Indice

  1. Moneta, prezzi e mercato nell'Europa preindustriale
  2. Le monete di conto e lo svilimento monetario
  3. Facciamo degli esempi
  4. La misurazione dei prezzi nel tempo
  5. Le cause dell’aumento dei prezzi nel Cinquecento
  6. ]L’aumento della disponibilità di oro e argento

Moneta, prezzi e mercato nell'Europa preindustriale

Tra il XVI e il XVIII secolo, in Europa continuavano a esistere ampie forme di autoconsumo, cioè situazioni in cui le famiglie producevano direttamente ciò di cui avevano bisogno. Tuttavia, l’economia monetaria era ormai diffusa ovunque e la moneta veniva utilizzata sempre più frequentemente negli scambi commerciali.
A partire dal XIII secolo si era affermato un sistema monetario basato sul bimetallismo, cioè sull’utilizzo contemporaneo di due metalli preziosi: l’oro e l’argento. Il rapporto di valore tra questi due metalli poteva variare nel tempo e contribuiva a determinare il valore degli scambi, influenzando anche le monete di valore più basso, generalmente realizzate in rame, talvolta mescolato con una certa quantità di argento.

Le monete di conto e lo svilimento monetario

Il sistema monetario europeo era piuttosto complesso anche a causa dell’esistenza delle cosiddette monete di conto. Si trattava di unità monetarie che non venivano effettivamente coniate, ma che servivano come riferimento per calcolare il valore delle monete realmente in circolazione.
Tra queste vi erano la sterlina in Inghilterra, la lira tornese in Francia e la lira imperiale in Germania e in parte dell’Italia.
Un altro elemento che complicava il sistema era la pratica dello svilimento monetario, utilizzata frequentemente dai governi europei. Consisteva nella riduzione della quantità di metallo prezioso contenuta nelle monete, diminuendone così il valore effettivo.
Quando diminuiva il valore delle monete divisionali, cioè quelle di valore inferiore utilizzate come frazioni delle monete di conto, anche queste ultime perdevano valore. Di conseguenza, i pagamenti espressi nelle monete di conto richiedevano somme nominali sempre maggiori.

Facciamo degli esempi

Per esempio, la lira imperiale era suddivisa in 20 soldi, ciascuno dei quali corrispondeva a 12 denari, per un totale di 240 denari. A Milano, il quattrino equivaleva a quattro denari, cioè a un sessantesimo di lira.
Se il quattrino veniva svalutato, i prezzi espressi in lire tendevano ad aumentare. Al contrario, le monete d’oro e d’argento che mantenevano stabile il proprio peso in metallo prezioso acquistavano valore rispetto alla lira.

La misurazione dei prezzi nel tempo

Per studiare correttamente l’andamento dei prezzi nella storia economica, gli studiosi cercano di eliminare gli effetti delle manipolazioni monetarie.
A questo scopo, trasformano i prezzi nominali, cioè quelli espressi nelle monete dell’epoca, in prezzi equivalenti a una determinata quantità di argento, misurata in grammi. In questo modo è possibile confrontare meglio i prezzi di periodi diversi, senza essere influenzati direttamente dalle variazioni del valore delle monete.
Anche dopo questa correzione, le serie storiche dei prezzi mostrano una forte tendenza all’aumento tra la fine del XV secolo e i primi decenni, o la metà, del XVII secolo. Questo fenomeno viene spiegato considerando il rapporto tra la quantità di moneta in circolazione e la quantità di beni disponibili sul mercato.

Le cause dell’aumento dei prezzi nel Cinquecento

Tra la fine del XV secolo e il XVII secolo, l’aumento dei prezzi fu determinato da diversi fattori che agirono contemporaneamente.
Da una parte, la popolazione europea cresceva rapidamente e, di conseguenza, aumentava anche la domanda di beni, soprattutto di prodotti agricoli. Tuttavia, la produzione non riusciva a crescere con la stessa velocità, a causa dei limiti che ostacolavano l’espansione dell’agricoltura e delle altre attività produttive.
Questo squilibrio tra una domanda crescente e una disponibilità di merci insufficiente esercitò una forte pressione sui prezzi.
Dall’altra parte, durante il cosiddetto «lungo Cinquecento», aumentò rapidamente anche la quantità di mezzi di pagamento disponibili. A questo si aggiunse una maggiore velocità di circolazione della moneta, favorita dall’espansione degli scambi commerciali e dalla diffusione di strumenti finanziari come la lettera di cambio e la girata.
La lettera di cambio permetteva di effettuare pagamenti e trasferimenti di denaro senza dover trasportare materialmente le monete. La girata, invece, consentiva di trasferire ad altri il diritto a riscuotere una somma indicata in un titolo. Questi strumenti facilitarono le transazioni e contribuirono a rendere più dinamica la circolazione monetaria.

]L’aumento della disponibilità di oro e argento

Un ulteriore fattore che contribuì all’aumento della massa monetaria fu la crescita della produzione di metalli preziosi.
La produzione d’argento delle miniere europee probabilmente raddoppiò tra la metà del XV secolo e il 1530 circa.
Successivamente, la disponibilità di oro e argento aumentò sensibilmente grazie alle importazioni di questi metalli dal Nuovo Mondo, cioè dai territori americani raggiunti dagli europei.
Una testimonianza importante di questo fenomeno è rappresentata dai dati relativi agli arrivi di oro e argento a Siviglia, in Spagna, tra il 1503 e il 1660. Questi dati permettono di osservare il ruolo dei metalli preziosi provenienti dalle Americhe nell’espansione della quantità di moneta disponibile in Europa.
Nel complesso, l’aumento della popolazione e della domanda, la crescita della massa monetaria, la maggiore velocità di circolazione del denaro e l’afflusso di metalli preziosi contribuirono alla forte crescita dei prezzi che caratterizzò una parte significativa dell’età moderna.

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