Concetti Chiave
- Niccolò Cusano, filosofo e uomo di chiesa, promuove la "dotta ignoranza", un concetto che unisce il sapere di non sapere a una dimensione conoscitiva riguardo al mistero di Dio.
- La coincidenza degli opposti è centrale nel pensiero di Cusano, il quale sostiene che in Dio ciò che è massimo coincide, rimanendo incomprensibile per la mente umana.
- Cusano mette in evidenza la difficoltà dell'uomo nell'afferrare concetti divini, a causa del principio di non contraddizione che governa il pensiero umano.
- Nonostante il suo ruolo di sacerdote e vescovo, Cusano riconosce l'inaccessibilità di Dio, evidenziando i limiti della filosofia nel descrivere il divino.
- La filosofia di Cusano, pur cercando di esaltare Dio, rischia di ridurne il significato, in contrasto con le posizioni di Tommaso e Agostino.
La dotta ignoranza di Cusano
Uno dei filosofi che ci può testimoniare la nuova concezione umanista del periodo è certamente Niccolò Cusano, un uomo di chiesa, ordinato dappriama sacerdote e poi vescovo, che ha scelto di dedicare la sua vita a Dio. La “dotta ignoranza“ professata da Cusano da una parte si rifà all’affermazione socratica del sapere di non sapere (che in quel contesto aveva soltanto un valore metodologico) che assume adesso anche un valore conoscitivo in quanto secondo Cusano l’uomo si trova in questo stato ragionevole di dotta ignoranza poiché non può conoscere il mistero di Dio e il significato della vita.
La coincidenza degli opposti
All’interno del brano evince la linea logica di ragionamento proposta da Cusano per quel che riguarda la coincidenza degli opposti. Egli afferma che in Dio ciò che è massimo coincide e che l’uomo non può arrivare a comprendere e a capire ciò in quanto la mente umana si basa sul principio di non contraddizione in base al quale ciò che è massimamente piccolo non può essere allo stesso tempo massimamente grande. Dio rimane quindi incompresibile per l’uomo e già il fatto che Dio non può essere conosciuto ci fa capire la penetrazione enorme della dottrina di Ockam nell’Umanesimo.
L'inaccessibilità di Dio
Un altro dato che risulta da ciò che ha esposto Cusano è che egli essendo dapprima sacerdote e poi vescovo, ha dedicato la sua vita a qualcosa di inaccessibile e non può dire nulla su Dio: egli avrebbe voluto esaltare Dio ma alla fine Egli esce sminuito dalla filosofia di Cusano, pur parlandone positivamente come Tommaso e Agostino
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della "dotta ignoranza" secondo Niccolò Cusano?
- Come si collega la coincidenza degli opposti alla comprensione di Dio?
- Qual è il paradosso della vita di Cusano come uomo di chiesa in relazione a Dio?
La "dotta ignoranza" di Cusano si riferisce alla consapevolezza che l'uomo non può conoscere il mistero di Dio e il significato della vita, rifacendosi all'affermazione socratica del sapere di non sapere, ma con un valore conoscitivo più profondo.
Cusano sostiene che in Dio ciò che è massimo coincide, ma l'uomo, limitato dal principio di non contraddizione, non può comprendere questa realtà, rendendo Dio inaccessibile e incompresibile.
Nonostante Cusano fosse sacerdote e vescovo, dedicando la sua vita a Dio, egli riconosce che non può realmente conoscere Dio, il che porta a una visione in cui Dio appare sminuito dalla sua filosofia, pur mantenendo un approccio positivo simile a quello di Tommaso e Agostino.