Indice

  1. Strategie di migrazione
  2. Transizioni epitelio-mesenchima
  3. Ruolo del microambiente

Strategie di migrazione

Può esistere un movimento collettivo che può essere:
* a cluster: la massa si muove più liberamente
* a foglietto o cordone: le cellule pur procedendo, le cellule mantengono contatto con il luogo d’origine
Nel movimento collettivo c’è interazione tra le diverse cellule neoplastiche. Nel movimento a foglietto, a cordone si vede uno spostamento che viene dettato dalle cellule che si trovano davanti. Queste si muovono e,avendo degli pseudopodi, si trascinano dietro il resto delle cellule neoplastiche. I punti focali di interazione vengono persi nel cluster.

* Movimento mesenchimale, cellule che assumono forma affusolata prendono contatti con la membrana cellulare con cui si muove.
* Cellula ameboide ha un movimento di rotolamento.
Vantaggio di movimento individuale rispetto a collettivo: il movimento collettivo conferisce una maggior sopravvivenza.
Il movimento individuale è più veloce (quello ameboide non prende contatti) rispetto a quelli collettivi.
In base alla loro origine, i tumori hanno preferenza di movimento.
Il movimento collettivo è tipico dei tumori epiteliali, quello ameboide dei linfomi.

Transizioni epitelio-mesenchima

Transizione delle cellule epiteliali a perdere man mano le loro caratteristiche epiteliali e ad assumere un fenotipo mesenchimale (transizione epitelio-mesenchima EMT)
Avviene la perdita delle giunzioni strette, quei marcatori epiteliali (e-caderina,claudine, occludine ecc). In questa transizione la cellula acquisisce una forma più affusolata rispetto alla forma di cellula epiteliale, questa forma permette un miglior movimento e riesce a penetrare meglio tra altre cellule. La cellula mesenchimale ha anche una maggior capacità di resistere all’apoptosi rispetto a quella epiteliale.

Come avviene:
Dall’ambiente circostante, la cellula trasformata, può assumere altri segnali determinati da fattori di crescita che possono innescare geni che portano alla trascrizioni di geni che portano a nuove caratteristiche mesenchimali. 
Può anche verificarsi che i nuovi segnali la

stimolano a indurre una trasformazione contraria quindi dalla cellula mesenchimale a quella epiteliale (transizione mesenchima-epitelio MET).
La transizione viene utilizzata dai tumori (tipica dei carcinomi) per permettere di acquisire un fenotipo che ha una maggior  possibilità di migrare e sopravvivere rispetto alle altre. Dopo la migrazione, le cellule possono subire una trasformazione contraria a quella precedente.

Ruolo del microambiente

L’ambiente va ad influire la sopravvivenza delle cellule neoplastiche. 
Un microambiente che vede la presenza non solo di cellule tumorali ma anche tanti altri tipi cellulari:
* fibroblasti (CAF/TAF, fibroblasti associati al cancro o al tumore). Questi possono trovarsi lì perché appartengono alla matrice oppure sono stati geneticamente modificati. Possono essere fibroblasti che derivano da maturazione di cellule staminali
I fibroblasti sono produttori di tanti fattori di crescita che sono in grado di stimolare diversi processi e possono favorire processi che favoriscono la proliferazione e migrazione di cellule.

Il fenomeno di ipossia consente l’innesco dell’angiogenesi grazie ai fattori inducibili da ipossia (HIF) che sono in grado di legare gli altri fattori che hanno una sequenza in grado di legare ad altri fattori.
Il microambiente favorisce quasi sempre la progressione delle cellule tumorali.
Nel microambiente tumorali sono stati identificati anche i macrofagi (TAM, macrofagi associati al tumore). Da un lato arrivano con lo scopo di contrastare la presenza di cellule neoplastiche ma molti dei fattori presenti nel microambiente portano a modificazioni dei macrofagi presenti.
Nella prima fase della progressione tumorale troviamo una maggior presenza dei macrofagi M1, coinvolti nelle reazioni immunologiche.

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