Concetti Chiave

  • La crisi della polis e il dominio macedone influenzano profondamente il pensiero di Aristotele, differente rispetto a quello politico di Platone.
  • Platone considera la conoscenza finalizzata a uno stato giusto, mentre Aristotele promuove una conoscenza disinteressata.
  • Platone adotta una visione gerarchica della realtà, mentre Aristotele predilige un approccio orizzontale e unitario, valorizzando tutte le scienze.
  • Aristotele mostra un forte interesse per le scienze naturali e, pur essendo influenzato da Platone, sviluppa un sistema filosofico distintivo.
  • La classificazione delle scienze di Aristotele comprende scienze teoretiche, pratiche e poietiche, ognuna con obiettivi e metodi specifici.

Indice

  1. Quali sono le differenze tra Platone e Aristotele?
  2. Concezioni del sapere
  3. Filosofia e scienze naturali
  4. Classificazione delle scienze

Quali sono le differenze tra Platone e Aristotele?

Gli anni che separano Platone da Aristotele sono in realtà pochi. Eppure la situazione politica della Grecia in cui Aristotele vive è profondamente diversa da quella del suo maestro. La crisi della polis è ormai irreversibile: caduta sotto il dominio macedone, perde la propria indipendenza, la democrazia e la libertà del cittadino. Il cittadino greco perde interesse politico ed emergono altri interessi, soprattutto etici, che costituiranno una caratteristica dell’età ellenistica.

I diversi contesti ci storico-culturali incidono sugli interessi di Platone Aristotele.

    Concezioni del sapere

    Hanno una diversa concezione degli scopi e della struttura del sapere. Per Platone la conoscenza ha una finalità politica, cioè la realizzazione di uno stato giusto, mentre Aristotele crede nella conoscenza disinteressata.

    Possiedono due concezioni della realtà e del sapere. Platone ha un'ottica verticale e gerarchica del mondo: distingue realtà vere e apparenti e conoscenze superiori e inferiori. Aristotele ha un'ottica orizzontale e unitaria del mondo: considera tutte le realtà e le scienze su un piano di pari dignità. Sostiene che la realtà, puro essendo unitaria, si divida in regioni, ognuno l'oggetto di studio di una disciplina scientifica, che costituiscono un'enciclopedia del sapere.

    Hanno un diverso modo di filosofare. In Platone vi è un sistema “aperto”, che ripropone domande e soluzioni. Aristotele organizza il discorso filosofico secondo un sistema “chiuso”: fisso e immutabile di verità tra loro connesse.

    Filosofia e scienze naturali

    Aristotele, al contrario di Platone, manifesta limitate propensioni per la matematica e notevole passione per le scienze naturali.

Aristotele è pur sempre il discepolo di Platone e il suo sistema reca forti eredità del maestro.

La situazione culturale del IV secolo a.C. è si rispecchia nella filosofia di Aristotele. Quel periodo fu caratterizzato da una molteplicità di scienze autonome in espansione. che La filosofia, intesa come metafisica, studia l'essere o la realtà in quanto tali. Dunque, Aristotele ritiene che la metafisica sia la scienza prima. Tutte le scienze studiano una parte del reale e presuppongono la filosofia, che studia la realtà in generale. La filosofia è l'anima unificatrice e organizzatrice delle scienze, in quanto studia il loro comune fondamento.

Classificazione delle scienze

Aristotele distingue tre gruppi di scienze:

    Scienze teoretiche: hanno per oggetto il necessario (ciò che non può essere diverso da quello che è), come scopo la conoscenza disinteressata della realtà e un metodo dimostrativo. Sono metafisica, fisica e matematica.

    Scienze pratiche e poietiche: hanno per oggetto il possibile (ciò che può essere diverso da quello che è), come scopo l’orientamento dell’agire e come metodo un tipo di ragionamento non dimostrativo.

  • Le scienze pratiche (l’etica e la politica) indagano l’agire,

  • Le poietiche (le arti belle e tecniche) si occupano della produzione di opere o della manipolazione degli oggetti.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la principale differenza tra le concezioni del sapere di Platone e Aristotele?
  2. Platone considera la conoscenza come finalità politica per realizzare uno stato giusto, mentre Aristotele crede nella conoscenza disinteressata, senza scopi politici specifici.

  3. Qual è la principale differenza tra le concezioni del sapere di Platone e Aristotele?
  4. Platone considera la conoscenza come finalità politica per realizzare uno stato giusto, mentre Aristotele crede nella conoscenza disinteressata, senza scopi politici specifici.

  5. Come si differenziano Platone e Aristotele nella loro visione della realtà?
  6. Platone adotta un'ottica verticale e gerarchica, distinguendo tra realtà vere e apparenti, mentre Aristotele ha un'ottica orizzontale e unitaria, trattando tutte le scienze su un piano di pari dignità.

  7. Come si differenziano Platone e Aristotele nella loro visione della realtà?
  8. Platone adotta un'ottica verticale e gerarchica, distinguendo tra realtà vere e apparenti, mentre Aristotele ha un'ottica orizzontale e unitaria, trattando tutte le scienze su un piano di pari dignità.

  9. In che modo il metodo filosofico di Platone e Aristotele si differenzia?
  10. Platone utilizza un sistema “aperto” che ripropone domande e soluzioni, mentre Aristotele organizza il discorso filosofico in un sistema “chiuso”, con verità fisse e immutabili.

  11. In che modo il contesto storico influisce sul pensiero di Aristotele rispetto a Platone?
  12. Aristotele vive in un periodo di crisi della polis e di perdita di indipendenza, il che lo porta a focalizzarsi su interessi etici e scientifici, in contrasto con l'ideale politico di Platone.

  13. Qual è la classificazione delle scienze secondo Aristotele?
  14. Aristotele distingue tre gruppi di scienze: teoretiche (metafisica, fisica, matematica), pratiche (etica e politica) e poietiche (arti belle e tecniche), ognuna con scopi e metodi specifici.

  15. Qual è la classificazione delle scienze secondo Aristotele?
  16. Aristotele distingue tre gruppi di scienze: teoretiche (metafisica, fisica, matematica), pratiche (etica e politica) e poietiche (arti e tecniche), ognuna con scopi e metodi specifici.

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