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Concetti Chiave

  • La mobilizzazione passiva prevede interruzioni regolari della resistenza muscolare, simili a scatti di una ruota dentata.
  • La spasticità colpisce i muscoli antigravitari, come bicipiti e quadricipiti, ed è comune nei pazienti emiplegici, portando a una postura rigida dell'arto inferiore.
  • La rigidità, tipica dei pazienti parkinsoniani, coinvolge tutti i muscoli e si manifesta con la mancata azione reciproca tra flessori ed estensori.
  • La diagnosi del livello di lesione può essere effettuata in base all'atteggiamento del soggetto durante il coma, identificando rigidità decorticata o decerebrata.
  • I collicoli del tronco encefalico giocano un ruolo chiave nella diagnosi: lesioni più alte causano rigidità decorticata, mentre lesioni a livello dei collicoli portano a rigidità decerebrata.

Mobilizzazione passiva e resistenza

Nella mobilizzazione passiva, la resistenza muscolare viene interrotta ad intervalli regolari, a scatti, come se si muovesse appunto una ruota dentata.
Spasticità e rigidità sono due forme di ipertonia, cioè sono caratterizzate da un aumento del tono muscolare. Tuttavia:

- la spasticità coinvolge i muscoli antigravitari, cioè quei muscoli che lavorano contro la forza di gravità: i muscoli flessori del braccio (bicipiti) e i muscoli estensori della gamba (quadricipiti). La spasticità è tipica del paziente emiplegico che, a causa di un’eccessiva contrazione dei muscoli antigravitari, presenta una distasia caratteristica, con l’arto inferiore interessato rigido e proteso in avanti;

- la rigidità, tipica del paziente parkinsoniano, interessa tutti i muscoli, sia i flessori (bicipite) sia gli estensori (tricipite). Per flettere il braccio, il bicipite si contrae e il tricipite si rilassa. Per estendere il braccio avviene il contrario: il tricipite si contrae e il bicipite si rilassa. La rigidità è caratterizzata dalla mancata azione reciproca di questi muscoli (il mancato rilassamento del tricipite per flettere il braccio o del bicipite per estenderlo).

Diagnosi del livello di lesione

In base al diverso atteggiamento assunto durante il coma, è possibile effettuare una diagnosi del livello di lesione. Il soggetto B presenta una forma di rigidità decorticata; il soggetto C presenta una forma di rigidità decerebrata. A livello del tronco encefalico, posteriormente sono presenti quattro strutture dette collicoli, due superiori che ricevono informazioni dall’apparato visivo e due inferiori, che ricevono informazioni dall’apparato uditivo. Se la lesione centrale è arrivata a livello dei collicoli, allora si parla di rigidità decerebrata; se la lesione centrale è più alta dei collicoli, allora si parla di rigidità decorticata.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la differenza tra spasticità e rigidità nei pazienti con disturbi muscolari?
  2. La spasticità coinvolge i muscoli antigravitari, come i bicipiti e i quadricipiti, ed è tipica nei pazienti emiplegici, mentre la rigidità interessa tutti i muscoli e si osserva nei pazienti parkinsoniani, caratterizzata dalla mancata azione reciproca dei muscoli (come il bicipite e il tricipite).

  3. Come si può diagnosticare il livello di lesione in un paziente in coma?
  4. La diagnosi del livello di lesione si basa sull'atteggiamento del paziente durante il coma; ad esempio, la rigidità decorticata indica una lesione centrale più alta dei collicoli, mentre la rigidità decerebrata indica una lesione a livello dei collicoli stessi.

  5. Quali sono le strutture coinvolte nella rigidità decerebrata e decorticata?
  6. La rigidità decerebrata è associata a lesioni a livello dei collicoli del tronco encefalico, mentre la rigidità decorticata si verifica quando la lesione è più alta rispetto a queste strutture, influenzando il controllo muscolare.

Domande e risposte

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