Concetti Chiave
- Mussolini attua le "leggi fascistissime" nel 1925-1926, delegando tutti i poteri a lui e al Gran Consiglio del Fascismo, consolidando il regime totalitario.
- La crisi di Wall Street nel 1929 influisce sull'Europa, spingendo Mussolini a promuovere un intervento statale più forte per affrontare la disoccupazione e sostenere il fascismo.
- Il corporativismo introdotto nel 1934 mira a sostituire la lotta di classe con la collaborazione tra lavoratori e imprenditori, formando corporazioni settoriali sotto il controllo dello stato.
- Il piano di bonifiche di Mussolini incrementa la produzione agricola nel nord Italia, ma contribuisce ad ampliare il divario economico tra nord e sud del paese.
- Il regime fascista controlla aspetti della vita quotidiana, imponendo una tessera del partito ai lavoratori pubblici e un testo unico nelle scuole per indottrinare i giovani agli ideali fascisti.
Indice
- Mussolini e le leggi fascistissime
- Il new deal e le sue ripercussioni
- Qual è il regime totalitario di Mussolini?
- Corporativismo e intervento statale
- Piani economici e sociali di Mussolini
- Agricoltura e divario nord-sud
- Indottrinamento e controllo sociale
- Politica razziale e alleanze internazionali
- Stalin e la collettivizzazione forzata
- Piani quinquennali e repressione
Mussolini e le leggi fascistissime
1925-1926: Mussolini sale al potere e vara le "leggi fascistissime" con queste tutti i poteri vengono delegati a Mussolini ed al gran consiglio del fascismo.
In Italia c'è la monarchia con Vittorio Emanuele II che mantiene lo statuto Albertino mentre la minuzia volontaria diventa un corpo militare dell'esercito.
Il new deal e le sue ripercussioni
In America Crolla la borsa di Wall street e viene attivato un "new deal" per risollevare le sorti economiche e sociali dell'America, abbiamo tre settori diversi, politico, governativo, economico monetario. Questo ha
ripercussioni sull' Europa perché provoca disoccupazione. Per fronteggiare questa situazione Mussolini comincia a sostenere ed imporre un maggiore intervento con eventi pubblici sotto controllo del regime totalitario.
Qual è il regime totalitario di Mussolini?
Erano state delle elezioni su vista unica, cioè c'era un appoggio plebescitario che da potere al fascismo.
Ottenendo la maggioranza Mussolini ottiene il fermo, quindi da questa data abbiamo un passaggio al regime totalitario. Questo viene spiegato da Emilio Gentile che sostiene che con questa votazione e con questopassaggio di regime si arriva all'integrazione totale delle masse nello stato.
Tra gli obbiettivi dello stato totalitario abbiamo l'ordinamento corporativo, che ha come obbiettivo quello di sostituire la lotta d i classe (varata da Mars) con una collaborazione tra le categorie produttive.
Corporativismo e intervento statale
Dal 1934 Mussolini vara il corporativismo, un associazione che comprende 22 corporazioni che vengono suddivise tra mondo agricolo e mondo industriale-commerciale di servizi. Queste corporazioni sono formate da
lavoratori e imprenditori di uno stesso settore che diventano parte dell'ideologia dello stato fascista. Mussolini impone anche al mondo del lavoro i suoi progetti.
Queste corporazioni non hanno potere a livello di decisioni in campo economico perché tutto viene subordinato al potere politico. Come in Russia anche in Italia le aziende vengono gestite dallo stato fascista.
Per incrementare l'ideologia fascista nel 1939 Mussolini crea la camera dei fasci e delle corporazioni che va a sostituire la camera dei deputati.
Piani economici e sociali di Mussolini
Nel 1933 circa Mussolini impone degli istituti, tra cui: IMI (Istituto di credito che ha il compito di finanziare le
imprese in difficoltà) ed IRI(istituto per la ricostruzione industriale e con esso lo stato fascista si fa carico degli istituti di credito al fine di evitarne il fallimento). Mettono degli uomini all'intero delle aziende per
poterle controllare ed interviene lo stato fascista per le partecipazioni del paese. L'IRI diventa la prima azionista dell'industria italiana ad acquista quote e titoli Partendo da questo Mussolini vara anche un importante piano
di lavori pubblici e permette all'Italia di superare la crisi che si era sviluppata fino alla metà degli anni 30.
Queste banche commerciali hanno delle partecipazioni in tutte le imprese del paese finanziando tutte le attività delle azioni delle imprese italiane.
Agricoltura e divario nord-sud
Dal punto di vista agricolo lo stato interviene con una pianificazione dovuta al fallimento della battaglia del grano e Mussolini vara un programma che ha come obbiettivo principale garantire l'autosufficienza alimentare,
l'italia deve avere una produzione di beni alimentari adeguati alla popolazione.
Questo progetto di Mussolini si scontra con i progetti dei latifondisti meridionali (del sud) i quali non hanno interesse a migliorare la produttività delle loro terre perché i tassi doganali imposti sui beni agricoli li fanno
arricchire, non hanno interesse quindi a lavorare di più e a guadagnare di meno.
Si crea un ulteriore divario tra nord e sud perché il nord attiva mezzi sempre più moderni mentre il sud rimane ancora con mezzi vecchi.
Mussolini promuove un piano di bonifiche, molto importante ed ha conseguenze anche sul profilo propagandistico perché incrementa da una parte la produzione agricola al nord Italia e permette di fondare nuove città.
Indottrinamento e controllo sociale
Interviene su tutti gli aspetti della vita dei cittadini, tanto è vero che Mussolini costruisce lo stato sociale centralizzato, ha il compito di coordinare tutti i servizi in modo che tutti i lavoratori della pubblica amministrazione devono prendere una tessera del partito. Questa tessera
diventa una sorta di carta lasciapassare che permette a loro di conservare il posto di lavoro e diventano soci del partito fascista. Chi non la aveva veniva licenziato.
Inoltre nelle scuole viene prodotto un testo unico che promuove gli ideali fascisti. Questo testo che diventa un simbolo ha l'obbiettivo di indottrinamento (tutti i giovani vengono inquadrati in organizzazioni del partito fascista sin dalla tenera età, ad esempio abbiamo l'opera balilla che viene assorbita nel 1927 dalla gioventù Italiana e diventa gioventù di partito. I ragazzi venivano divisi in gruppetti.
Il regime fascista gestisce le attività sportive, impone lo sport che devi fare, propone attività di gruppo.
Politica razziale e alleanze internazionali
L'avvicinamento della Germania ha modificato la politica del fascismo.
Questa politica è stata influenzata dalla campagna in Etiopia, perché c'era l'abitudine da parte degli italiani di accompagnarsi a donne etiopi. Questo dal punto di vista giuridico fa nascere il problema della purezza della stirpe.
I governi nazisti e fascisti in particolare, regolano i raccolti tra etiopi ed italiani e vietano i matrimoni misti.
Riprende le concezioni ottocentesche del razzismo di dominio, cioè il concetto di interiorità nei popoli, lo abbiamo visto quando abbiamo parlato del colonialismo.
Ritorniamo a collegarci alle prime leggi razziali legate al darwinismo sociale.
Qual è la differenza tra razza e popolo secondo il manifesto degli scienziati razzisti?
Stalin e la collettivizzazione forzata
nel 1940 viene ucciso da un sicario di Stalin in Messico.
Stalin una volta che assume il potere attua una politica economica con l'obbiettivo principale di risolvere la crisi
riguardo la produzione dei cereali e quindi mette in discussione la Nep (nuova politica economica), un programma barato da Lenin per liquidare il comunismo di guerra.
L'obbiettivo era utilizzare tutte le risorse agrarie delle campagne, distribuire le merci e questa politica aveva determinato un collasso della produzione.
Stalin una volta attuato il suo regime prevedeva dei piani quinquennali, l'obbiettivo era di modernizzare l'economia Russa quindi trasformare l'economia sovietica da agricola ad industriale.
L'URS con questo piano diventa la seconda potenza industriale del mondo tanto è vero che quando finisce la seconda guerra mondiale abbiamo la guerra fredda.
Piani quinquennali e repressione
Stalin per raggiungere il suo obbiettivo articola questi piani quinquennali legati alla produzione partendo dal presupposto che l'intera economia doveva essere centralizzata e nel 1929 avvia una collettivizzazione forzata
che riguarda la trasformazione dell'economia agricola ed attiva quindi una modernizzazione fondata sui seguenti principi:
1) pianificazione collettiva dell'economia
2) collettivizzazione forzata dell'agricoltura; l'economia si basava sulla produzione delle campagne, solo una piccola parte delle aziende aveva aderito alle cooperative. Molte delle terre dopo la fine della rivoluzione
d'ottobre cominciano a diventare delle piccole-medie imprese. Nel 1925 esistono milioni di imprese agricole individuali. Stalin per prendersi tutte le aziende decide di espropriare le terre ai contadini agiati che si
chiamano "kulaki" (imprenditori agricoli) per creare aziende agricole di proprietà dello stato ed avvia una politica economica-collettiva che prevede l'incremento di aziende cooperative ("kolchoz") e di aziende agricole
statali ("slóvoniz"). Sono delle aziende collettive formate da contadini che mettono insieme mezzi di produzione, cioè attrezzi sementi ed una volta che vanno a raccogliere ciò che hanno prodotto consegnano allo
stato proprietario delle terre la metà della produzione. Tutti questi contadini vengono costretti da Stalin con la forza a diventare lavoratori delle fattorie.
La popolazione rurale oppone resistenza perché la politica di Stalin toglie le proprietà e non guadagnano più con le terre.
Stalin ordina la requisizione forzata delle terre, invia l'esercito gestito dal partito comunista e tutti quelli che si rivelavano alla politica staliniana venivano eliminati direttamente sul posto e l'altra parte di contadini (kolaki)
venivano deportati nei boolak (campi di lavoro) che spesso si trovavano in Siberia, quindi la prospettiva di vita dei deportati era molto breve perché lavoravano tantissimo durante il giorno a temperature bassissime
L'opposizione di questi contadini provocò un calo della produzione ed una carestia.
3) controllo molto rigido sull'arte e sulla cultura (realismo socialista); Stalin esaltato da culto della personalità che era costruita da una propaganda diretta da lui e si presenta alla masse, all'esercito come il padre che si
prende cura dei figli e dei concittadini.
Per combattere tutti i nemici interni nel 1934 si attua il periodo del grande terrore che riguarda l'eliminazione degli oppositori espulsi dal partito. Per farlo Stalin si avvale dell'ausilio della polizia di stato che attua le
cosiddette "purghe" (depurazione) contro i dissidenti che vengono arrestati fucilati e deportati al lavoro forzato in questi gulag. Le vittime furono tantissime e la politica di Stalin aveva la scopo rieducativo come se i
gulag fossero delle prigioni attraverso reclusione e lavoro. Inoltre questi assumono anche una funzione economica perché tutti i reclusi lavoravano gratis per lo stato e si occupano di realizzare opere pubbliche
come ferrovie, canali navigabili, cantieri edili.
Domande da interrogazione
- Quali furono le conseguenze delle "leggi fascistissime" di Mussolini?
- Quali furono le conseguenze delle "leggi fascistissime" di Mussolini?
- Come influenzò il "new deal" americano l'Europa e il regime di Mussolini?
- Come influenzò il "new deal" americano l'Europa e il regime di Mussolini?
- Qual è il ruolo del corporativismo nel regime fascista di Mussolini?
- Qual è il ruolo del corporativismo nel regime fascista di Mussolini?
- Quali misure adottò Mussolini per affrontare la crisi agricola e il divario nord-sud?
- In che modo Mussolini cercò di affrontare il divario nord-sud in agricoltura?
- In che modo Stalin attuò la collettivizzazione forzata e quali furono le sue conseguenze?
- Quali furono le conseguenze della collettivizzazione forzata di Stalin?
Le "leggi fascistissime" del 1925-1926 delegarono tutti i poteri a Mussolini e al gran consiglio del fascismo, segnando l'inizio di un regime totalitario in Italia.
Le "leggi fascistissime" del 1925-1926 delegarono tutti i poteri a Mussolini e al Gran Consiglio del fascismo, segnando l'inizio di un regime totalitario in Italia, come evidenziato nel testo.
Il "new deal" americano, attivato dopo il crollo della borsa di Wall Street, portò a disoccupazione in Europa, spingendo Mussolini a intensificare l'intervento statale e a controllare eventi pubblici.
Il "new deal" americano, attivato dopo il crollo della borsa di Wall Street, portò a disoccupazione in Europa, spingendo Mussolini a intensificare l'intervento statale e a controllare eventi pubblici per sostenere il regime.
Il corporativismo, introdotto nel 1934, mirava a sostituire la lotta di classe con la collaborazione tra categorie produttive, ma le corporazioni erano subordinate al potere politico e non avevano reale autonomia decisionale.
Il corporativismo, introdotto da Mussolini nel 1934, mirava a sostituire la lotta di classe con la collaborazione tra categorie produttive, ma le corporazioni non avevano potere decisionale, essendo subordinate al potere politico.
Mussolini promosse un programma per garantire l'autosufficienza alimentare e avviò piani di bonifiche, ma si scontrò con i latifondisti meridionali, creando un ulteriore divario tra nord e sud.
Mussolini promosse un programma per garantire l'autosufficienza alimentare, ma si scontrò con i latifondisti meridionali, creando un ulteriore divario tra il nord, che modernizzava la produzione, e il sud, che rimaneva arretrato.
Stalin avviò la collettivizzazione forzata nel 1929, espropriando terre ai contadini e creando aziende agricole statali, ma ciò portò a resistenza, carestia e un calo della produzione agricola.
La collettivizzazione forzata di Stalin portò a una resistenza da parte dei contadini, a una carestia e a un calo della produzione, con l'uso della forza per espropriare terre e deportare oppositori nei gulag, come descritto nel testo.