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Concetti Chiave

  • Dopo il Congresso di Vienna, l'Italia è sotto il controllo di sovrani assoluti, con una forte censura sulla diffusione delle idee liberali, ad eccezione del Granducato di Toscana.
  • La Carboneria gioca un ruolo chiave nell'organizzazione di rivolte clandestine in Italia, specialmente nel Lombardo-Veneto, per conquistare le libertà democratiche.
  • Le rivoluzioni del 1820-1821 in Europa, originate dalla Spagna, si diffondono anche in Italia, portando a concessioni costituzionali che vengono poi represse dalle truppe austriache.
  • Per i liberali, la Costituzione rappresenta un fondamentale passo verso uno Stato di diritto, stabilendo diritti e doveri per i cittadini e limitando il potere assoluto del sovrano.
  • I moti rivoluzionari in Grecia attirano l'attenzione internazionale, culminando nell'indipendenza nel 1830, che segna una vittoria significativa per il movimento liberale in Europa.

Controllo e censura post-Congresso di Vienna

Dopo il Congresso di Vienna, l’Italia è governato da sovrani assoluti; dovunque la polizia controlla che le nuove idee liberali non siano diffuse. Infatti, non sono ammessi né giornali, né libri e quindi, per organizzare la rivolta contro l’oppressore, si deve ricorrere alla stampa clandestina. In Italia, le idee liberali sono diffuse soprattutto nel Lombardo-Veneto, direttamente sotto il controllo austriaco, ma anche negli altri stati i governi non sono tolleranti. L’unica eccezione è il Granducato di Toscana in cui esiste una certa libertà di stampa e di opinione.

Per questo motivo, ovunque si diffonde la Carboneria, con lo scopo di organizzare, in modo clandestino, delle rivolte e di conquistare tutte le libertà soffocate.

Rivoluzioni europee e la Carboneria

Negli anni 1820-1821, in Europa scoppiano delle rivoluzioni contro i principi imposti dalla Restaurazione. L’occasione è data dal Regno di Spagna, in cui la Restaurazione aveva assunto aspetti più estremi. A seguito di una rivolta (chiamata pronunciamento di Cadice) del 1820, il re Ferdinando VII di Borbone è costretto ad accettare il ripristino della Costituzione , concessa nel 1812 da Giuseppe Bonaparte, che Napoleone aveva nominato re di Spagna.

Rivolte in Italia e intervento austriaco

Dalla Spagna, la rivoluzione si estende a Napoli e a Palermo. A Napoli, dove molti ufficiali dell’esercito fanno parte della Carboneria, la rivolta è capeggiata da Guglielmo Pepe. Il re è costretto a concedere la Costituzione e viene eletto un Parlamento, a suffragio ristretto.

A Palermo, scoppia una rivolta simile e viene chiesto che la Sicilia si stacchi dal Regno di Napoli.

Il re Ferdinando chiama allora in aiuto le truppe austriache. Applicando il principio d’intervento della Santa Alleanza, il Metternich invia a Napoli un esercito per reprimere la rivolta: i capi della sommossa sono imprigionati o fucilati e lo stesso Guglielmo Pepe viene esiliato.

Costituzione e monarchia in Piemonte

Nel 1821 scoppiano dei moti rivoluzionari anche in Piemonte dove i nobili di idee liberali contano di ottenere la collaborazione dei Savoia, visto che il re aveva sempre dimostrato una certa antipatia per l’Austria. Infatti, essi pensano che il re Vittorio Emanuele I, si rassegnerà ad accordare una Costituzione, si metterà a capo dell’esercito per marciare su Milano e cacciare gli Austriaci dal nord Italia , diventando così re dell’Alta Italia. Ma Vittorio Emanuele I è contrario alla guerra ma non vuole mettersi contro il popolo; per questo motivo, egli preferisce abdicare in favore del fratello Carlo Felice. Poiché, in quel momento Carlo Felice non è in Piemonte, il trono viene retto provvisoriamente dal nipote Carlo Alberto. Salito al trono, Carlo Alberto, che era di idee liberali, concede la Costituzione che però poco dopo viene revocata da Carlo Felice,pensando così di evitare l’intervento dell’Austria. Carlo Alberto deve andare in esilio e si rifugia in Toscana. I capi liberali piemontesi fuggono all’estero e in Piemonte viene ristabilita la monarchia assoluta.

Nel frattempo (1823), in Spagna interviene l’esercito della Santa Alleanza ed il governo liberale è cancellato.

Importanza della Costituzione per i liberali

Perché, nel XIX secolo, i liberali danno molta importanza alla Costituzione?

La Costituzione è una legge generale dello Stato, con la quale il popolo ed il sovrano stipulano un patto che stabilisce i diritti ed i doveri dei cittadini e alla Costituzione devono ubbidire tutti, sovrano compreso. Durante l’Ancien Régime, lo Stato aveva un carattere autoritario, mentre con la Costituzione si passa ad uno Stato di diritto, cioè regolato dalla legge e non soltanto dalla volontà assoluta del re. Quando un re accordava la Costituzione, egli si impegnava a rispettare le libertà dei cittadini e a governare, rispettando le regole previste all’interno della Costituzione. Inoltre, quando un sovrano accordava la Costituzione, giurava di restare fedele al patto e di non annullare più ciò che aveva concesso.

Invece, in diversi casi, molti sovrani concedono la Costituzione, ma successivamente decidono di ritirarla per poter ritornare al vecchio potere assoluto. Nonostante questo, si tratta di un notevole passo in avanti. Un altro aspetto importante è il superamento dell’idea secondo la quale non spetta al re concedere la Costituzione: infatti poiché il vero sovrano è il popolo (visione democratica), spetta al popolo darsi una Costituzione.

Rivolte in Russia e Grecia

La Restaurazione dei vecchi regimi trova degli ostacoli anche in Russia e in Grecia. In Russia, alla morte dello zar Alessandro I, sale sul trono Nicola I che non incoraggia le aspirazioni liberali. Così, nel 1825, in Russia scoppia il moto decabrista (= da dicembre) a cui partecipano i nobili e l’esercito. La rivolta viene repressa violentemente e la Russia e l’Austria si confermano i difensori dell’Ancien Régime

Anche in Grecia, che faceva parte dell’Impero turco-ottomano. si hanno i moti rivoluzionari. Nel 1821, molte città greche si ribellano, ma la rivolta viene repressa duramente e questo provoca una forte reazione ed una grande risonanza in Europa: molti volontari si recarono in Grecia per appoggiare gli insorti e fra di essi anche il poeta inglese Byron. Nonostante che i Greci riportino due vittorie sui Turchi, a Missolungi e a Sfacteria, essi non ottengono ancora l’indipendenza.

Indipendenza greca e politica internazionale

In poco tempo, il moto rivoluzionario greco diventa un caso di politica internazionale che vede schierarsi a favore della Grecia la Francia, l’Inghilterra e la Russia, tradizionali nemici della Turchia, mentre la Turchia può contare soltanto sull’appoggio del Metternich che teme di vedere spazzato via l’accordo previsto dalla Santa Alleanza.

Alla fine, nel golfo di Navarrino (1827), la flotta turca viene sconfitta da quella greca e tre anni dopo (1830), la Grecia ottiene l’indipendenza. Per il movimento liberale si tratta di una prima e molto significativa vittoria e questo dimostra che il popolo aveva la possibilità di ottenere la libertà e l’indipendenza dall’oppressore.

Arretratezza e immobilismo sociale in Europa

Rispetto all’Europa occidentale, quella centro-orientale era più arretrata. Le campagne erano più abitate delle città e l’economia era basata soprattutto sull’agricoltura. La società comprendeva ancora i servi della gleba (cioè i contadini legati alla terra che dovevano coltivare). Le possibilità di cambiare e quindi di migliorare erano molto limitate e per questo si può parlare di immobilismo sociale a cui si univa una grave crisi economica.

Stati conservatori e imperi multietnici

In Italia, i due Stati conservatori con un’ economia più arretrata erano lo Stato Pontificio ed il Regno di Napoli. In questi due Stati, la società era composta praticamente soltanto da due classi sociali: i nobili da un lato ed il resto della popolazione dall’altra. Mancava, quindi la classe intermedia, cioè la borghesia del commercio e degli affari, necessaria per lo sviluppo economico.

In Europa, gli altri stati conservatori, governati da una monarchia assoluta e quindi senza alcun controllo da parte dei poteri intermedi, erano:

• l’Impero Ottomano

• l’ Impero russo

• la Prussia

• l’Impero austriaco

Fra questi l’Austria e la Russia erano imperi multietnici, cioè comprendenti popolazioni diverse. Per esempio: erano sottoposti al dominio austriaco popolazioni italiane, tedesche, croate, slovacche, ungheresi e boeme, tutte pronte a organizzare rivolte contro il dominatore straniero.

Invece, lo zar doveva fare i conti con i Polacchi.

Anche l’Impero ottomano era multietnico perché esso dominava vari popoli della penisola balcanica, anche se, nel 1830, aveva dovuto riconoscere l’indipendenza della Grecia.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il contesto politico in Italia dopo il Congresso di Vienna?
  2. Dopo il Congresso di Vienna, l'Italia è governata da sovrani assoluti e la polizia controlla la diffusione delle idee liberali, con l'eccezione del Granducato di Toscana, dove esiste una certa libertà di stampa.

  3. Come si diffondono le idee liberali in Italia nonostante la censura?
  4. Le idee liberali si diffondono attraverso la Carboneria, un'organizzazione clandestina che mira a organizzare rivolte contro l'oppressione e a conquistare le libertà soffocate.

  5. Qual è l'importanza della Costituzione per i liberali nel XIX secolo?
  6. La Costituzione rappresenta un patto tra il popolo e il sovrano, stabilendo diritti e doveri e segnando il passaggio da uno Stato autoritario a uno Stato di diritto, dove il vero sovrano è il popolo.

  7. Quali eventi rivoluzionari si verificano in Europa tra il 1820 e il 1821?
  8. Tra il 1820 e il 1821, scoppiano rivoluzioni in Spagna, Napoli e Palermo, con la Carboneria che gioca un ruolo chiave, ma le insurrezioni vengono represse dall'intervento austriaco.

  9. Qual è il significato dell'indipendenza greca nel contesto europeo?
  10. L'indipendenza greca, ottenuta nel 1830, rappresenta una significativa vittoria per il movimento liberale, dimostrando che il popolo può ottenere libertà e indipendenza dall'oppressore.

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