Concetti Chiave

  • Le complicazioni precoci delle fratture includono danni ai nervi, compromissione vascolare e sindrome compartimentale di Volkmann, che possono avere conseguenze gravi nei primi giorni dopo l'infortunio.
  • Le complicazioni tardive comprendono deformità post-traumatiche, pseudoartrosi, necrosi ossea, atrofia di Sudeck e artrosi precoce, con una frequenza ridotta di complicazioni dopo interventi chirurgici.
  • Le lesioni spinali possono causare danni al midollo spinale o radicolari, a seconda della localizzazione della lesione nella colonna vertebrale.
  • Il colpo di frusta è un meccanismo di trauma comune che può causare danni midollari, anche in assenza di evidenze radiologiche iniziali.
  • La tomografia computerizzata è essenziale per diagnosticare fratture complesse, mentre la risonanza magnetica è fondamentale per valutare danni al midollo spinale.

Indice

  1. Complicazioni precoci delle fratture
  2. Complicazioni tardive delle fratture
  3. Lesioni spinali e diagnosi

Complicazioni precoci delle fratture

Si dividono in precoci e tardive:

    ● Precoci: compromissioni dei nervi: es lesione del nervo radiale (passa nella doccia di torsione dell’omero) con deficit dell’estensione della mano o del nervo sciatico in frattura del fondo acetabolare. danno vascolare: se si interrompe o recide un’arteria. sindrome compartimentale di Volkmann: situazione molto grave, dei primi giorni. Per edema, infiammazione, gesso troppo stretto, si crea un aumento di pressione nel compartimento, ovvero lo spazio compreso tra osso e fascia. I vasi e i nervi che vi scorrono vengono compressi e danneggiati. Il rischio si corre soprattutto nel gomito e nella gamba. Si interviene aprendo la fascia.

    Complicazioni tardive delle fratture

    ● Tardive: consistono in deformità post traumatiche “malunion”: difetto di consolidazione. pseudoartrosi: “non union”, una frattura che non guarisce e che dà origine ad una specie di nuova articolazione. infezioni. necrosi ossea: ad esempio può riguardare lo scafoide, in quanto vi è un elevato rischio di necrosi del polo prossimale, in quanto la vascolarizzazione si sviluppa in senso distaleprossimale. atrofia di Sudeck: rientra nelle sindromi algodistrofiche, nel 95% benigna ma comunque è gonfia e fa male, è un’atrofia da disuso. artrosi precoce: post traumatica, in caso soprattutto di fratture articolari. In epoca prechirurgica una frattura malleolare andava incontro a questa complicanza nel 40% dei casi. Intervenendo chirurgicamente la percentuale si è ridotta al 20%.

Lesioni spinali e diagnosi

Siccome il midollo osseo non corre lungo tutta la colonna, se vi è una lesione al passaggio dorso lombare c’è danno al midollo, se vi è danno a L4 c’è danno radicolare.

Il meccanismo di trauma più frequente è il colpo di frusta che è una iperestensione seguita da una iperflessione, molto veloce, che può essere una banale distorsione cervicale ma può lussare la faccetta e tornare indietro, c’è chi con un rx negativo si è trovato tetraplegico. Con la rm si ricostruisce la presenza di danno midollare.

Una frattura dell’atlante può essere intuita all’Rx, ma è la Tc l’esame che dirime e che, quindi, costituisce l’esame principe per la diagnosi. Le fratture possono essere multiple e derivano, in genere, da traumi di compressione sul cranio, per azione del contraccolpo a livello delle articolazioni con le ossa occipitali o con i condili della mastoide. La frattura dell’epistrofeo può essere un trauma da rotazione o, più spesso, da distrazione, e può dare vari tipi di fratture, più o meno gravi, tipicamente al livello del dente. È una frattura molto instabile e pericolosa, perché può dare delle gravi lesioni del midollo. È anche la frattura tipica dell’impiccato (l’impiccato, infatti, non muore per soffocamento, ma perché il boia mette il nodo in una certa posizione di fianco nel collo, per cui il peso del collo, quando il nodo si stringe, dà un colpo che va a fratturare in modo molto preciso ed immediato l’epistrofeo, provocando la sezione del midollo al livello di C2). All’RX si visualizza tramite una proiezione transorale.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le complicazioni precoci più comuni delle fratture?
  2. Le complicazioni precoci delle fratture includono compromissioni nervose, come la lesione del nervo radiale o sciatico, danni vascolari e la sindrome compartimentale di Volkmann, che può verificarsi a causa di edema o gesso troppo stretto, richiedendo un intervento chirurgico per alleviare la pressione.

  3. Cosa si intende per "malunion" e "pseudoartrosi" nelle complicazioni tardive delle fratture?
  4. La "malunion" è una deformità post-traumatica dovuta a un difetto di consolidazione, mentre la "pseudoartrosi" è una frattura che non guarisce, creando una nuova articolazione. Entrambe rappresentano complicazioni tardive significative.

  5. Qual è il meccanismo di trauma più frequente che causa lesioni spinali?
  6. Il meccanismo di trauma più comune è il colpo di frusta, che comporta un'iperestensione seguita da un'iperflessione rapida, potenzialmente causando danni al midollo spinale, anche in presenza di radiografie negative.

  7. Quali esami sono fondamentali per la diagnosi delle fratture cervicali?
  8. La radiografia può intuire una frattura dell'atlante, ma la tomografia computerizzata (Tc) è l'esame principale per confermare la diagnosi. Le fratture dell'epistrofeo, che possono essere molto instabili e pericolose, richiedono anch'esse un'accurata valutazione tramite RX e Tc.

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