Concetti Chiave
- La natura giuridica del principato è oggetto di dibattito, con teorie che lo considerano un ammodernamento della città-Stato o una monarchia assoluta.
- Secondo alcuni studiosi, il principato di Augusto ha mantenuto formalmente le istituzioni repubblicane, mentre altri sostengono che il princeps ha sostituito le cariche esistenti con una concentrazione di poteri.
- Theodor Mommsen propone una visione diarchica del principato, in cui il princeps e il Senato esercitano la sovranità in modo congiunto, con il Senato dotato di nuove competenze.
- Le diverse interpretazioni della costituzione augustea evidenziano la sua originalità e l'elemento di novità, mostrando che il dibattito sulla sua natura giuridica è complesso e significativo.
- Il riconoscimento delle varie posizioni sulla costituzione augustea mette in luce l'importanza di comprendere il contesto storico e politico del principato di Augusto.
Discussioni sulla natura del principato
La natura giuridica del principato che, del resto, conteneva in sé i germi della forma di governo che sarebbe poi stata chiamata “impero” è però oggetto di molte discussioni. Alcuni ritengono che, nonostante la presenza di un nuovo magistrato (il princeps), il principato rientrasse nella forma della città-Stato.
Teorie sulla costituzione augustea
I sostenitori di questa teoria osservano che la costituzione augustea continuava a prevedere l’esistenza delle magistrature, delle assemblee popolari (comizi) e del Senato, che erano gli organi tipici della città-Stato; e ritengono pertanto che la costituzione di Augusto fosse semplicemente un ammodernamento della vecchia costituzione repubblicana. Altri studiosi, invece, pensano che Augusto, con il principato, abbia dato vita a una vera e propria monarchia assoluta; i sostenitori di questa tesi osservano, in particolare, che la permanenza in vita delle vecchie istituzioni era del tutto formale e che ciò che realmente caratterizzava il principato era la concentrazione totale dei poteri nelle mani di una sola persona. La magistratura del princeps, a loro giudizio, non era stata aggiunta alle altre cariche istituzionali , ma le aveva sostituite, dando vita a una forma di governo radicalmente diverso.
Ipotesi intermedie e Mommsen
Accanto alle posizioni per così dire estreme sin qui ricordate esistono anche ipotesi intermedie. In particolare, secondo il giudizio del grande storico Theodor Mommsen, il principato sarebbe stato una diarchia, ossia un governo nel quale la sovranità era esercitata da due organi, il princeps e il Senato, al quale erano state attribuite nuove competenze. I comizi, infatti, pur non essendo stati formalmente eliminati, non erano più in grado di funzionare efficacemente a causa dell’esistenza della cittadinanza. Il potere di emanare le norme di legge e di eleggere i magistrati, che tradizionalmente era attribuito ai comizi, passò così al Senato, che acquistò anche la competenza di giudicare le questioni criminali. Sulla base di queste considerazioni, dunque (a differenza di quanti pensano che il Senato fosse di fatto dominato da Augusto), lo storico tedesco riteneva che esso fosse dotato in realtà di poteri non inferiori a quelli del principe.
Riflessioni sulla costituzione augustea
Considerando le diverse interpretazioni possibili, quale soluzione si può allora dare al problema? In realtà, ognuna delle ipotesi prese in esame può contenere una parte di verità; quello che importa, a ben vedere, non è tanto scegliere una soluzione, quanto sapere che il problema esiste. Il fatto stesso che esso sia stato posto e che abbia trovato riposte così diverse dimostra anzitutto l’originalità della costituzione augustea e gli elementi di assoluta novità che in essa erano contenuti.
Domande da interrogazione
- Qual è la natura giuridica del principato secondo le diverse teorie?
- In che modo la costituzione augustea si differenzia dalla precedente costituzione repubblicana?
- Qual è la posizione di Theodor Mommsen riguardo al principato?
- Qual è l'importanza delle diverse interpretazioni sulla costituzione augustea?
La natura giuridica del principato è oggetto di dibattito; alcuni studiosi lo considerano una continuazione della città-Stato, mentre altri lo vedono come una monarchia assoluta, evidenziando la concentrazione dei poteri nelle mani del princeps.
I sostenitori della teoria che vede la costituzione augustea come un ammodernamento della repubblica affermano che essa mantenne le magistrature, le assemblee popolari e il Senato, mentre altri ritengono che fosse solo formale, con il princeps che sostituiva le cariche istituzionali.
Mommsen propone l'idea di una diarchia, in cui il princeps e il Senato esercitano la sovranità, con quest'ultimo che acquisisce nuove competenze, contrariamente all'idea che fosse dominato da Augusto.
Le varie interpretazioni evidenziano l'originalità e la novità della costituzione augustea; il dibattito stesso dimostra che il problema della sua natura giuridica è complesso e merita attenzione.