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Concetti Chiave

  • Le concezioni interpretative di Iacopo da Balduini e Odofredo si opponevano a quelle di Accursio, evidenziando divergenze significative nel pensiero giuridico medievale.
  • I commentatori del XIII secolo, a differenza dei glossatori, utilizzavano un approccio analogico basato sulla somiglianza tra norme e fattispecie, piuttosto che un ragionamento dialettico.
  • Il ragionamento analogico ha reso l'interpretazione delle norme giustinianee più pratica, estendendo la sua applicazione a casi precedentemente non considerati.
  • Jacques de Revigny e Pierre de Belleperche sono stati i principali esponenti di un nuovo approccio esegetico al Corpus iuris civilis, introducendo regole innovative nelle loro opere.
  • Il passaggio dall'approccio dialettico a quello analogico ha sostenuto il diritto comune fino all'inizio del XVIII secolo, segnando un'importante evoluzione nell'interpretazione giuridica.

Concezioni interpretative nel diritto medievale

Le antitetiche concezioni interpretative di cui erano fautori Iacopo da Balduini e Odofredo da un lato e Accursio dall’altro sono testimoniate da un passo del giurista francese Guido di Cumis, il quale in un frammento ha ricordato l’episodio di un suo compagno di studi che, presentatosi a discutere la laurea, fu rimandato da Accursio per aver sostenuto durante la discussione le tesi esegetiche avanzate da Iacopo Balduini.

Differenze tra glossatori e commentatori

Qualora non fosse possibile ricondurre una fattispecie a una norma simile ma non del tutto identica, i commentatori del XIII secolo, a differenza dei glossatori irneriani, non si servivano del ragionamento dialettico bensì di quello analogico di impronta aristotelica: la somiglianza tra la norma giustinianea e la fattispecie consentiva di ricondurre quest’ultima alla giurisdizione della disposizione. Mentre il ragionamento dialogico (utilizzato dai glossatori) si fondava sul distinguere, ossia sulla semplice individuazione delle distinctiones, quello analogico (proprio dei commentatori) si fondava sul quaerere, ossia sulla discussione di quaestiones emergentes e de facto inerenti alle fattispecie (distinctiones) riconducibili a disposizioni simili per analogia.

Evoluzione dell'interpretazione giuridica

Tale passaggio permise di rendere enormemente più pratica ed estensiva l’interpretazione delle norme giustinianee. Il ragionamento analogico consentì infatti di fornire una disciplina esatta a fattispecie fino ad allora non ricomprese nell’ambito di applicazione delle norme giustinianee. Per via della sua efficacia esso riuscì a sostenere il diritto comune fino alla sua scomparsa, coincidente con l’inizio del XVIII secolo.

I principali rappresentanti del nuovo genere esegetico furono Jacques de Revigny e Pierre de Belleperche, i quali scrissero diverse lecturae al Corpus iuris civilis attenendosi a regole innovative.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la differenza principale tra le concezioni interpretative di Iacopo da Balduini e Accursio?
  2. Iacopo da Balduini e Odofredo sostenevano un approccio esegetico, mentre Accursio rifiutava tali tesi, come dimostrato dall'episodio riportato da Guido di Cumis, dove un compagno di studi fu rimandato da Accursio per aver sostenuto le idee di Balduini.

  3. Come si differenziano i glossatori irneriani dai commentatori del XIII secolo nell'interpretazione delle norme?
  4. I glossatori irneriani utilizzavano un ragionamento dialettico basato sul distinguere, mentre i commentatori del XIII secolo adottavano un approccio analogico di impronta aristotelica, fondato sul quaerere, per applicare le norme giustinianee a fattispecie simili.

  5. Qual è l'importanza del ragionamento analogico nell'evoluzione dell'interpretazione giuridica?
  6. Il ragionamento analogico ha reso l'interpretazione delle norme giustinianee più pratica ed estensiva, permettendo di disciplinare fattispecie precedentemente escluse, e ha sostenuto il diritto comune fino al XVIII secolo.

Domande e risposte

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