Concetti Chiave
- Durante la seconda metà dell’Ottocento, il nazionalismo si unisce a teorie ‘scientifiche’ sulle differenze razziali, influenzato dalle idee di Darwin e dal contatto con culture diverse.
- Gli zoo umani, presenti in Europa, espongono popolazioni di altri continenti come animali, contribuendo a una percezione di inferiorità e alimentando il nuovo razzismo.
- Gobineau, aristocratico francese, sostiene l'esistenza di tre razze fondamentali, con la razza bianca considerata superiore e l'unione di razze diverse vista come causa di degenerazione.
- Lapouge teorizza tre varianti razziali in Europa, ponendo la razza Ariana al vertice e considerandola superiore alle altre due, con la razza ebraica relegata ai gradini più bassi della gerarchia.
- Tutte queste teorie razziali mancano di valore scientifico, ma hanno avuto un impatto significativo sul pensiero razzista dell'epoca.
Qual è il discorso nazionalista e le teorie razziali?
Nel corso della seconda metà dell’Ottocento il discorso nazionalista si intreccia con diverse riflessioni ‘scientifiche’ sulle differenze razziali, visto le teorie di Darwin e il sempre più frequente contatto tra europei e popoli con fattezze fisiche e culturali differenti.
Gli zoo umani e la percezione di inferiorità
In molti luoghi d’Europa vengono costruiti degli zoo umani, dove le popolazioni di altri continenti vengono esposte come se fossero animali, a volte assieme a degli animali esotici.
Questo da una parte può essere un modo per incontrare popoli diversi, ma mostra anche una loro ‘inferiorità’.
Questo concetto di ‘inferiorità’ o di ‘primitività’ di queste popolazioni estere è alla base delle tesi elaborate dal nuovo razzismo, che non solo classifica le diverse razze, ma le pone anche in modo gerarchico.
Teorie razziali di Gobineau e Lapouge
Joseph-Arthur de Gobineau, un aristocratico francese, sosteneva l’esistenza di tre razze fondamentali: bianca, gialla e nera, delle quali la prima è superiore alle altre due, quella gialla è portatrice di valori materiali e quella nera presenta caratteri animaleschi.
Sempre secondo Gobineau, l’unione tra razze diverse può portare solo a popoli ‘degenerati’.
La gerarchia razziale e la razza ebraica
Un altro teorico razziale francese, Geroges de Lapouge, teorizzò che all’interno dell’Europa esistevano tre varianti razziali: l’Homo Europaenus (o Ariano), Alpinus e Mediterraneus; al vertice gerarchico vi è la razza Ariana, seguita dagli altri due gruppi, posti un gradino sotto l’Europaenus poiché frutto della contaminazione con altre razze.
Sui gradini più bassi della scala razziale viene posta la razza ebraica, ritenuta non solo ‘inferiore’, ma anche pericolosa per la sua avidità commerciale.
Ovviamente il valore scientifico di tutto ciò è assolutamente nullo.
Domande da interrogazione
- Qual è il legame tra il discorso nazionalista e le teorie razziali nel XIX secolo?
- Cosa rappresentano gli zoo umani e quale impatto hanno sulla percezione delle popolazioni esposte?
- Quali sono le teorie razziali di Gobineau e Lapouge riguardo alla gerarchia razziale?
Nel XIX secolo, il discorso nazionalista si intreccia con riflessioni ‘scientifiche’ sulle differenze razziali, influenzato dalle teorie di Darwin e dal contatto con popoli culturalmente e fisicamente diversi.
Gli zoo umani, costruiti in Europa, espongono popolazioni di altri continenti come animali, contribuendo a una percezione di ‘inferiorità’ e ‘primitività’ che alimenta le tesi del nuovo razzismo, che classifica e gerarchizza le razze.
Gobineau sostiene l'esistenza di tre razze fondamentali, con la razza bianca superiore, mentre Lapouge teorizza tre varianti razziali in Europa, ponendo la razza Ariana al vertice e considerandola superiore alle altre, inclusa la razza ebraica, vista come ‘inferiore’ e pericolosa.