intrinseco che costruisce un'unità e un bene essenziale per la vita umana.

  3. Come si differenziano Platone e Aristotele nella concezione dell'eudaimonia?
  4. Platone e Aristotele concordano sull'importanza della politica per raggiungere l'eudaimonia, ma si dividono sulla sua natura: Platone la vede come una conquista solitaria, mentre Aristotele la considera un traguardo che richiede la partecipazione attiva nella comunità.

  5. Qual è il concetto di organicità secondo Platone?
  6. Platone propone un'organicità tra individuo e comunità che porta all'abolizione della proprietà privata e alla condivisione totale, ritenendo che questa fusione sia necessaria per la conquista della verità e della felicità.

  7. In che modo Aristotele definisce la cittadinanza rispetto alla compiutezza dell'individuo?
  8. Aristotele afferma che si diventa pienamente umani solo attraverso l'esercizio della cittadinanza, legando la compiutezza dell'individuo all'attività politica e giudiziaria, piuttosto che a una contemplazione solitaria della verità.

Domande e risposte

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