Concetti Chiave

  • La prosa in volgare emerge nel Duecento, rispondendo a esigenze comunicative di un pubblico più colto e allargato, in contrasto con la poesia rivolta al popolo.
  • Bologna si afferma come il centro culturale principale per la nascita della prosa in volgare, favorendo i volgarizzamenti che rendono accessibili testi latini e francesi.
  • La retorica, considerata fondamentale per la formazione della nuova classe dirigente, si sviluppa a Bologna con l'influenza di autori come Brunetto Latini.
  • La trattatistica scientifica si diffonde tra Duecento e Trecento, condensando conoscenze classiche in opere di facile consultazione, incluse traduzioni arabe.
  • I bestiari medievali, con significati simbolici, diventano popolari e forniscono un repertorio ricco per gli scrittori dell'epoca.

Indice

  1. L'ascesa della prosa volgare
  2. Il ruolo di Bologna e dei volgarizzamenti
  3. L'importanza della retorica e della trattatistica
  4. La diffusione della trattatistica scientifica

L'ascesa della prosa volgare

La prosa in volgare nasce e si afferma dopo la poesia e solo nel corso della seconda metà del Duecento, infatti, si assiste alla sua graduale ascesa. La ragione dell'affermarsi della poesia prima della prosa va ricercata nella diversità del pubblico interessato ai due differenti tipi di comunicazione. La poesia, sia giullaresca sia cortese sia sacra, era solitamente indirizzata ad un pubblico popolare. La prosa invece rispondeva a bisogni comunicativi privati o di carattere ufficiale e si rivolgeva ad un pubblico più colto. Con l'affermarsi delle nuove istituzioni comunali e l'ascesa della classe borghese e mercantile si sente la necessità di strumenti comunicativi più comprensibili, che coinvolgano nella gestione pubblica uno strato più ampio di cittadini. E inoltre con il sorgere delle scuole legate al Comune e non ai centri ecclesiastici, si fa sempre più impellente l'esigenza di una lingua scritta vicina al parlato e fruibile da un pubblico sempre più vasto che non conosce il latino.

Il ruolo di Bologna e dei volgarizzamenti

La nascita della prosa in volgare non sostituisce però completamente l'uso del latino, che nel frattempo continua ad essere lo strumento di comunicazione esclusivo nelle scritture di carattere ufficiale e giuridico (commentari giuridici, bolle papali, encicliche, editti imperiali, ecc.). Il primo centro culturale che dà impulso alla nascita della prosa in volgare è Bologna, la maggiore città universitaria italiana specializzata negli studi notarili. Tra il Duecento e il Trecento i volgarizzamenti (“traduzioni" in lingua volgare dal latino o dal francese) hanno un'importanza determinante per la nascita e lo sviluppo della prosa. Si tratta di opere che puntano a rendere fruibile ad un pubblico più ampio la produzione letteraria in lingua latina o provenzale e francese, altrimenti non comprensibile. L'intento dei volgarizzamenti è educativo e didattico. Soprattutto nell'Italia centro-settentrionale essi hanno un'ampia diffusione.

L'importanza della retorica e della trattatistica

La retorica, l'arte del “bel parlar gentile", dell'esprimersi bene, in modo elegante e appropriato, l'arte della persuasione attraverso la parola orale e scritta, era considerata essenziale per la formazione della nuova classe dirigente. In Italia, nella prima metà del Duecento la città di Bologna diviene il principale centro degli studi di retorica. Il maggiore esponente della trattatistica dedicata alla retorica è certamente Brunetto Latini, maestro di Dante, autore del celebre Trésor, vera e propria enciclopedia del sapere, composto in tre libri e in lingua francese.

La diffusione della trattatistica scientifica

A cavallo tra Duecento e Trecento si diffonde sempre più la trattatistica scientifica. Essa consiste in opere che, partendo dalle dottrine scientifiche di autori di epoca classica, condensano delle vere e proprie enciclopedie in miniatura. Molti testi scientifici sono traduzioni di opere arabe, soprattutto nel campo della matematica e della medicina, o rifacimenti e commenti di testi preesistenti. Nel Medioevo hanno una grande fortuna anche i bestiari, ovvero elenchi di animali, reali o fantastici (come la sirena), dalle cui caratteristiche si deducono significati simbolici di natura morale o religiosa. Tra i più celebri bestiari del Duecento vi è il Bestiario moralizzato di Gubbio, di autore anonimo, composto da 64 sonetti. La simbologia animale codificata in questi trattati ha molto successo e costituisce un ampio repertorio da cui gli scrittori medievali attingono a piene mani.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è la differenza principale tra la poesia e la prosa volgare nel Duecento?
  2. La poesia era rivolta a un pubblico popolare, mentre la prosa si indirizzava a un pubblico più colto, rispondendo a bisogni comunicativi privati o ufficiali (testo).

  3. Quale ruolo ha avuto Bologna nella nascita della prosa in volgare?
  4. Bologna è stata il principale centro culturale per la prosa in volgare, promuovendo i volgarizzamenti che rendevano accessibile la letteratura latina e francese a un pubblico più ampio (testo).

  5. Perché la retorica era considerata fondamentale per la nuova classe dirigente?
  6. La retorica, arte dell'espressione elegante e persuasiva, era essenziale per la formazione della nuova classe dirigente, con Bologna come centro di studi in questo campo (testo).

  7. Cosa caratterizza la trattatistica scientifica tra Duecento e Trecento?
  8. La trattatistica scientifica si distingue per la condensazione di dottrine classiche in enciclopedie in miniatura, con traduzioni di opere arabe e commenti su testi preesistenti (testo).

  9. Qual è l'importanza dei bestiari nel contesto medievale?
  10. I bestiari, elenchi di animali con significati simbolici, hanno avuto grande fortuna nel Medioevo, fornendo un repertorio ricco di simbolismo morale e religioso per gli scrittori (testo).

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community