Concetti Chiave
- Tra il 1888 e il 1913, la stabilità della lira ha favorito la crescita del sistema creditizio, mantenendo invariato il cambio estero e arrestando il declino dei prezzi interni.
- La crisi bancaria del 1907 ha rivelato la mancanza di diversificazione delle banche universali, causando turbolenze significative nella società Bancaria Italiana.
- Il periodo ha visto un aumento della centralizzazione economica, con le banche di emissione che hanno imposto restrizioni per prevenire perdite e immobilizzazioni.
- Nel secondo quinquennio del Novecento, è aumentata la circolazione di titoli azionari, con nuove emissioni che hanno rappresentato circa il 5% delle attività finanziarie pubbliche.
- Nonostante l'aumento della ricchezza finanziaria, le spese pubbliche raddoppiarono tra gli anni Ottanta e le fine degli anni Dieci, aumentando l'indebitamento delle amministrazioni locali.
Stabilità della lira e sistema creditizio
Dal 1888 al 1913, il cambio estero della lira italiana rimase pressoché invariato; il livello interno dei prezzi cessò di declinare e influenzò positivamente le attività produttive di scambio. Il sistema creditizio si era accresciuto e maturato e le categorie bancarie avevano incrementato la consistenza della massa fiduciaria amministrata dai propri membri.
Crisi bancaria e legislazione?
Le banche “universali” e gli amministratori delle grandi banche italiane (Banca Commerciale Italiana, Credito Italiano, Banco di Roma) non riuscirono a diversificare e specializzare il mercato creditizio e quindi a farlo crescere secondo le sue specifiche caratteristiche. Infatti, nel 1907, si generò una crisi che turbò la società Bancaria Italiana anch’essa impegnata in un’attività di tipo misto e non specializzata. Nei quattordici anni dal 1900 al 1913, molti problemi furono attenuarti da una vasta attività di legislazione.
Centralizzazione economica e inflazione
Fra il 1888 e il 1914, il sistema economico si mosse lentamente nel senso di un maggior accentramento o centralizzazione; tale obiettivo fu raggiunto dalle banche di emissione tramite limitazione e restrizioni volte a evitare perdite per immobilizzazioni. Nello stesso periodo, il valore della moneta diminuì di circa un quarto,nonostante l’impeto iniziale dell’inflazione cartacea conseguente al maggior bisogno della Tesoreria dello Stato che si era prodotto subito dopo l’Unità.
Sviluppo finanziario e problemi locali
Nel secondo quinquennio del Novecento, lo Stato effettuò l’allungamento di alcuni anni della scadenza media dei titoli circolanti. Un altro fenomeno finanziario importante che si verificò in tale periodo fu lo sviluppo della circolazione dei titoli azionari; infatti, la quantità di nuove azioni emesse aumentò di circa il 5% del totale delle attività finanziarie pubbliche rispetto al periodo post unitario. La finanza locale costituiva, invece, un problema di una certa gravità: fra l’altro, fra l’inizio degli anni Ottanta e la fine degli anni Dieci del XX secolo, l’ammontare delle spese pubbliche si raddoppiò, mentre le entrate non riuscivano a mantenere lo stesso ritmo, facendo così aumentare l’indebitamento delle amministrazioni. In un quarto di secolo, la ricchezza finanziaria aumentò di tre volte, arrivando a fornire al sistema produttivo la base capitalistica necessaria al decollo della sua industrializzazione e al suo ingresso nel mondi progredito.
Domande da interrogazione
- Qual è stato l'impatto della stabilità della lira sul sistema creditizio italiano tra il 1888 e il 1913?
- Quali problemi ha affrontato il sistema bancario italiano durante la crisi del 1907?
- Come ha influito la centralizzazione economica sull'inflazione e sul valore della moneta tra il 1888 e il 1914?
La stabilità della lira ha contribuito a mantenere invariato il cambio estero e ha fermato il declino dei prezzi interni, favorendo così le attività produttive e la crescita del sistema creditizio, che si è accresciuto e maturato durante questo periodo.
Le banche universali e i grandi istituti di credito non sono riusciti a diversificare il mercato creditizio, portando a una crisi nel 1907 che ha colpito la società Bancaria Italiana, nonostante gli sforzi legislativi per attenuare i problemi tra il 1900 e il 1913.
Durante questo periodo, la centralizzazione economica è stata perseguita dalle banche di emissione, mentre il valore della moneta è diminuito di circa un quarto, nonostante l'inflazione iniziale dovuta al crescente bisogno della Tesoreria dello Stato.