Concetti Chiave
- Il Grande Consiglio del Fascismo, istituito nel 1922, funge da collegamento tra il partito e il governo, indirizzando le azioni governative secondo le direttive del partito.
- Nel 1928, il consiglio diventa un organo costituzionale, ma mantiene una scarsa autonomia politica fino alla sfiducia di Mussolini nel 1943.
- La fusione tra stato e partito è evidenziata dal fatto che un organo di partito diventa anche un organo dello stato, sebbene senza vera autonomia.
- Mussolini teme le squadre d'azione fasciste come potenziali forze centrifughe e nel 1923 le integra nello stato attraverso la creazione della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.
- La simbiosi tra stato e partito è essenziale per il controllo delle squadre d'azione, garantendo la sicurezza e il mantenimento del potere fascista.
Qual è il grande consiglio del fascismo?
Sempre minacciando e promettendo di riportare l’ordine Mussolini agisce verso tre direzioni tra cui i seguaci e il partito
Verso i seguaci cioè verso il partito. Viene istituito il grande consiglio del fascismo che inizialmente, nel 1922 dopo la marcia su Roma, serve da organismo di raccordo fra partito e governo, indirizzare le azioni del governo in base alle linee che indica il partito. Alcuni anni dopo, nel 1928, diventerà un organo costituzionale che doveva preparare le liste elettorali. In realtà quest’organo non avrà una autonomia politica rispetto a Mussolini fino alla notte del 24/25 Luglio quando sfiducerà Mussolini verrà sostituito con il maresciallo Badoglio. Questo è l’unico momento in cui il grande Consiglio avrà una funzione, una sua autonomia. Va ricordato questo aspetto perché comunque era una rottura con lo Statuto perché un organo di partito diventava anche un organo dello stato, sia pure con autonomia nulla rispetto a Mussolini e quindi indica che si va incontro alla fusione stato partito.
La squadra MVSN e la simbiosi
Sempre verso i seguaci, fin che non si afferma in fascismo, ha rilevanza la squadra MVSN, ovvero le squadre d’azione fasciste vengono controllate, disciplinate, Mussolini cerca di normalizzarle. Poiché Mussolini teme queste squadre come una pericolosa forza centrifuga, nel ‘23 le inquadra in organismo statale (milizia volontaria sicurezza nazionale) e così riusciva sia a controllare i ras periferici (che erano forze potenzialmente centrifughe) sia a mantenere in vita, facendone un organo dello Stato, un’organizzazione armata di partito che al limite avrebbe potuto contrapporsi all’esercito considerato ancora legato alla monarchia. Qui è evidente la simbiosi stato partito.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo del grande consiglio del fascismo nella relazione tra partito e governo?
- Come Mussolini gestisce le squadre d'azione fasciste?
- Qual è il significato della fusione tra Stato e partito nel contesto fascista?
Il grande consiglio del fascismo, istituito nel 1922, funge inizialmente da organismo di raccordo tra partito e governo, indirizzando le azioni governative secondo le linee del partito. Nel 1928 diventa un organo costituzionale, ma mantiene poca autonomia rispetto a Mussolini fino alla sua sfiducia nel 1943.
Mussolini controlla e disciplina le squadre d'azione fasciste, temendo che possano diventare una forza centrifuga. Nel 1923, le inquadra nella milizia volontaria sicurezza nazionale, trasformandole in un organo dello Stato per mantenere il controllo e prevenire conflitti con l'esercito.
La fusione tra Stato e partito, evidenziata dalla trasformazione del grande consiglio in un organo statale, indica una rottura con lo Statuto e una crescente centralizzazione del potere sotto Mussolini, dove le istituzioni di partito acquisiscono funzioni statali senza reale autonomia.