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Concetti Chiave

  • Ossi di seppia, pubblicato nel 1925, simboleggia la condizione esistenziale dell'uomo attraverso un'immagine desolante legata al paesaggio costiero delle cinque terre.
  • Il linguaggio di Montale è innovativo, combinando tradizione poetica italiana con termini più prosaici e utilizzando il correlativo oggettivo per esprimere emozioni associate a oggetti e paesaggi.
  • In "Le occasioni", il paesaggio toscano segna un passaggio dall'asprezza della Riviera di Ponente alla campagna fiorentina, con riferimenti simbolici al mito di Apollo e alla figura di Clizia.
  • La raccolta "La bufera e altro" utilizza la bufera come metafora della guerra, con un contenuto che riflette un'accresciuta tendenza pessimistica senza descrizioni dirette dei conflitti.
  • Montale esprime una visione scettica sulla memoria in "Le occasioni", sostenendo che il recupero del passato non porta a piacevoli sensazioni, in contrasto con la visione leopardiana.

La nascita di Ossi di seppia

La prima raccolta di liriche fu pubblicata nel 1925, anche se 3 anni prima era uscita una piccola serie di testi poetici che recava il titolo di "Accordi", ricordando la predilezione di Montale per il mondo della musica e del canto. Il titolo della raccolta, Ossi di seppia, simboleggia la condizione esistenziale dell'uomo attraverso un'immagine scarnificata e desolante che richiama il paesaggio costiero delle cinque terre. Proprio l'ambientazione marina, assolata e pomeridiana rappresenta quasi un cliché delle poesie di tale raccolta. Si tratta di un paesaggio anti-naturalistico e connotativo che spesso rappresenta una icastica allegoria del "male di vivere" che è, a sua volta,una delle tematiche principali del primo Montale.

Il linguaggio innovativo di Montale

Innovativo appare il linguaggio in cui gli echi della tradizione poetica italiana convivono con termini che abbassano il livello e il tono della sintassi anche perchè Montale, inizialmente, guarda con grande ammirazione al poeta crepuscolare Guido Gozzano, capace di "far cozzare l'aulico con il prosaico". Molto utilizzata è la tecnica del correlativo oggettivo che avvicina sorprendentemente i risultati di Montale a quelli ottenuti nello stesso periododa Thomas Stearn Elliot, autore del poemetto " The Waste Land". Tale metodo permette di associare ai diversi oggetti ed immagini che popolano i paesaggi descritti dal poeta a delle emozioni o sentimenti.

Le occasioni e il paesaggio toscano

Si tratta di un elemento che ritroveremo in "Le occasioni", pubblicate nel 1939 in cui, se è possibile, poetica oggettuale diventa ancora più inesistente. In tale opera si assiste ad un passaggio dal paesaggio scosceso ed aspro della Riviera di Ponente alla campagna toscana dal momento che Montale negli anni '30 vivrà a Firenze dove ricoprirà l'incarico di direttore dello storico gabinetto Viesseux e frequenterà il bar delle Giube Rosse all'interno del quale saranno soliti incontrarsi grandi intellettuali del tempo( poeti ermetici, Saba, Gadda...). Legata al paesaggio fiorentino è l'immagine del girasole che rinvia al mito di Apollo, protettore dei poeti, e alla figura di Clizia, il nome con cui il poeta designa Irma Brandeis, una dantista americana di origine ebraica. Proprio la donna rappresenterà un'ancora di salvezza per il poeta, assumendo quà e là i connotati di una figura angelicata prossima alla tradizione stilnovistica e petrarchesca. Quanto allo stile, è opportuno rilevare come il lessico diventi sempre più enigmatico e criptico, tanto che molti critici superficiali hanno ravvisato delle analogie tra il Montale de "Le occasioni" e la coeva poesia ermetica. Al centro della raccolta si ritrova il tema del ricordo che richiama il motivo della rimembranza leopardiana. Il recupero della memoria , tuttavia, non è nè agevole nè fecondo di piaceri in quanto Montale non crede nella possibilità di un recupero proustiano di un tempo perduto, ne ritiene che il passato, come in Leopardi, possa dedurre piacevoli sensazioni evocative.

La bufera e altro: metafora della guerra

La terza raccolta, La bufera e altro, comparve soltanto nel 1956, ma già negli anni del secondo conflitto mondiale il poeta aveva elaborato gran parte dei testi inclusi nell'opera finale. Montale affermerà che molte poesie non vennero pubblicate se non clandestinamente ai tempi della guerra, non perchè contenessero esplicite posizioni di contrasto al regime vigente, ma per motivi di opportunità. La bufera del titolo è metafora della guerra: lo scontro armato vero e proprio , quindi, non viene mai descritto in presa diretta, anche se molti componimenti furono realizzati nel periodo bellico e pubblicati nel '43 a Lugano da Gianfranco Contini. Se, per quanto concerne lo stile, non avvertiamo profonde differenze con le raccolte precedenti, sul piano del contenuto si riscontra un'accentuazione della tendenza pessimistica ma Montale, in una celebre intervista, affermò che la guerra, trattandosi di un avvenimento transitorio, non poteva condizionare più di tanto la felicità o infelicità dell'artista che rappresenta qualcosa di assoluto e atemporale.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del titolo "Ossi di seppia" nella raccolta di Montale?
  2. Il titolo simboleggia la condizione esistenziale dell'uomo attraverso un'immagine desolante, richiamando il paesaggio costiero delle cinque terre, e rappresenta il "male di vivere", una delle tematiche principali del primo Montale.

  3. In che modo Montale utilizza il linguaggio innovativo nelle sue poesie?
  4. Montale combina echi della tradizione poetica italiana con termini più prosaici, utilizzando la tecnica del correlativo oggettivo per associare oggetti e immagini a emozioni, simile a quanto fatto da Thomas Stearn Eliot.

  5. Qual è il tema centrale della raccolta "Le occasioni"?
  6. Il tema centrale è il ricordo, che richiama la rimembranza leopardiana, ma Montale non crede nella possibilità di un recupero del passato che possa portare a sensazioni piacevoli, rendendo il recupero della memoria difficile e poco fecondo.

  7. Come viene rappresentata la guerra nella raccolta "La bufera e altro"?
  8. La guerra è metaforicamente rappresentata dalla "bufera" del titolo, senza descrizioni dirette dello scontro armato, e i testi furono in parte scritti durante il conflitto, evidenziando una tendenza pessimistica nel contenuto.

  9. Qual è il ruolo di Irma Brandeis nella poesia di Montale?
  10. Irma Brandeis, designata come Clizia, rappresenta un'ancora di salvezza per Montale, assumendo connotati angelicati e richiamando la tradizione stilnovistica e petrarchesca, evidenziando il suo legame con il paesaggio fiorentino.

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