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Concetti Chiave

  • Il "Liber Pauperum" è una summa trecentesca di principi romanistici, scritta da Vacario, destinata a scolari meno abbienti per rendere accessibile il sapere giuridico.
  • Pillio da Medicina, professore all'università di Modena, promosse un approccio didattico innovativo con il "Libellus disputatorius", enfatizzando lo studio mnemonico.
  • La scuola modenese, dopo la morte di Pillio, perse il suo insegnamento poiché non fu tramandato dai successori, portando a un declino del suo prestigio.
  • A Bologna, durante il periodo di Pillio, si sviluppò una nuova cultura giuridica basata sull'esegesi rigoristica, influenzata dagli insegnamenti di Bulgaro.
  • Le opere trecentesche, tra cui il "Liber Pauperum", rappresentano un'importante evoluzione del pensiero giuridico, mirato a rendere accessibile il sapere legale.

Il "Liber Pauperum" e altre opere trecentesche

Una delle opere principali appartenenti al genere trecentesco della summa è il Liber Pauperum (letteralmente libro dei poveri) attribuito a un certo Vacario. L’opera, costituita da una sintesi di principi romanistici tratti dal Corpus giustinianeo, è stata così definita dal suo autore perché destinata agli scolari meno abbienti, impossibilitati a sostenere il costo elevato dell’intero Corpus. Nel genere rientrano infine anche la Summa codicis trecensis, inizialmente attribuita ad Irnerio, e le Quaestiones de iuris utilitatibus, una breve raccolta di quaestiones legitimae scaturite dalla lettura della Lex romana, inizialmente attribuite a Irnerio ma in seguito al giurista Piacentino.

Pillio da Medicina e l'università di Modena

La dottrina extra bolognese trovò un’assidua applicazione presso le cosiddette «scuole minori», nel XII secolo simboleggiate dall’università di Modena, dove fra il 1175 e il 1182 insegnò il celebre giurista Pillio da Medicina. Affrancatosi dall’università di Bologna in seguito alla richiesta di prestare giuramento di fedeltà e stabilità presso l’ateneo della città, Pillio accettò di divenire professore dell’università di Modena, dove sentì la necessità di promuovere un’offerta didattica diversificata rispetto a quella praticata nella vicina Alma Mater. Per fare ciò egli scrisse il «Libellus disputatorius», un manuale in cui confluì una sintetica raccolta di brocardi tratti dal Codex e dal Digestum facili da memorizzare. In questo modo Pillio sostituì il metodo della lectura con quello dello studio mnemonico, non solo dei libri legales, ma anche dei libri feudorum, differentemente da quanto avveniva a Bologna.

Declino della scuola modenese e l'influenza di Bulgaro

In seguito alla scomparsa di Pillio, però, la scuola modenese fu destinata a perdere ogni traccia del suo insegnamento poiché esso non fu perpetuato da nessuno dei suoi successori. Mentre Pillio sperimentava nuovi metodi presso l’università di Modena, a Bologna si diffondeva il messaggio di una cultura nuova incentrata sull’esegesi rigoristica proposta da Bulgaro.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza del "Liber Pauperum" nel contesto delle opere trecentesche?
  2. Il "Liber Pauperum", attribuito a Vacario, è una sintesi di principi romanistici destinata agli scolari meno abbienti, offrendo un'alternativa accessibile al costoso Corpus giustinianeo.

  3. Come ha influenzato Pillio da Medicina l'insegnamento all'università di Modena?
  4. Pillio da Medicina ha introdotto un metodo di studio mnemonico attraverso il "Libellus disputatorius", diversificando l'offerta didattica rispetto all'università di Bologna e sostituendo il metodo della lectura.

  5. Qual è stato il destino della scuola modenese dopo la morte di Pillio?
  6. Dopo la scomparsa di Pillio, la scuola modenese ha perso la sua vitalità poiché il suo insegnamento non è stato perpetuato dai successori, mentre a Bologna si affermava una nuova cultura giuridica con l'esegesi di Bulgaro.

Domande e risposte

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