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Concetti Chiave

  • Ottaviano, accolto come salvatore della patria nel 29 a.C., divenne il primo cittadino di Roma con il titolo di princeps senatus.
  • Assunse il cognome di Augusto nel 27 a.C., creando un legame di devozione e un nuovo status per il suo governo.
  • Fondò il suo governo su poteri come la potestà tribunicia e l'imperio proconsolare, senza le limitazioni tipiche di un tribuno.
  • Augusto si distinse per la gestione delle province e delle finanze pubbliche, creando prefetture per garantire ordine e approvvigionamento.
  • Promosse una cultura di ammirazione tra gli intellettuali, con figure chiave come Mecenate, Tito Livio e Virgilio, che sostennero la sua politica.

Ottaviano e l'ascesa al potere

29 a.C.: tornato a Roma dopo aver sconfitto Antonio, Ottaviano fu accolto come salvatore della patria. Egli non abbandonò mai il titolo di imperator e divenne il primo cittadino dello Stato (princeps senatus)

27 a.C.: assunse anche il cognome di Augusto, come oggetto di devozione. Il suo nome quindi divenne Imperator Caesar Divi filius Augustus.

I poteri di Augusto

Egli capì subito che dichiarare la monarchia sarebbe stato pericoloso. Per i grandi meriti ricevette onori eccezionali. Superiore in auctoritas, i poteri su cui fondò il suo governo furono due:

1. Potestà tribunicia (i poteri dei tribuni della plebe): infatti egli assunse i vantaggi del tribuno della plebe (poteva far approvare plebisciti dall'assemblea della plebe, convocare il senato, usare il diritto di veto nei confronti degli altri magistrati), ma non essendo vero e proprio tribuno, Augusto non subiva le limitazioni di questa magistratura.

2. la nascita del principato romanoImperio proconsolare: un vero e proprio proconsole esercitava i propri poteri solo sulla provincia che gli era stata affidata. L'impero di Augusto era "maius et infinitum", "più grande e illimitato".

3. Era il supremo comandante delle forze armate dell'impero

4. Si trovò ad amministrare gran parte delle finanze pubbliche

5. Per quanto riguarda la politica estera trattava personalmente con gli ambasciatori stranieri

Cariche e titoli di Augusto

12 a.C.: assunse la suprema carica sacerdotale, quella di pontefice massimo: ad Oriente fu venerato come un dio, mentre in Occidente si praticava il culto del genio di Augusto.

2 a.C.: prese il titolo di "pater patriae" = padre della patria. Il mese Sextilis (sesto: si iniziava infatti a contare da marzo) venne denominato "agosto". Egli portò quindi a compimento il progetto tracciato da Cesare.

Amministrazione e preferenze imperiali

1. Prefettura d'Egitto (carica di governatore di quella regione)

2. Prefettura del pretorio (guardie del corpo dell'imperatore)

3. Prefettura dell'annona (approvvigionamento della città di Roma)

4. Prefettura dei vigili (ordine pubblico e squadre antincendio)

5. Prefettura delle flotte (comando delle due flotte)

1. Prefettura urbana (ordine pubblico)

2. Le province furono divise in senatorie e imperiali: le prime erano governate da senatori in qualità di proconsoli, le seconde nella qualità di legati (rappresentanti)

La preferenza dell'imperatore per l'ordine equestre è da collegare al fatto che egli era appartenuto a una famiglia di origine equestre.

Conquiste e sfide militari

In questo periodo era molto diffusa un'esigenza di pace. La prima preoccupazione di Augusto fu quella di procedere alla completa sottomissione della Spagna.

Iniziata nel 26 a.C. La campagna militare, fu conclusa nel 19 a.C. Con una completa vittoria.

Il problema dominante ora rimaneva quello dei rapporti con i Germani. Le operazioni militari, affidate a Druso, si protrassero con successo dal 12 al 19 a.C.

Tiberio assoggettò anche la Pannonia, fino al Danubio. Nel 9 a.C. Arminio, un germano che aveva precedentemente militato nell'esercito romano, chiamò alla ribellione il suo popolo: i Romani ricevettero una terribile sconfitta e arretrarono al Reno e al Danubio.

Il problema più grave ora era quello dei Parti, gli unici che potevano seriamente competere con i Romani. Si aprirono trattative concluse nel 20 a.C. A un clima disteso tra i due imperi.

Relazioni culturali e intellettuali

Per quanto riguarda il campo culturale, Augusto non volle mai sottomettere gli intellettuali al proprio volere, ma li legò a sé complessamente di modo che essi finivano per interpretare i temi della politica augustea con profonda ammirazione.

Principali intellettuali di allora:

* Mecenate, uno tra i più stretti collaboratori di Augusto

* Tito Livio, che narrò le vicende di Roma dalle origini ("ab urbe condita") fino ai suoi tempi, in 142 libri.

* Virgilio, che con l'Eneide personificò la virtù del popolo romano, collegandosi all'esaltazione della stirpe di Augusto, che vantava una discendenza da Enea e dalla dea Venere

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Domande da interrogazione

  1. Quali titoli e cariche assunse Ottaviano per consolidare il suo potere?
  2. Ottaviano assunse il titolo di Augusto nel 27 a.C. e divenne "pater patriae" nel 2 a.C., oltre a ricoprire cariche come pontefice massimo e governatore dell'Egitto, consolidando così la sua autorità e il suo prestigio.

  3. Quali erano i principali poteri di Augusto e come li esercitava?
  4. Augusto esercitava poteri attraverso la potestà tribunicia e l'imperio proconsolare, permettendogli di convocare il senato, approvare plebisciti e gestire le province con un'autorità illimitata, senza le restrizioni di un vero tribuno.

  5. Come gestì Augusto le relazioni militari e le conquiste durante il suo regno?
  6. Augusto si concentrò sulla sottomissione della Spagna e sulle operazioni militari contro i Germani, affrontando anche la minaccia dei Parti, con cui avviò trattative nel 20 a.C. per mantenere un clima disteso.

  7. Qual era l'approccio di Augusto nei confronti della cultura e degli intellettuali?
  8. Augusto non impose il suo volere sugli intellettuali, ma li legò a sé in modo che interpretassero i temi della sua politica con ammirazione, favorendo figure come Mecenate, Tito Livio e Virgilio.

  9. Quali erano le preferenze di Augusto riguardo all'amministrazione delle province?
  10. Augusto preferì un'amministrazione ordinata, dividendo le province in senatorie e imperiali, e assegnando cariche come quelle di prefetto dell'annona e delle flotte, riflettendo la sua origine equestre e il suo desiderio di stabilità.

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